Stamattina i mercati azionari regionali asiatici si sono in qualche modo stabilizzati, invece le vendite sulle azioni della Cina continentale continuano a ritmo invariato…..
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I mercati azionari globali potrebbero non aver ancora raggiunto il fondo, anche se gli operatori hanno fatto un passo indietro per verificare i danni. Guardando agli aspetti positivi, stamattina i futures USA sono in rialzo dell’1,24%, dopo aver subito un attacco degli orsi nella seduta di lunedì. L’S&P 500 ha ceduto il 3,94%, il Dow Jones il 3,57%, e il Nasdaq è crollato del 3,82%. Stamattina in Asia il Composite di Shanghai ha perso il 6,98%, tornando sui livelli visti l’ultima volta nel dicembre del 2004, mentre il Composite di Shenzhen è scivolato del 7,13%. In Giappone, il Nikkei continua a calare, ha ceduto il 3,96%, mentre il più ampio indice Topix è arretrato del 3,26%. A Hong Kong, l’Hang Seng ha ceduto l’1,44%, mentre il Kospi sudcoreano ha guadagnato lo 0,92%. Più a sud, le azioni australiane hanno messo a segno i guadagni maggiori, con un rialzo del 2,72%.
Sul mercato dei cambi, l’USD riprende ossigeno dalle vendite e recupera le perdite precedenti: nelle ultime 24 ore, l’indice del dollaro ha guadagnato lo 0,33%. Ieri l’USD/JPY ha infranto la sua media mobile a 200 giorni sulla scia dei timori propagatisi dal mercato azionario a quello valutario. La coppia si sta stabilizzando sopra il minimo della fascia in atto da febbraio a maggio, intorno a 118 e probabilmente farà fatica a superare al rialzo la media mobile a 200 giorni, al momento a 120,72. L’AUD/USD è stato meno sensibile alle apprensioni globali per il rallentamento economico cinese, perché l’AUD è sempre in prima linea quando gli operatori mettono in conto le conseguenze di una crescita più debole della seconda economia mondiale.
In Europa, i futures sui listini azionari sono positivi e puntano a un’apertura con il segno più sui mercati azionari regionali. In Germania, i futures sul DAX sono in rialzo dell’1,45%, mentre quelli sul CAC 40 mostrano un balzo dell’1,21%. In Svizzera, i futures sull’SMI guadagnano un marginale +0,14%, mentre il Footsie sale dell’1,06%.
L’EUR/USD riprende fiato dopo una corsa selvaggia che ha fatto salire la coppia del 6%, portandola a un massimo pari a 1,1714. L’euro ora si sta stabilizzando intorno a 1,1550. Se guardiamo all’andamento degli ultimi 4 giorni, vediamo che la coppia ha sfondato 4 resistenze importanti: la media mobile a 1,1092, il 38,2% di Fibonacci (sulla svalutazione in atto da dicembre a marzo) a 1,1265, la media mobile a 1,1328 e, infine, il 50% di Fibonacci a 1,1514. Prevediamo che l’euro resisterà contro il dollaro, perché le probabilità di un rialzo del tasso a settembre sono calate significativamente dopo che Lockhart, il presidente della Federal Reserve di Atlanta, ha detto di aspettarsi ancora un rialzo dei tassi quest’anno, aggiungendo però che gli ultimi sviluppi in Cina, oltre all’apprezzamento del dollaro e all’ulteriore flessione dei prezzi del petrolio offuscano le prospettive della crescita economica degli USA. Gli investitori prendono atto delle ultime informazioni disponibili e pare addirittura che un rialzo del tasso nel 2015 non sia più garantito.
Oggi gli operatori monitoreranno l’IPP in Svezia; l’indice IFO sul clima delle imprese in Germania; il PIL del secondo trimestre in Sudafrica; il tasso di utilizzo degli impianti in Turchia; l’indice FHFA sui prezzi delle abitazioni, l’indice sui prezzi delle abitazioni S&P/Case Shiller, l’indice sulla fiducia dei consumatori e l’indice sul manifatturiero della Fed di Richmond negli USA.
Fonte: BONDWorld.it
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