Spagna: l’austerity fiscale deve continuare

Nel 2013, il deficit dovrebbe chiudere non lontano dal target concordato, ma il ritorno del deficit al di sotto del 3% nel 2016 rimane incerto. Il Budget 2014 è incentrato su ipotesi piuttosto ottimistiche sulla crescita delle entrate e tagli di …

spesa che sono in parte ancora dettagliare. Al momento stimiamo che il Budget possa garantire risparmi per circa lo 0,8% di PIL e che il deficit non scenderà sotto al 6%. È possibile che la Commissione esprima un giudizio positivo, ma chiedendo maggiori dettagli sulle misure di contenimento della spesa e sulla natura degli interventi previsti. A luglio la Commissione richiedeva una correzione strutturale per 0,8% del PIL, che non è chiaro se sarà garantita dalle misure previste per il prossimo anno.

Finanze pubbliche: deficit 2013 non lontano dal target
Il deficit del settore pubblico potrebbe eccedere di solo due/tre decimi l’obiettivo del 6,5% concordato con Bruxelles, un risultato decisamente migliore rispetto al 2012 (7,0% del PIL 2012 obiettivo -6,3%). Questa è la fotografia che emerge sulla base dei dati di budget disponibili per i primi sette mesi dell’anno. Va evidenziato che la lettura delle statistiche di finanza pubblica spagnole è divenuta più agevole dal momento che l’IGAE (Intervencion GeneraI de la Aministracion del Estado) ha divulgato i dati sulle principali voci di spesa e entrate fiscali per i diversi livelli di governo su base trimestrale dal 1° trimestre 2012 e da gennaio 2013 anche su base mensile. I dati sinora disponibili (fino a luglio 2013) suggeriscono che le entrate ed in particolare il gettito IVA potrebbero essere inferiori agli obiettivi programmatici. Dal lato delle uscite, la spesa per dipendenti pubblici e consumi  intermedi potrebbe chiudere secondo le previsioni. Il grosso dello sforamento, ad oggi, è  da ricondursi a un eccesso di spesa per trasferimenti e prestazioni sociali
. I dati, per diversi livello di governo, sembrano suggerire che lo sforamento sia da ricondursi alle Regioni, più che alle Amministrazioni centrali (v. tab. 1). I dati sinora disponibili suggerirebbero un saldo di bilancio per il settore pubblico 2013 di poco inferiore al 7% del PIL. Tuttavia, manteniamo la nostra previsione di deficit a -6,7% dal momento che le misure di contenimento della spesa delle regioni e la riforma dei governi locali dello scorso 26 luglio potrebbero generare un miglioramento dei saldi più marcato nel 2° semestre 2013 rispetto a quanto osservato nella seconda metà dello scorso anno. Secondo le stime del Governo, la riforma delle Amministrazioni  locali dovrebbe generare risparmi di circa 0,2% sul 2013. Lo Stato ha inoltre già effettuato circa il 90% dei trasferimenti in particolare alla sicurezza sociale per il pagamento delle pensioni.  Il deficit primario dovrebbe chiudere al -3,2/-3,3% del PIL, poco al di sopra dell’obiettivo del -3,0%. La spesa per interessi viaggia al 3,4%, circa in linea con le proiezioni di Governo (+3,3%  del PIL). Pur tenendo conto di elementi mitiganti, è probabile che il saldo delle regioni chiuda al di sopra dell’obiettivo del -1,3%. Il deficit delle Amministrazioni centrali potrebbe invece fare meglio rispetto all’obiettivo programmatico del -3,8%.

