Le manovre non convenzionali adottate dalla BCE nel periodo più nero della crisi dei debiti sovrani dell’area Euro, avevano come unica controindicazione nel medio termine un possibile aumento incontrollato dell’inflazione, dal momento che per mettere in campo tutte le armi necessarie per contrastare la crisi del debito e….
stimolare la crescita economica si era accettato che per la prima volta potesse essere derogato il vincolo dell’inflazione al 2% imposto dallo statuto.
Tuttavia, alla resa dei conti il temuto ulteriore rialzo dei prezzi al consumo non c’è stato, nonostante le massicce iniezioni di liquidità al sistema, e il dato dell’inflazione a febbraio ne è la prova con un risultato al di sotto del muro del 2%. Più nel dettaglio, l’Eurostat ha annunciato che in base alle sue stime preliminari i prezzi al consumo sono aumentati a febbraio nella zona Euro su base annua dell’1,8%. Era dal novembre del 2010 che il tasso d’inflazione non scendeva al di sotto della soglia del 2%, con i prezzi al consumo che erano aumentati nella zona Euro a gennaio del 2% e dicembre del 2,2%.
A raffreddare le aspettative di una fiammata dei prezzi è stato peraltro lo stesso Presidente della BCE Mario Draghi, dichiarando in una delle ultime conferenze che l’inflazione rimarrà al di sotto del 2% anche nel 2013 e garantendo all’Autorità margini di manovra in caso di ulteriori interventi di sostegno.
Nonostante un contesto di mercato che potrebbe quindi risultare mutato rispetto a pochi mesi fa, il tema della protezione del potere d’acquisto resta di prioritaria importanza per gli investitori, soprattutto per coloro che guardano al medio- lungo termine. In tal senso, risulta essere vasto il panorama di Inflation Linked targate RBS Plc, a disposizione di coloro che vogliano avere accesso ai correnti rendimenti di mercato con la consapevolezza di veder aumentare i ritorni in un contesto inflattivo, ovvero nel caso in cui i valori attesi non dovessero realizzarsi. In prospettiva di medio-lungo termine, infatti, tali proposte potrebbero rivelarsi nuovamente interessanti, anche in ottica di diversificazione di portafoglio. A differenza delle molte Inflation Linked presenti sul mercato, la strutturazione adottata dall’emittente inglese, che presentava in origine ampi spread aggiuntivi, floor ai rendimenti minimi, oppure alte cedole fisse per i primi anni di vita dei bond, ha consentito fino ad oggi ai risparmiatori di ottenere validi ritorni economici nonostante lo scenario di mercato non sia stato così premiante per tale tipologia di bond.
Fonte: RBS BOND News
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