Payden & Rygel : L’inflazione core di giugno negli Stati Uniti è risultata leggermente inferiore alle attese, con un aumento del +0,2% su base mensile rispetto al +0,3% previsto dal consenso.
A cura di Jeffrey Cleveland, Chief Economist di Payden & Rygel
Si osservano segnali di pressioni sui prezzi riconducibili all’introduzione dei dazi, con i beni di base, in particolare il comparto dell’arredamento domestico, che hanno contribuito per circa 0,05 punti percentuali all’aumento mensile del PCE core. Tuttavia, l’impatto complessivo sembra, al momento, più contenuto rispetto alle stime più pessimistiche.
Sarà il dato di luglio a fornire indicazioni più chiare sull’evoluzione dei prezzi dei beni. Intanto, prosegue il progressivo raffreddamento dei prezzi delle abitazioni, aumentati del +0,2% nel mese, con un contributo al +0,2% dell’inflazione core mensile pari a 0,08 punti percentuali, il più basso dal febbraio 2021. Lo scenario inflazionistico attuale è coerente con la nostra visione: il rallentamento della componente relativa agli alloggi continua a controbilanciare le pressioni al rialzo sui beni, mantenendo il dato core complessivamente sotto controllo. In prospettiva, con l’attenuarsi degli effetti legati alle nuove tariffe, l’inflazione core potrebbe proseguire il suo percorso verso l’obiettivo del 2%, con la possibilità di scendere lievemente al di sotto di tale soglia.
In questo contesto, la Fed dispone di margini di manovra. Con un tasso di disoccupazione al 4,1%, i policymaker possono permettersi di attendere settembre prima di rivedere la politica monetaria. Tuttavia, permane il rischio che l’azione della banca centrale si riveli ancora una volta tardiva. Confermiamo l’aspettativa di tre tagli dei tassi entro la fine dell’anno, per un totale di 75 punti base, distribuiti tra le riunioni di settembre, novembre e dicembre.
Fonte: InvestmentWorld.it
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