Ieri a New York i listini azionari sono scesi diffusamente, dopo le trimestrali contrastate. L’indice S&P 500 ha ceduto lo 0,57%, il Nasdaq è arretrato dello 0,49% e il Dow Jones…
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dello 0,67%. A pesare sul sentiment negativo di chi investe in azioni si è aggiunta la stima flash sul PMI cinese di luglio di Caixin (ex HSBC), sceso inaspettatamente a 48,2 punti rispetto ai 49,7 previsti e ai 49,4 del mese precedente; si tratta del livello più basso degli ultimi 15 mesi. Tutti i mercati azionari asiatici sono così entrati in territorio negativo, fatta eccezione per… la Cina. A Hong Kong, le azioni sono scese dello 0,99%, il Nikkei giapponese è calato dello 0,69&, il più ampio indice Topix dello 0,83% e il Kospi sudcoreano dello 0,93%; in Australia, l’indice guida ha ceduto lo 0,43% e il Sensex indiano è arretrato dello 0,29%. Le azioni della Cina continentale hanno avuto la fortuna di trovare un forte supporto nelle istituzioni nazionali – la vendita di azioni da parte dei grandi azionisti è ancora vietata e la PBoC continua a pompare liquidità sul mercato azionario affinché rimanga in territorio positivo. Il Composite di Shanghai ha guadagnato lo 0,24%, quello di Shenzhen lo 0,34%.
A giugno, la Nuova Zelanda ha fatto registrare un deficit commerciale pari a 60 milioni di dollari neozelandesi, mentre gli analisti di mercato attendevano un surplus pari a 100 milioni di NZD (la cifra precedente è stata rivista al rialzo, a 371 mln da 350 mln di NZD). La coppia NZD/USD ha toccato il massimo del canale discendente, perdendo da allora più di un centesimo. Nella vicina Australia, l’AUD è stato venduto massicciamente dopo l’annuncio del PMI cinese e ha ceduto lo 0,83% contro l’USD, violando il minimo precedente a 0,7328.
In Sudafrica, la banca centrale ha rispettato le previsioni, alzando il tasso d’interesse di riferimento di 25 punti base, portandolo al 6%, nel tentativo di frenare l’inflazione. Ciò non è bastato a far indebolire l’USD/ZAR; il rand sudafricano ha ceduto un ulteriore 0,60% contro il biglietto verde.
In Canada, il loonie (dollaro canadese) ha reagito aggressivamente alle vendite al dettaglio di maggio, che sono risultate superiori alle attese. Il dato si è attestato all’1% m/m rispetto allo 0,6% previsto; le vendite al dettaglio esclusi i veicoli sono cresciute dello 0,9% m/m, a fronte dello 0,8% stimato e del -0,5% del mese precedente. L’USD/CAD si sta prendendo una pausa intorno a 1,3020, dopo aver guadagnato più del 7,50% nel giro di un mese circa.
In Brasile, il real continua a cedere terreno contro l’USD, dopo che il tasso di disoccupazione di giugno è salito al 6,9% dal 6,7% del mese precedente, in linea con le attese. Ieri il BRL ha ceduto l’1,90% contro l’USD, toccando il minimo da 4 mesi.
Oggi gli operatori monitoreranno i PMI di Markit in Germania, Francia ed Eurozona; l’IPP in Spagna; la bilancia commerciale in Svezia; l’indice manifatturiero di Markit e le vendite di nuove abitazioni negli USA.
Fonte: BONDWorld.it
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