Schroders : Gli asset brasiliani hanno registrato una forte accelerazione da quando il senatore Flávio Bolsonaro ha inaspettatamente vinto il primo turno delle elezioni presidenziali del 4 ottobre, ottenendo il 47% dei voti contro il 45,2% del Presidente Lula.
A cura di Pablo Riveroll, Fund Manager & Global Head of Equities Research, Schroders
L’indice Bovespa, il listino azionario di riferimento del Brasile, è salito nell’ultima settimana toccando i massimi storici, sostenuto da un rally di quasi il 5% del real brasiliano, che ha chiuso sotto quota cinque rispetto al dollaro statunitense per la prima volta da maggio.
Bolsonaro e Lula si affronteranno al ballottaggio del 25 ottobre e le aspettative dei mercati si sono decisamente orientate a favore di Bolsonaro.
La credibilità fiscale è il vero motore del rally
Il fattore principale alla base di questo movimento è l’aspettativa di una maggiore disciplina di bilancio. Il disavanzo nominale del Brasile ha raggiunto circa il 9,5% del Pil e il debito lordo si attesta in prossimità dell’83% del Pil, il livello più alto dal 2020 e ancora in crescita. Gli investitori hanno reagito chiedendo un elevato premio per il rischio, mantenendo i tassi di interesse reali tra i più alti al mondo. Un governo percepito come maggiormente impegnato sul fronte delle riforme e del contenimento della spesa pubblica potrebbe ridurre tale premio e portare a un significativo calo dei tassi reali a lungo termine. Ci si attende che Bolsonaro nomini una squadra economica di spessore e che punti a tagli alla spesa nell’ordine del 2% del Pil.
La portata dello stress scontato dai mercati prima del voto era sorprendente. Il tasso di riferimento Selic si era attestato al 13,75% e i future sui tassi a lunga scadenza trattavano in area 14%. L’inflazione attesa, per contro, si posizionava intorno al 5% per quest’anno e al di sotto del 4% nel lungo periodo. Ciò implicava tassi reali indicativamente del 9–10% su tutta la curva. I mercati hanno già iniziato a riassorbire parte di questo premio: all’inizio di questa settimana i titoli di Stato decennali hanno registrato un rally, con un restringimento del rendimento di circa 100 punti base, scendendo intorno al 13%. Poiché la credibilità fiscale contribuisce ad ancorare le aspettative di inflazione, un aggiustamento credibile darebbe inoltre alla banca centrale la flessibilità per tagliare il tasso Selic più rapidamente rispetto a quanto previsto in precedenza.
Anche il mercato azionario scambiava a valutazioni contenute prima delle elezioni, a circa 8,5 volte gli utili prospettici (forward P/E), a sconto rispetto alla media storica di circa 11 volte. Persino dopo il rally della scorsa settimana, il listino quota a circa 9,5 volte gli utili attesi, rimanendo tuttora in territorio scontato.
Uno spostamento più ampio verso destra
Al di là delle prospettive fiscali, il rally riflette le aspettative di un’agenda nel complesso più favorevole ai mercati. Gli investitori prevedono che le società a partecipazione statale vengano gestite con criteri maggiormente commerciali e che il contesto normativo e imprenditoriale diventi più attrattivo.
Questo trend si inserisce in un quadro regionale più ampio. Il Cile ha eletto José Antonio Kast a dicembre 2025. La Colombia ha eletto Abelardo de la Espriella a giugno 2026 e il Perù ha scelto Keiko Fujimori nello stesso mese. Si uniscono così all’Argentina, dove Javier Milei governa dal dicembre 2023. Una vittoria di Bolsonaro estenderebbe questa tendenza alla più grande economia della regione.
