Tikehau Capital : Lo scorso fine settimana si è registrata una forte escalation in Medio Oriente a seguito di attacchi congiunti degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran, che hanno determinato la morte dell’Ayatollah Khamenei.
A cura di Raphael Thuin, Head of Capital Markets Strategies, di Tikehau Capital
Questi attacchi hanno provocato un’immediata rappresaglia da parte dell’Iran, con missili e droni diretti contro Israele, diversi Paesi del Golfo e varie basi militari europee nella regione.
Qual è l’impatto sui mercati?
A nostro avviso, l’intervento statunitense sul suolo iraniano era in parte già stato anticipato dai mercati. Questa operazione rientra in una linea più dura degli Stati Uniti nei confronti di Teheran, con significativi asset militari già preposizionati nella regione ed evacuazioni di personale in corso da venerdì.
Tuttavia, il mercato è stato sorpreso dalla tempistica dell’attacco, poiché i tentativi di mediazione dell’ultimo minuto lasciavano intendere che ci fosse ancora una possibilità di negoziazione; dall’ampiezza degli attacchi statunitensi e israeliani, che dimostrano una reale volontà di rovesciare il regime di Teheran e dalla dichiarata intenzione dall’Iran di ampliare il conflitto. Infatti, le azioni di ritorsione hanno interessato non solo Israele, ma anche diversi Paesi del Golfo e basi militari occidentali, aumentando il rischio di un’escalation regionale.
Sebbene non si possa escludere la possibilità di un conflitto più lungo e l’incertezza resti significativa, diversi fattori stanno attualmente attenuando il rischio di un’escalation più prolungata. Da un lato, l’asimmetria militare sembra chiaramente sfavorevole all’Iran: la superiorità delle forze militari di Stati Uniti e Israele lascia poco spazio all’ottimismo per il regime iraniano. Dall’altro, Teheran appare relativamente isolata sulla scena internazionale e il sostegno dei suoi alleati sembra limitato. Infine, i vincoli politici negli Stati Uniti, in particolare la marcata avversione di Donald Trump a qualsiasi aumento significativo e duraturo dei prezzi del petrolio e la vicinanza delle elezioni di metà mandato, rendono particolarmente delicata per Washington la gestione prolungata del conflitto.
In questo contesto, i movimenti di mercato restano contenuti: l’Euro Stoxx 50 è sceso circa il 2,1%, l’indice creditizio iTraxx Xover ha perso circa dieci punti base a 267 e il petrolio è in rialzo di circa il 6,2%, un movimento che per il momento rimane relativamente moderato. Allo stesso tempo, gli asset rifugio (dollaro, oro) stanno sovraperformando, ad eccezione dei titoli di Stato, penalizzati dalla prospettiva di un aumento dei prezzi dell’energia e dell’inflazione.
Negli ultimi anni, i periodi di tensione geopolitica hanno avuto soltanto un effetto temporaneo e limitato sulla performance degli asset rischiosi e al momento non vi è motivo di attendersi un esito diverso. Inoltre, il mercato petrolifero resta adeguatamente rifornito e l’OPEC+ ha dimostrato di essere disposta ad aumentare la produzione per garantire un certo grado di stabilità dei prezzi.
Tuttavia, il mercato mostra un certo nervosismo in risposta a questo evento: le valutazioni sono generalmente elevate¹, le posizioni restano concentrate e il nervosismo è palpabile. Inoltre, dopo diversi anni di performance di mercato notevoli, l’accumulo di fattori sfavorevoli spinge gli investitori a restare vigili al minimo segnale di ulteriore incertezza, determinando un ritracciamento tecnico. Infine, il principale canale di trasmissione resta l’energia, in particolare il petrolio, e continueremo a monitorare attentamente qualsiasi chiusura parziale o totale prolungata dello Stretto di Hormuz, che potrebbe riaccendere le aspettative di inflazione e avere un impatto più significativo sui mercati.
Qual è il nostro posizionamento?
In Tikehau Capital, nell’ambito dei nostri fondi liquidi, restiamo investiti, pur avendo adottato negli ultimi mesi un approccio più prudente. Abbiamo quindi ridotto i rischi all’interno dei portafogli abbassando il beta di mercato e mantenendo una bassa duration ai tassi d’interesse nei nostri portafogli di credito. Al momento manteniamo un atteggiamento attendista: la correzione di mercato in corso rimane limitata, mentre le valutazioni restano elevate e il mercato appare vulnerabile. Restiamo pertanto selettivi e pazienti, pronti a tornare acquirenti qualora si verificasse una correzione più marcata.
Fonte: InvestmentWorld.it
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