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Neuberger Berman – Un passo a destra?

Neuberger Berman: In un 2024 caratterizzato da un numero straordinario di elettori chiamati alle urne in tutto il mondo, si è appena conclusa un’altra elezione che potrebbe trasformare gli equilibri politici e sociali, non solo in Europa.

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a cura di Patrick Barbe e Ugo Lancioni, Senior Portfolio Manager di Neuberger Berman


Inoltre, la strategia di Macron potrebbe ostacolare gli sforzi dell’UE per migliorare la competitività.

Quattro anni fa, abbiamo accolto con entusiasmo l’arrivo dei fondi del “Next Generation EU”, valutandoli come un importante gesto di solidarietà per l’Europa. Questo pacchetto di misure per la ripresa post-pandemia includeva, per la prima volta, trasferimenti fiscali tra gli Stati membri dell’Unione Europea. Gli eventi della settimana scorsa hanno tuttavia fatto emergere seri interrogativi sulla fase successiva di queste misure. Le recenti elezioni per il Parlamento Europeo hanno visto un aumento dei consensi per i partiti di estrema destra ed euroscettici, complicando ulteriormente la situazione. Ma il rischio principale è arrivato dalla decisione del Presidente francese Emmanuel Macron di indire elezioni parlamentari anticipate in Francia, dopo che il Rassemblement National di Marine Le Pen ha ottenuto il primo posto alle elezioni europee francesi, con il 31,5% dei voti. A seguito di questi eventi, il cambio euro dollaro è sceso di circa l’1%. Gli spread dei titoli di Stato francesi, già sotto osservazione a causa delle pressioni fiscali e di un declassamento del rating, si sono allargati al loro livello più alto degli ultimi cinque anni, trascinando con sé anche gli spread dei titoli di Stato italiani e spagnoli. Constestualmente, l’indice azionario di riferimento della borsa francese, il CAC 40, è sceso del 3%, con i titoli bancari particolarmente colpiti. A nostro avviso, c’è stata una chiara fuga degli investitori verso la qualità, a favore dei bond tedeschi, che hanno messo a segno una sovraperformance. Questi movimenti non rappresentano ancora chiari segnali di una vera e propria crisi, ma suggeriscono quanto ci sia in gioco tra oggi e le elezioni francesi del 30 giugno e del 7 luglio, e come il sentiment di mercato, che ha mantenuto stretti gli spread obbligazionari della zona euro negli ultimi anni, sia ora sotto pressione.

La continuità dell’esecutivo UE nonostante i cambiamenti

Ciò nonostante, la nuova composizione del Parlamento Europeo—l’organo legislativo dell’UE che gioca anche un ruolo cruciale nella definizione del bilancio europeo insieme al Consiglio dell’Unione Europea—non si è spostata tanto verso l’estrema destra e gli euroscettici quanto suggerivano i sondaggi di due o tre mesi fa. I partiti verdi, socialdemocratici e di sinistra hanno perso un numero significativo di seggi, mentre i partiti di destra radicale ed euroscettici hanno aumentato la loro presenza. Tuttavia, il gruppo di centrodestra ha incrementato sia il numero che la percentuale dei propri seggi, e la coalizione di destra radicale è diventata più frammentata dopo l’espulsione dell’Alternativa per la Germania (AfD) da uno dei raggruppamenti di destra. Uno dei primi compiti del nuovo Parlamento sarà votare per il Presidente della Commissione Europea, un ruolo chiave nelle istituzioni dell’UE. Si ipotizza che i politici di destra possano cercare di ritardare la nomina fino a quando non sarà chiaro il nuovo assetto politico in Francia. Tuttavia, la situazione politica a livello europeo è particolarmente complessa e l’attuale Presidente, Ursula von der Leyen, è la candidata del principale gruppo di centrodestra, che ha mantenuto una buona performance alle elezioni. Cinque anni fa, von der Leyen vinse con una maggioranza risicata grazie ai voti dei gruppi di centro- sinistra. Questa volta, sta cercando sostegno anche a destra; probabilmente sarà un’altra decisione al fotofinish, ma von der Leyen rimane la favorita. Le indagini d’opinione e i risultati deludenti dei partiti verdi suggeriscono che l’elettorato europeo stia affrontando difficoltà legate all’inflazione e desideri un cambiamento di rotta su temi cruciali come la transizione ecologica, la difesa, la sicurezza e le politiche sui confini e l’immigrazione. I governi nazionali e la Commissione Europea hanno già iniziato a lavorare sui temi della difesa e della sicurezza, e a nostro avviso la nuova composizione del Parlamento non dovrebbe mettere a rischio, da sola, i principali elementi della transizione ecologica, né tantomeno minacciare i programmi già esistenti. In generale, riteniamo che il nuovo Parlamento Europeo sarà meno destabilizzante per la strategia dell’UE rispetto a quanto alcuni commentatori hanno suggerito. I risultati di queste elezioni non dovrebbero suscitare particolari preoccupazioni tra gli investitori.

