– I listini europei arretrano: ad innescare le vendite Moody’s che ha messo sotto osservazione con implicazioni negative il rating Aa1 della Spagna temendo per la tenuta del settore bancario iberico e per la capacità del governo di tenere sotto controllo i conti pubblici; l’Agenzia tuttavia non ritiene che….
Fonte: Area Pianificazione Strategica, Research& IR – Monte dei Paschi di Siena
Autori Pubblicazione: Lucia Lorenzoni – Nicola Zambli
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la Spagna dovrà ricorrere al fondo di salvataggio, ma i mercati reagiscono nervosi: tra i titoli più penalizzati Santander, BBVA ed il comparto bancario in generale. Fitch ha invece downgradato il rating della federazione che raggruppa le casse di risparmio spagnole, mentre in Grecia si registrano disordini durante il nuovo sciopero nazionale indetto oggi contro il piano di austerity. Alla vigilia del vertice che si apre domani a Bruxelles, la Cancelliera Merkel ha annunciato che i leader europei adotteranno l’accordo raggiunto all’ultimo Ecofin sul meccanismo permanente di salvataggio dei paesi della zona Euro, affrontando le eventuali modifiche al Trattato di Lisbona. Ancora in calo a novembre il mercato dell’auto UE, stabile l’occupazione della zona Euro del terzo trimestre mentre balza ad ottobre la disoccupazione in UK. La Russia ha rivisto al ribasso le sue previsioni di crescita (a +3,8% nel 2010) e al rialzo quelle sull’inflazione.
– Wall Street apre incerta per le notizie provenienti dall’Europa, nonostante i positivi dati macro: l’inflazione di novembre infatti si mostra in linea con le attese (+0,1% m/m per la versione «core»), la produzione industriale nello stesso mese sale più del previsto e la manifattura dello stato di New York balza a dicembre (a 10,57p rispetto ai -11,14 precedenti); invariata la fiducia dei costruttori a dicembre mentre si riducono i flussi netti di capitali esteri ad ottobre. Durante il meeting FOMC di ieri La FED non è intervenuta sui tassi d’interesse, come previsto, ed ha confermato in toto il piano di QE2 (meno scontato) che prevede un riacquisto di Treasury per $600Mld entro il prossimo giugno; in sostanza l’Autorità non ha variato le proprie convinzioni di fondo definendo la ripresa USA solo «continua» , rispetto a quella «lenta» evidenziata un mese fa.
– Listini asiatici in ribasso. Shanghai arretra (-0,54%) penalizzata da indiscrezioni circa l’introduzione di nuove misure da parte di Pechino per controllare i prezzi delle proprietà immobiliari. Pesante Hong Kong che cede quasi il 2%. Incerta Tokyo (Nikkei -0,07%), nonostante la pubblicazione dell’indice Tankan di fine anno, superiore alle attese. Piatta Sidney. La crescita nel terzo trimestre 2010 dello Sri Lanka si porta all’8% a/a.
L’Eur/USD si riporta intorno quota 1,33
– Sul monetario Euribor in calo sulle scadenze a breve, con il tasso ad 1M che fissa allo 0,813%; il lieve rialzo l’Euribor 12M. Poco mosso il Libor USA sulle scadenze a breve; in rialzo il tasso a 6M. La Banca Centrale della Svezia ha alzato i tassi d’interesse dello 0,25% all’1,25%, mentre l’Autorità monetaria norvegese lascia i tassi invariati al 2%.
– In Area Euro, ribassano i rendimenti sul tratto breve della curva. In forte calo il 2Y italiano, ed in maniera minore il 10Y. In Usa in ribasso i rendimenti su tutta la curva con movimento più marcato per il tratto a lunga scadenza. Il Portogallo ha collocato 500Mln di euro di bond a 3 mesi, con rendimenti in forte aumento (3,403% quest’oggi contro l’1,818% dell’asta di novembre) e bid-to-cover ratio pari all’1,9. Reagiscono cosi i differenziali di rendimento vs bund 10Y che tornano ad allargarsi in Grecia e Portogallo; in calo i CDS 5Y di tutti i periferici dell’Area.
– L’euro perde terreno contro le principali valute dopo che Moody’s ha messo sotto revisione il rating della Spagna per un possibile downgrade, riportando l’attenzione degli investitori sui rischi del debito nell„Area euro. L’euro scambia contro dollaro a quota 1,332. Nuovo record intraday per il franco svizzero, ritenuto valuta rifugio, contro la moneta unica. Il listino svizzero oggi tra i pochi positivi in Europa.
– Tra le commodity, in ribasso l’oro (-1%) in scia al rafforzamento del dollaro che frena la domanda di metalli preziosi come forma d’investimento alternativo. Male anche il rame (-1,2%) sui timori che l’acuirsi della crisi del debito in Europa possa minare la ripresa globale. In rialzo petrolio e frumento (+1,1%).
Discaimer

Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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