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Il Budget 2014 sembra incentrato interamente su tagli di spesa     

Veniamo alle stime per il prossimo anno. Cominciamo con il dire che nella nostra valutazione siamo partiti dalla stima di saldo tendenziale 2014 come da proiezioni di primavera della Commissione UE: -7% da -6,5% del 2013. Secondo le raccomandazioni della Commissione, la Spagna doveva approvare misure per 2pp di PIL nel 2014, per 1pp di PIL nel 2015 e 1,5pp di PIL nel 2016, per garantire una correzione strutturale di 0,8% nel 2014-15 e dell’1,2% nel 2016. Nelle nostre previsioni, a legislazione vigente, il deficit 2014 dovrebbe aggirarsi al -6,5% del PIL dal momento che il Governo aveva confermato, prima della presentazione del Budget, misure temporanee in vigore nel 2012-13 anche per i prossimi due anni: i) conferma delle misure già in essere e l’introduzione di nuove disposizioni in tema di tassazione dei redditi d’impresa5  con un risparmio di spesa per 0,3% del PIL; ii) estensione del blocco delle assunzioni nel settore pubblico con un risparmio di spesa per uno -0,1% di PIL; iii) la riforma degli Enti locali dovrebbe generare risparmi nel 2014 di 0,1% di PIL. Nel complesso, le misure già in essere dovrebbero garantire maggiori risorse per il 2014 per 0,5% del PIL.
Il Governo ha presentato, lo scorso 27 settembre, il progetto di legge di bilancio per il 2014 che dovrà essere esaminato la prossima settimana dalla Commissione UE come previsto dalla procedura Two Pack, che sarà attivata per la prima volta quest’anno. La Commissione formulerà un giudizio sui budget entro la fine di ottobre e pubblicherà delle raccomandazioni di cui i Paesi membri dovranno tenere conto nella stesura finale dei budget. 
Il disegno di legge per il budget 2014 del settore statale spagnolo conferma l’obiettivo di ridurre il deficit al 5,8% nel 2014 dal -6,5% di quest’anno. L’obiettivo di deficit per le Amministrazioni centrali è fissato a 39,6 miliardi di euro (3,7% del PIL) sostanzialmente invariato rispetto al 2013. La proposta di legge si basa su di un’ipotesi di crescita di +0,7% nel 2014 dopo il -1,3% stimato per l’anno in corso. La previsione è di due decimi al di sopra delle nostre stime e del Consenso, ma mezzo punto al di sora delle ultime stime del FMI.  Le stime di crescita sono quindi abbastanza realistiche. Quel che ci sembra poco credibile è che, in assenza di nuove disposizioni in tema di tassazione, le entrate tributarie possano crescere del 2,4%. Il ché implica un’elasticità rispetto al PIL nominale di 1,4%. In uscita da una recessione così  severa come quella degli ultimi cinque anni, un’elasticità unitaria potrebbe risultare già un’ipotesi eccessivamente ottimistica. Le maggiori risorse dovrebbero essere reperite tramite risparmi di spesa. Per il momento, il progetto di legge indica solo il limite di spesa per i ministeri. Il tetto al netto dei trasferimenti per prestazioni sociali è fissato a 34,58 miliardi di euro, in calo del 4,7%  rispetto al 2013; in ragione del PIL la misura dovrebbe valere uno 0,2%. I tagli più pesanti sono previsti per la Difesa. Il Governo ha confermato il blocco degli stipendi e delle assunzioni anche per il 2014, con l’esclusione di settori chiave, ma non la soppressione di due giorni di ferie e della  tredicesima come nel 2013. Stimiamo che il Budget possa generare risparmi di spesa per un 0,3% di PIL rispetto alle misure già confermate e che quindi il deficit 2014 possa chiudere al meglio a -6,1% del PIL. La riforma delle pensioni, in via di approvazione da parte del Parlamento, non dovrebbe generare significativi risparmi di spesa dal momento che limita la crescita della spesa tra un minimo di 0,25% e un massimo pari all’inflazione di +0,25%; il risparmio si vedrà dal 2019, quando gli aumenti di spesa saranno legati ad un fattore di sostenibilità che tiene conto dell’aspettativa di vita. È possibile che la Commissione UE esprima un giudizio positivo sul Budget, ma richieda maggiori dettagli sulle misure di contenimento della spesa e sulla natura degli interventi previsti. A luglio la Commissione richiedeva una correzione per 0,8% del PIL.