Le riforme di Draghi e il rischio francese

Tuttavia, la governance dell’UE richiede che la sua direzione strategica sia ratificata dai parlamenti nazionali prima di essere attuata a livello europeo. La prossima fase della strategia generale dell’UE, successiva al programma Next Generation EU, sarà probabilmente influenzata dal rapporto di Mario Draghi sulla competitività europea, atteso per questo mese. Si prevede che il rapporto suggerirà una maggiore coordinazione finalizzata a sfruttare meglio la scala dimensionale dell’UE, a risolvere i colli di bottiglia industriali e nella catena di approvvigionamento e a garantire la fornitura di risorse essenziali. A nostro avviso, queste imminenti riforme erano già in bilico, poiché Macron non ha la maggioranza nell’Assemblea Nazionale francese già da due anni. Ad esempio, le divisioni all’interno del partito di centrodestra Les Républicains hanno portato all’approvazione controversa della sua riforma chiave delle pensioni senza un voto dell’Assemblea nel marzo 2023. Il partito di Macron non è riuscito a costruire una coalizione e la maggior parte degli altri partiti ha già iniziato la battaglia per sostituirlo nel 2027. Inoltre, il risultato del RN nelle elezioni europee ha indebolito notevolmente il suo governo, rendendo probabile che l’opposizione colga l’occasione per presentare disegni di legge mirati a rovesciare il governo questo autunno. Il Presidente Macron ha sciolto l’Assemblea per mantenere la sua leadership e per sorprendere e destabilizzare gli altri partiti. La sua strategia ora sembra essere quella di rinnovare il suo mandato unendo una maggioranza nella nuova Assemblea contro l’estrema destra—anche a costo di permettere a quest’ultima di ottenere più seggi. Per questo motivo, riteniamo che Macron stia correndo un rischio significativo: non solo mette in gioco la propria autorità, ma espone anche il programma di riforme di Draghi a ulteriori rischi. Se a luglio il Rassemblement National (RN) riuscisse a formare una maggioranza parlamentare, le conseguenze non si farebbero sentire solo in Francia, ma avrebbero ripercussioni significative anche su parti rilevanti del programma di riforme di Draghi. Queste potrebbero infatti naufragare al primo ostacolo, ben prima di arrivare al Parlamento Europeo. Un simile evento potrebbe minare le basi della recente forza economica e di mercato dei Paesi periferici dell’eurozona.

Politica e volatilità dei mercati

La situazione politica è complessa e imprevedibile. Il successo elettorale del RN a livello europeo non garantisce un risultato simile a livello nazionale, dove le poste in gioco sono percepite come più alte. Gli alleati di estrema destra, i cui Paesi potrebbero trarre beneficio da un’integrazione fiscale e di mercato più profonda nell’Unione Europea (UE), come la Premier italiana Giorgia Meloni, potrebbero ancora influenzare Marine Le Pen. Inoltre, la storia suggerisce che l’UE è ben attrezzata per generare valore dalle crisi. La reazione del mercato della scorsa settimana mette in luce i rischi in gioco ed è probabile che la volatilità e l’allargamento degli spread dei titoli francesi e dei Paesi periferici della zona euro persistano almeno fino alle elezioni francesi tra due settimane, se non oltre.

Fonte: InvestmentWorld.it


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