Con il segmento high yield messo fuori gioco dall’inversione di tendenza che si è abbattuta sull’intero comparto degli emergenti, che stanno soffrendo forse anche più del previsto l’avanzata del tapering a stelle e strisce, gli strumenti a …
disposizione degli investitori in grado di garantire potenzialmente un rendimento superiore alla media di mercato si sono ridotti drasticamente. Una ricerca resa ancora più difficoltosa dall’elevato rischio implicito di possibile contagio tra gli emergenti, che potrebbe far pagare dazio anche a quei Paesi le cui economie, in un contesto comunque molto complesso stanno reagendo bene .
Secondo quanto affermato anche recentemente da Draghi, nonostante stia venendo meno il rischio deflazione, una delle poche certezze su cui gli investitori possono contare è che i tassi di mercato resteranno a lungo su livelli accomodanti. In previsione di una nuova massiccia iniezione di liquidità sull’interbancario (LTRO), quello che appare altrettanto probabile è che il tasso Euribor rimarrà compresso sugli attuali livelli. Quello a cui tuttavia si dovrebbe guardare non sono tanto i livelli correnti, quanto le attese del mercato ed in particolare, quindi, la curva a termine che riesce a fornire qualche indicazione in più circa la futura evoluzione del tasso in oggetto.
E’ proprio guardando al futuro che è possibile trovare qualche spunto operativo in più. La curva forward, che mostra un calo di quasi 30 punti base lungo tutti i principali nodi della curva rispetto ai valori di inizio anno, prevede un tasso Euribor sopra la soglia dell’1% a partire dal settembre 2016, ovvero sopra l’1,5% ad inizio 2018.
Se tale scenario continua a pesare in maniera negativa sull’intero comparto delle obbligazioni a tasso variabile, solitamente indicizzate all’Euribor maggiorato di uno spread fisso, e a mantenere su livelli molto elevati le Inverse floater, dove la componente variabile (l’Euribor) decurta un facciale assai corposo, a metà strada tra le due differenti tipologie di bond si posizionano due strutturate, ovvero la RBS Obiettivo 6% e la RBS Obiettivo 8%.
Per le potenzialità in termini di rendimento si segnala in modo particolare la seconda delle due proposte, caratterizzata da una scadenza fissata per il 15 luglio 2021. Nel dettaglio, ogni trimestre è prevista la rilevazione del valore dell’Euribor trimestrale e se questo si troverà entro il range compreso tra l’1,5% e il 4,5%, il bond distribuirà una cedola pari all’8% annuo. Pertanto se nel breve-medio termine le probabilità di erogazione sono molto basse, qualora si analizzasse tale proposta lungo tutta la sua durata si osserverebbe come il rendimento potenziale annuo risulterebbe ben più interessante. In base alle correnti stime, come è possibile vedere dal grafico presente in pagina, il bond potrebbe tornare ad erogare la cedola dell’8% a partire dal terzo trimestre 2017 fino alla sua naturale scadenza. Pertanto, in base ai correnti 94,38 euro esposti in lettera al MOT di Borsa Italiana, il rendimento potenziale annuo lordo ad oggi sarebbe pari al 5,885%.
In conclusione, per chi avesse un orizzonte temporale di medio lungo termine, anche in ottica di diversificazione, tale obbligazione rappresenta un valido strumento in grado di migliorare il rendimento medio di portafoglio.
Fonte: RBS
Normal 0 14 MicrosoftInternetExplorer4
Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it




