La crescita negli Stati Uniti si manterrà fra il 2% e il 2,5% nel prossimo biennio. I dati recenti sono stati migliori delle attese ed hanno escluso il double dip. …
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Nel 2012 la crescita dovrebbe attestarsi al 2,2%. Consumi e investimenti stanno crescendo a ritmi coerenti con un andamento relativamente positivo della congiuntura nel 2012, spinti anche dalla domanda compressa degli ultimi anni. La politica monetaria sarà ampiamente espansiva; lo scenario di politica fiscale è ancora incerto, ma prevediamo effetti solo marginalmente restrittivi.
La crescita negli Stati Uniti si manterrà fra il 2% e il 2,5% nel prossimo biennio. La velocità di crociera di questa ripresa è vincolata dall’assenza di crescita degli investimenti residenziali e dalla riduzione del debito delle famiglie. Nel 2012 la crescita dovrebbe attestarsi al 2,2%. continua a mancare una componente cruciale della domanda, gli investimenti residenziali. Questa voce nel 3° trimestre 2011 era pari al 2,2% del PIL, contro una media del 4,7% dal 1947 al 2011. Se gli investimenti residenziali fossero sulla media storica in termini di quota del PIL, il PIL sarebbe più alto di circa il 2,5% (Fig.1). La spesa in costruzioni si è stabilizzata (Fig.2), ma rimane insufficiente a contribuire alla crescita. Anche nel 2012-13 il PIL sarà sostenuto solo dai consumi e dagli investimenti delle imprese. La crescita sotto il 2,5% non dovrebbe permettere una significativa accelerazione della dinamica occupazionale. Pertanto il mercato del lavoro dovrebbe continuare ad avere ampie risorse inutilizzate, con il tasso di disoccupazione compreso fra l’8,5% e il 9% nel 2012. Riassumiamo i punti principali dello scenario 2012.
Consumi – I consumi nel 2012 dovrebbero crescere a un ritmo vicino a quello del 2011 (2,3% nel 2012, 2,2% nel 2011). La spesa delle famiglie sarà ancora spinta da un recupero “normale”per la fase ciclica nel comparto dei beni (soprattutto durevoli, e in particolare auto), mentre i servizi resteranno deboli rispetto alle riprese del passato (Fig. 3). Le prospettive per i consumi sono ancora soggette a pesante incertezza derivante dalla politica fiscale di breve termine. A fine anno scadranno molte misure espansive temporanee, in particolare il taglio della payroll tax e l’estensione dei sussidi di disoccupazione di emergenza (si veda sezione su politica fiscale più sotto). Manteniamo la nostra previsione che tali misure vengano estese con un accordo dell’ultimo minuto entro fine 2011.
Mercato del lavoro – Il graduale ma lento miglioramento del mercato del lavoro e la costante riduzione del debito, che hanno caratterizzato il 2011, resteranno gli elementi principali dello scenario anche nel 2012. L’employment report di novembre ha visto un calo del tasso di disoccupazione a 8,6% da 9%. I disoccupati a novembre erano 13,3 milioni, i percettori di sussidi estesi complessivamente 7 milioni (Fig. 5), i sotto-occupati circa 8,5 milioni. Il 43% dei disoccupati, 5,7 milioni, è senza lavoro da più di 27 settimane. La forza lavoro è circa invariata nei 12 mesi a novembre 2011, il tasso di partecipazione è ancora in calo e l’occupazione è in aumento di 1,2% a/a sia con l’indagine presso le famiglie sia con l’indagine presso le imprese (Fig. 6). Anche tenendo conto del rallentamento della partecipazione per motivi demografici, la crescita della forza lavoro è prevista dal CBO in aumento di almeno 0,8-1,0% a/a. In questo scenario, una ripresa della forza lavoro collegata a fattori ciclici modererà il calo della disoccupazione associato a una dinamica occupazionale compresa fra l’1% e l’1,5% a/a prevista per il 2012. A meno di una netta accelerazione della crescita del PIL e quindi dell’occupazione, per ora improbabile, non ci sono le condizioni per un rapido e duraturo calo della disoccupazione nei prossimi anni. Il PIL reale è tornato a metà 2011 sui livelli pre-recessivi, ma l’occupazione è ancora sui livelli del 2004, circa 6,2 milioni inferiore al picco del 2007 per gli occupati privati e 6,7 milioni per gli occupati totali.


Investimenti fissi – Gli investimenti fissi delle imprese sono cresciuti molto nella parte centrale dell’anno e stanno ora rallentando. Il settore manifatturiero rimane in espansione costante, al netto degli effetti temporanei legati al terremoto giapponese. La situazione finanziaria delle imprese è estremamente favorevole, con i profitti/PIL su nuovi massimi storici (21,5% nel 3° trimestre, dopo 21% nel 2° trimestre). Anche i prestiti I&C continuano a crescere a ritmi solidi, 9,5% a/a a novembre 2011 e i fondi interni eccedono la spesa per 261 miliardi di dollari nel 3° trimestre (Fig. 4), vicino al massimo storico toccato nel 2009. Nel 2012, gli investimenti fissi delle imprese dovrebbero crescere poco sotto i ritmi del 2011 (7,5% nel 2012, 8,8% nel 2011).
