UBP : Il cambio EUR/USD è sceso fino a toccare livelli di poco superiori a 1,12, riflettendo sia fattori di rischio globali sia una debolezza specifica dell’euro.
A cura di Peter Kinsella, Head of Investment Services UK, Union Bancaire Privée (UBP)
Questa è stata determinata dall’allargamento dello spread OAT-Bund, che ha superato livelli tecnici importanti, accelerando ulteriormente il movimento al ribasso dell’EUR/USD.
In precedenti episodi in cui i rendimenti francesi sono aumentati, il movimento non aveva avuto un impatto negativo sull’euro, poiché le vendite di titoli obbligazionari venivano semplicemente reinvestite in altri mercati obbligazionari dell’Eurozona, determinando quindi deflussi di capitale limitati.
L’aumento dei rendimenti a livello globale mette in discussione questa dinamica, mentre le prossime elezioni presidenziali francesi di maggio fanno ritenere improbabile che gli investitori possano assistere a progressi significativi verso un accordo su un programma di riduzione del deficit francese.
Gli spread sui rendimenti a due anni hanno continuato a muoversi a favore del dollaro USA e, sebbene vi sia un certo margine per una revisione al ribasso delle aspettative del mercato riguardo ai rialzi dei tassi da parte della Fed, è improbabile che ciò si verifichi nel breve termine.
La pubblicazione dei dati sull’inflazione dell’Eurozona di settembre ha sorpreso al rialzo, attestandosi al 3,8% su base annua per l’inflazione headline e al 2,5% per quella core. L’inflazione headline presenta rischi al rialzo, con la possibilità di raggiungere il 4% entro la fine del quarto trimestre. Ne consegue che è probabile che la BCE prosegua nel suo ciclo di rialzi dei tassi. Tuttavia, ulteriori rialzi difficilmente offriranno un sostegno significativo all’euro, considerati i livelli più elevati dei rendimenti negli Stati Uniti e i prezzi del petrolio ancora elevati.
Fonte: InvestmentWorld.it
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