Tema Caldo: inflazione non ti temo

L’inflazione sotto controllo e abbondantemente al di sotto del target previsto dalla BCE, sta dando manforte alla politica accomodante ed “interventista” da parte dei policy maker europei. Di contro però, il rischio più grande che ora …

caratterizza l’Eurozona è la deflazione, con il Presidente Draghi che ha più volte confermato che qualora questa dovesse manifestarsi, sarebbe pronto un nuovo piano massiccio di acquisto dei titoli. Sebbene le attese non confermino ancora tale scenario, previsto dagli analisti in un intervallo compreso tra il 15 e il 20% dei casi, è tuttavia evidente come più l’inflazione resti su livelli molto bassi e maggiori siano i rischi di deflazione.
Storicamente, però, a crisi fi  nanziarie come quella asiatica o quella più recente innescata da Lehman Brothers, sono sempre seguiti periodi di bassa infl  azione. In tal senso gli studi della BCE parlano chiaro. Si è infatti osservato come il declino dell’infl  azione ‘core’ (al netto di energia e alimentare) sia interamente dovuto ai quattro Paesi che hanno ricevuto un salvataggio, dove vi è stato un aggiustamento relativo dei prezzi (funzionale alla competitività) che spinge oggi la BCE a ritenere che nel medio termine l’infl  azione risalirà avvicinandosi al 2%.
Guardando tutto ciò dal lato dei risparmiatori, per chi detiene un orizzonte temporale di lungo periodo, la protezione del potere d’acquisto ha da sempre condizionato le scelte di investimento e ancora oggi, stando al quadro precedentemente delineato, potrebbe avere comunque senso l’investimento in una Inflation Linked nell’ambito di una diversifi  cata gestione di portafoglio.
In tal senso, guardando all’offerta dell’emittente RBS Plc, che conta  un totale di 4 obbligazioni indicizzate all’inflazione,  di cui tre agganciate all’inflazione europea e una a quella italiana, si consiglia di tenere sotto osservazione la  Royal 5,5 Infl  azione ( Isin NL0009289339 ). Il bond divenuto a tutti gli effetti una Infl  ation Linked a partire dall’11 gennaio scorso, fi  no alla scadenza di gennaio 2020, prevede cedole agganciate alla variazione annuale dell’indice armonizzato dei prezzi al consumo europei esclusa la componente tabacco (HICP Ex – Tobacco), maggiorato di uno spread dell’1,6%. Facendo riferimento ai tassi di infl  azione attesi, come da tabella presente in pagina, che rappresentano alla relativa data di valutazione l’espressione delle aspettative del mercato circa l’andamento futuro dell’infl  azione, per ogni data di rilevazione sono stati interpolati i livelli dell’indice di mercato dell’obbligazione, maggiorato dello spread previsto. Ne deriva, pertanto, che in virtù del flusso cedolare atteso e dei correnti 100,79 euro esposti in lettera al MOT di Borsa Italiana, il rendimento prospettato a scadenza ammonterebbe oggi al 3,075% annuo al lordo della ritenuta fiscale. Rendimento che potrà essere rivisto al rialzo qualora i valori realmente registrati dall’infl  azione dovessero essere superiori a quelli ad oggi attesi, e viceversa.

Fonte: RBS

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