– Sul monetario continua a salire l’Euribor su tutte le scadenze con il tasso a 1M che fissa lo 0,905%. Le parole pronunciate da Weber non placano le attese di mercato che sconta un rialzo dei tassi di 75 bps. In ribasso ….
Fonte: Area Pianificazione Strategica, Research& IR – Monte dei Paschi di Siena
Autori Pubblicazione: Lucia Lorenzoni – Nicola Zambli
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generalizzato il Libor statunitense su tutte le scadenze, ad eccezione del 3M che rimane invariato. Intanto in Vietnam la BC alza i tassi di rifinanziamento al 12% dal 11%. . In Area Euro crescono i rendimenti sul tratto a lunga della curva, mentre scendono leggermente su quello a breve. In rialzo anche i rendimenti statunitensi. In crescita i rendimenti italiani con un movimento più marcato per il 10Y. Allargamento generalizzato degli spread vs bund di tutti i paesi periferici, in particolar modo per quello ellenico dove il tasso di rendimento decennale sale ai massimi di sempre. Anche l’asta dei bot a 6 mesi ha evidenziato tassi in crescita, con un rendimento pari a 4,75% dal 4,64% dell’asta precedente. Sui rendimenti del paese pesa la decisione di Moody’s di dowgradare il merito creditizio del paese ed un mancato accordo sull’utilizzo del fondo di salvataggio europeo. In moderata crescita i CDS 5Y italiani, portoghesi e spagnoli, mentre rimangono poco variati in Grecia e in Irlanda.
– Perde terreno la moneta unica a seguito delle rinnovate tensioni legate ai paesi periferici; oggi il cross euro/dollaro scende in prossimità di quota (1,39); in leggero deprezzamento lo yen. Ai minimi dell’ultima settimana la sterlina nei confronti del $ che risente negativamente dei deludenti dati sulle vendite al dettaglio e del calo dei prezzi delle case nel mese di febbraio.
– Tra le commodity in raffreddamento il prezzo del petrolio Wti scambiato oggi a 105,14 $ al barile: i membri dell‘OPEC discutono se tenere una riunione speciale a fronte delle continue ribellioni in Libia.
Continua a scendere il prezzo del rame per il quinto giorno consecutivo (-0,1%); in discesa anche il valore dell’oro (-0,2%) e del gas naturale (-0,1%) .
Discaimer

Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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