Quanto è lo sforzo residuale che il Paese deve ancora attuare? Il dibattito è aperto
Anche se il Budget 2014 dovesse ottenere il via libera da Bruxelles, il processo di consolidamento fiscale in Spagna dovrà proseguire. Dal 2009 la Spagna ha messo a segno un miglioramento del saldo strutturale di oltre quattro punti di PIL, ma la Commissione, a luglio, stimava che per riportare il deficit al di sotto del 3% nel 2016, rimanesse da attuare uno sforzo residuale di tre punti di PIL nel periodo 2014-16. In realtà, lo sforzo strutturale che verrà richiesto alla Spagna potrebbe essere inferiore dal momento che le Autorità europee hanno approvato, lo scorso 19 settembre, variazioni alla metodologia di calcolo del saldo strutturale. Tali modifiche dovrebbero essere incorporate nelle stime della Commissione d’autunno (in uscita per fine ottobre). È stata proprio la Spagna a sollevare il caso sulla metodologia di calcolo dell’ampiezza dell’output gap e quindi dell’impatto del ciclo sui saldi di bilancio. La componente ciclica  del deficit è data dall’interazione dell’elasticità rispetto al ciclo con l’output gap 6. Se l’output gap è più ampio, la componente ciclica è più ampia e viceversa. È probabile che, con la nuova metodologia, la stima di saldo strutturale della Commissione si avvicini a quello del Governo spagnolo. In ogni caso anche muovendo dalle stime di Governo del saldo strutturale, la Spagna dovrebbe attuare una correzione aggiuntiva di due punti di PIL tra il 2014 e il 2016, correzione che non è trascurabile ma sicuramente più gestibile di quella implicita nelle raccomandazioni della Commissione UE e soprattutto consentirebbe al Paese di rispettare entro il 2016 la regola sul saldo strutturale che per la Spagna è più stringente della regola di riduzione del debito. Se alla Spagna sarà richiesto uno sforzo inferiore rispetto a quello implicito, nelle raccomandazioni della Commissione la crescita tra il 2014 ed il 2016 potrebbe essere più forte di un paio di decimi rispetto a quanto da noi assunto.

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3)  Si noti che l’esame dei conti pubblici per diversi livelli di Governo è possibile solo su base trimestrale dal momento che per le comunità autonome non sono ancora disponibili i dati a frequenza mensile. Stimiamo l’andamento delle entrate e della spesa e saldo di  bilancio nella seconda metà del 2013 usando come riferimento la dinamica osservata nei dati trimestrali dello scorso anno.
4)   Per la seconda metà di quest’anno assumiamo che le  principali voci di entrate e uscite seguano un andamento non dissimile a quello della seconda metà del 2012, con le dovute correzioni per le misure che non sono state confermate. L’aumento dell’IVA a settembre 2012 ha determinato una forte crescita delle entrate tributarie nei mesi finali dello scorso anno, egualmente le misure sugli stipendi dei dipendenti pubblici (riduzione delle ferie e tredicesima) ha contribuito significativamente al contenimento della spesa.
5)  Il limite temporale per la deducibilità degli ammortamenti è stato esteso anche al 2014-15 con un effetto sulle entrate fiscali di 0,2% del PIL. Il Governo, con una disposizione di legge dello scorso 28 giugno, ha escluso dall’imponibile delle imprese le perdite estere. Stimiamo che la misura possa avere un effetto tra 0,1% e 0,2% del PIL. Il Budget 2014 ha introdotto sgravi fiscali del 10% per gli utili rinvestiti dalle piccole
imprese.
6)  Per maggiori dettagli sulla metodologia di stima dell’output gap, utilizzata dalla Commissione UE si veda  2013, (Box I.I), European Economy (Economic Forecast Spring 2013), 2009 (Box I.3.2), European Economy (Economic Forecast Spring 2009.


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