Inflazione – Il picco ciclico dell’inflazione dovrebbe essere alle spalle, a meno di shock inattesi dai prezzi delle materie prime. L’inflazione annua totale dovrebbe calare al 2%nel 2012 (Fig. 7), dal 3,2% del 2011. L’inflazione core è prevista in graduale calo nel 2012, dal picco atteso a 2,2% a/a a inizio anno. Il fattore principale di aumento del CPI core è stata la normalizzazione del comparto abitazione (Fig. 8). Nel prossimo biennio ci sarà ancora un effetto rialzo derivante dal forte aumento atteso degli affitti, ma la voce principale, gli affitti figurativi, dovrebbero rimanere in aumento contenuto, alla luce della stagnazione del settore immobiliare residenziale. La graduale ma lenta chiusura dell’output gap e le ampie risorse inutilizzate sul mercato del lavoro contribuiranno a limitare i rialzi dei prezzi finali. L’inflazione dovrebbe quindi mantenersi marginalmente al di sotto della definizione della stabilità dei prezzi. Di rilievo per la Fed sarà la stabilizzazione dell’inflazione core intorno al 2%, dopo un picco al 2,2% a/a a inizio 2012.
Politica monetaria – La politica monetaria dovrebbe restare eccezionalmente espansiva con tassi fermi ancora a lungo. La Fed ha segnalato che ci sono “significativi” rischi verso il basso sulla crescita, legati non solo ai freni domestici, ma anche alle tensioni sui mercati finanziari globali. A gennaio dovrebbe esserci l’annuncio di un profondo cambiamento nella comunicazione che dovrebbe implicare tassi fermi anche oltre il 2013. La banca centrale aspetterà anche nuove informazioni congiunturali per valutare l’entità e la durata del miglioramento visto con i dati più recenti. Sarà anche rilevante l’evoluzione del conflitto sul budget 2012. Riteniamo però che con una crescita non superiore al 2,5% la dinamica occupazionale resti troppo debole per modificare il quadro del mercato del lavoro giustificando potenziali ulteriori interventi di stimolo monetario.
Politica fiscale – La correzione strutturale dei conti federali, come previsto, è ancora rimandata e non avverrà prima delle elezioni presidenziali del 2012. La politica fiscale federale dovrebbe essere solo moderatamente restrittiva, con il deficit previsto a 1,2 trilioni di dollari (7,8% del PIL) nel 2012, dopo 1,3 trilioni di dollari nel 2011. Il debito/PIL continuerà ad aumentare: nell’a.f. 2011 il debito detenuto dal pubblico era pari a 10,1 trilioni (67% del PIL) e il debito detenuto da altre agenzie governative (enti previdenziali) era pari a 4,6 trilioni, per un totale pari al 104% del PIL. Nel 20’12, il deficit dovrebbe essere intorno a 1,2 Tn di dollari (7,5% del PIL). La politica fiscale statale e locale rimarrà ampiamente restrittiva.
La questione più urgente è l’estensione delle misure in scadenza a fine anno. Nelle nostre previsioni abbiamo sempre mantenuto come scenario centrale un’estensione del taglio della payroll tax e dei sussidi di emergenza. Le indicazioni da Washington sono coerenti con questo scenario. Nell’ultima settimana è stato trovato un accordo per estendere la riduzione della payroll tax per due mesi e continuare i negoziati. La Camera aveva approvato estensione del taglio della payroll tax, dell’ammortamento accelerato degli investimenti, dei sussidi fino a 59 settimane (invece delle attuali 99), e blocco del taglio delle tariffe dei medici convenzionati con Medicare. L’effetto delle misure stimato dal CBO è di 167 miliardi nel 2012 e di 71,5 miliardi nel 2013. La copertura avverrebbe dal 2015 in poi e amplierebbe il deficit di 25 miliardi nel 2012-21. La discussione nel prossimo mese riguarderà anche i sussidi di disoccupazione. I disoccupati da più di 99 settimane sono circa 2 milioni, il 15% del totale. I disoccupati da più di 52 settimane sono 4 milioni Se l’estensione dei sussidi fosse solo per 59 settimane, nel 2012 ci sarebbero circa 2 milioni di individui senza reddito con un effetto negativo sul PIL di almeno -0,2pp. In passato i sussidi di emergenza non sono mai stati eliminati con il tasso di disoccupazione sopra il 7,2%.

Fonte: Intesa San Paolo Spa
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