La politica monetaria continua ad essere una questione di comunicazione. Mentre gli equilibri sul mercato valutario vengono spostati dalle decisioni della FED di ridurre il programma di acquisti di bond sul mercato, dal meeting di luglio è emersa …
un’importante spaccatura sulle modalità di riduzione del tapering, partendo dai correnti 85 miliardi di dollari. Sebbene la decisione allo stop del Quantitative Easing sia stata ormai presa, l’attenzione del mercato è rivolta alle tempistiche di questa riduzione che avrebbe ovvie ripercussioni non solo sui rendimenti dei Treasury ma anche sul dollaro americano, destinato, a parità di altri fattori, ad apprezzarsi.
L’indiscussa accezione protettiva del green-back e le prossime scadenze che interesseranno a settembre l’area Euro, riaccendono i riflettori sull’importanza della diversificazione valutaria. In un contesto dove le economie emergenti hanno iniziato vistosamente a soffrire il globale rallentamento economico e le crisi interne di diversi Stati, accrescendone di conseguenza il cosiddetto “rischio Paese”, l’attenzione va spostata inevitabilmente sulle divise “core”, come per l’appunto il dollaro americano o in alternativa la sterlina inglese. Concentrandoci sul dollaro, respinto per ben due volte contro l’euro in area 1,34, per chi volesse giocarsi la carta del recupero, si segnala la Royal Four% (Isin XS0502707853), obbligazione a tasso fisso del 4% in dollari americani con scadenza 7 maggio 2015. Attualmente scambiata in lettera a 103,99 dollari, garantisce un rendimento in valuta dell’1,581% annuo lordo. Per chi invece guarda con interesse alla divisa di Sua Maestà, la proposta denominata RBS Sterlina 5 e 80 (Isin XS0574620513 ) espressa in sterline inglesi presenta una scadenza prevista per il 14 febbraio 2021. Gli attuali livelli di prezzo, pari a 113,77 GBP, offrono un rendimento, al netto della componente tasso di cambio, pari al 3,669% lordo annuo.
E’ doveroso ricordare, che si tratta di bond con un grado di rischio più alto rispetto ad analoghe obbligazioni a tasso fisso, proprio per la presenza del rischio cambio che in caso di un prolungato deprezzamento delle divise estere (aumento del cambio Eur/Usd e del cambio Eur/GBP), porterebbe il rendimento a scadenza a ridursi progressivamente.
Fonte: RBS
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