T. Rowe Price: Gli eventi in Medio Oriente restano in evoluzione, come dimostra chiaramente la forte volatilità dei prezzi del petrolio.
A cura di Rob Secker, Portfolio Specialist, T. Rowe Price
La conclusione immediata è che i rischi geopolitici, già elevati, sono ulteriormente aumentati. Per i mercati emergenti, il principale rischio nel breve termine è un possibile “flight to safety”. Periodi come questo spesso coincidono con un rafforzamento del dollaro statunitense, che può portare a deflussi di capitali dagli asset dei mercati emergenti.
Guardando più avanti, tuttavia, il conflitto rafforza anche una tendenza strutturale più ampia. I Paesi stanno investendo sempre di più per garantire la sicurezza delle proprie forniture di difesa, energia, materie prime e alimenti. Questa spinta verso una maggiore autosufficienza sta determinando un aumento della spesa pubblica e degli investimenti. Per i mercati emergenti, molti dei quali sono fornitori chiave di materie prime e risorse, questa tendenza potrebbe risultare favorevole. Inoltre, crea un contesto più propizio per strategie di investimento orientate al valore.
In questo senso, il conflitto potrebbe agire da catalizzatore per gli investitori nel riequilibrio dei portafogli. La tecnologia era diventata un investimento molto affollato e ampiamente detenuto, mentre il settore energetico era stato in larga parte trascurato. I recenti movimenti di mercato suggeriscono che gli investitori stiano riconsiderando queste posizioni, dando luogo a una rotazione dai titoli tecnologici verso l’energia e altri settori legati alle materie prime.
Fonte: InvestmentWorld.it
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