Ed è ancora Brexit. L’ondata di sentiment anti-establishment è ormai globale. Brexit non può più essere definita un evento eccezionale. E’ ormai un trend……..
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Di Eric Lonergan, gestore del team Multi-Asset di M&G Invesments
Donald Trump ha vinto, sfidando il suo partito, i media e la politica tradizionale. Il populismo sta prendendo potere. La questione critica, ora, è che cosa questo significhi nella pratica.
L’immediata reazione del mercato è prevedibile. Gli asset rischiosi sono crollati drasticamente, gli asset sicuri sono in rally e il dollaro è in calo. E’ un dejà vu. Come per Brexit, vedremo un’inversione dei prezzi degli asset nelle prossime settimane e nei prossimi mesi?
Nonostante in questa fase sembri che i Repubblicani manterranno la Camera e il Senato, il Presidente Trump sarà molto più limitato rispetto a quanto sembrava durante la campagna elettorale. Nonostante sia probabile che Camera e Senato rimarranno ai Repubblicani, non si tratta di una garanzia di accordo su alcune politiche stravaganti, come costruire muri o avviare guerre commerciali. Trump spingerà anche per abolire l’Obamacare e per tagliare le tasse, mosse senza dubbio favorevoli market friendly anche se probabilmente difficili da mettere in atto.
L’incertezza più grande è se Trump perseguirà la politica del Trump candidato e, quindi, le sue politiche di anti-commercio, anti-Cina e anti-Messico. Il buon senso suggerisce che il Congresso e i mercati finanziari regoleranno le possibilità di Trump di agire. E’ altrettanto possibile che questi proclami da campagna elettorale siano messi da parte con la responsabilità del potere. Ma la vera preoccupazione è che farà quanto ha detto.
La prima reazione del mercato è coerente con il comportamento che abbiamo visto in risposta alle tendenze dei sondaggi. Nelle settimane e mesi seguenti queste oscillazioni potrebbero fare marcia indietro. Dal punto di vista dell’economia nazionale, le uniche politiche su cui probabilmente Trump avrà l’appoggio del Congresso saranno quelle di tagli alle tasse e deregolamentazione che sono favorevoli ai capitali. Potremmo anche vedere una politica fiscale pro-ciclica per la prima volta da Reagan, che potrebbe danneggiare profondamente i mercati obbligazionari. Io non considererei la retorica anti-Fed di Trump. Ironicamente, una politica fiscale più allentata sta bene alla Fed, poiché vogliono normalizzare i tassi. L’ironia principale dell’ultimo sfogo di populismo potrebbe essere un pacchetto di politiche che favoriscono i capitali sui lavoratori, e di stampo più keynesiano che neo-liberale.
Fonte: BONDWorld.it
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