Neuberger Berman : Un panorama macroeconomico più frammentato sta creando opportunità al di fuori degli Stati Uniti per i rendimenti e la diversificazione del reddito fisso.
Commento a cura di Ashok Bhatia, CFA, Chief Investment Officer and Global Head of Fixed Income di Neuberger Berman
Con il ciclo di tagli della Federal Reserve statunitense già ben scontato e il 2025 che ha offerto rendimenti elevati sui titoli del Treasury e sul credito statunitense, riteniamo che da questo momento in poi ci sia meno compensazione per assumersi ulteriori rischi di duration e spread negli Stati Uniti. Allo stesso tempo, i percorsi politici e le tendenze dell’inflazione stanno divergendo: i mercati continuano a scontare percorsi relativamente restrittivi per la Bce la BoE, anche se la disinflazione sta guadagnando terreno, mentre il graduale allontanamento del Giappone dalla politica ultra-accomodante ha spinto i rendimenti dei titoli di Stato giapponesi a livelli che sembrano interessanti una volta coperti in dollari o euro. Questa divergenza ha aperto premi al rischio più interessanti nei titoli sovrani non statunitensi e nel credito di alta qualità, in particolare in Europa e in Giappone, nonché nel debito dei mercati emergenti, dove le obbligazioni in valuta locale e forte offrono ancora un significativo vantaggio rispetto ai mercati sviluppati. La nostra posizione sulle valute rafforza questa inclinazione, allineando l’esposizione del portafoglio a un regime macroeconomico e politico più differenziato.
In termini di posizionamento, i principali cambiamenti rispetto all’ultimo trimestre dell’anno scorso riguardano:
- Abbiamo rivisto al ribasso la nostra valutazione sui titoli di Stato statunitensi, sul credito societario investment grade e sull’high yield, portandola da target a sottopeso. Anche i TIPS statunitensi sono stati rivisti al ribasso, passando da sovrappeso a neutrale. Le obbligazioni municipali rimangono a livello target;
- Conserviamo il nostro posizionamento di sovrappeso sui titoli obbligazionari dei mercati sviluppati non statunitensi, compresi i Bund tedeschi a 10 anni, i Gilt britannici e i titoli di Stato giapponesi (JGB), che sono stati rivisti al rialzo da target a sovrappeso. È mantenuto un sovrappeso anche sui titoli sovrani dei mercati emergenti in valute forti e locali;
- Le allocazioni su più valute sono state modificate, con un upgrade dell’Euro, della sterlina e delle valute estere dei mercati emergenti a sovrappeso e un downgrade dello yen a sottopeso.
Fonte: InvestmentWorld.it
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