Lo spostamento è visibile in tutti i livelli delle schede elettorali. Il Partito Liberale (PL) di Bolsonaro ha conquistato 19 dei 54 seggi al Senato oggetto di contesa, il risultato più alto per un singolo partito in un’unica tornata elettorale dal 1988. Ciò gli garantisce 28 seggi su 81 a partire da febbraio 2027, ovvero circa un terzo dell’aula e di gran lunga il blocco più consistente. Con gli alleati di destra e centrodestra arriverebbe a controllare circa 48 seggi: una cifra ampiamente superiore alla maggioranza semplice, seppur di poco inferiore ai 49 seggi necessari per approvare le riforme costituzionali.
Alla Camera dei deputati, il PL ha eletto 121 deputati e i partiti di destra detengono nel complesso la maggioranza. Delle 20 cariche da governatore assegnate al primo turno, 17 sono andate a partiti di centro o di destra, mentre il PT (Partito dei Lavoratori) ne ha ottenute soltanto tre. Tarcísio de Freitas è stato riconfermato a San Paolo con circa il 63% dei voti e Cleitinho Azevedo ha vinto al primo turno nel Minas Gerais con circa il 55%.
Questa trasversalità ha un peso rilevante a prescindere da chi vincerà il ballottaggio. Con Bolsonaro, l’esecutivo e il Congresso sarebbero fortemente allineati, aumentando le probabilità di approvazione delle riforme. Con Lula, un Congresso più conservatore fungerebbe da contrappeso rispetto all’espansione fiscale e lo costringerebbe a negoziare con il centro e la destra.
I possibili rischi
Il ballottaggio non è ancora deciso e possono comunque verificarsi delle sorprese, anche se a questo punto appaiono sempre meno probabili. I dettagli sulle reali priorità politiche e sui piani fiscali di Bolsonaro rimangono scarsi e la sua capacità esecutiva non è ancora stata messa alla prova. Nel frattempo, sembra che Lula stia valutando Geraldo Alckmin come ministro delle Finanze per rafforzare la propria credibilità fiscale. Poiché gran parte delle buone notizie è ormai già scontata dai prezzi, è probabile che gli asset brasiliani rimangano molto sensibili ai sondaggi per il ballottaggio, oltre che agli annunci di politica economica che seguiranno il secondo turno elettorale.
Quali settori ne beneficeranno maggiormente?
Tassi a lungo termine più bassi e un ciclo di allentamento monetario più rapido creano dei chiari vincitori. I mercati dei capitali dovrebbero beneficiarne per primi: costi di provvista più contenuti e un contesto azionario più solido tendono a riaprire la finestra delle quotazioni (IPO) e ad attrarre flussi sull’azionario, a vantaggio delle borse, delle banche d’affari e dei broker. Anche le società a elevata leva finanziaria e ad alta intensità di capitale ne traggono un vantaggio diretto, poiché il loro onere per interessi si ridurrà nei prossimi 12-18 mesi.
I settori long-duration e sensibili ai tassi, come le utility, i centri commerciali e i costruttori residenziali, traggono beneficio da tassi di attualizzazione più bassi, che aumentano il valore attuale dei loro flussi di cassa futuri. Le banche attive nel credito al consumo, dal canto loro, dovrebbero registrare un miglioramento della qualità del credito con il calo dei costi per interessi a carico dei debitori, riducendo lo stress sui portafogli crediti che erano stati sotto pressione.
Sebbene questo cambio di scenario sia positivo per l’azionario brasiliano in generale, vi sono anche degli sconfitti. Le società difensive tendono a rimanere indietro durante un rally di propensione al rischio, mentre le aziende con ricavi in dollari e costi denominati in real vedono i propri margini compressi dal rafforzamento della valuta locale. In modo meno diretto, i cambiamenti nelle normative e negli incentivi generano spesso conseguenze indesiderate che dovremo monitorare. Tra i settori destinati a sottoperformare in termini relativi figurano l’estrazione mineraria e metallurgica, la cellulosa e carta e gli esportatori industriali.
Fonte: InvestmentWorld.it
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