Julius Baer – Banche di Singapore: reazione impulsiva o punto di svolta decisivo?

Julius Baer – Le banche di Singapore hanno registrato una correzione del 6% –10% negli ultimi due giorni, in seguito alla pubblicazione di alcuni report di broker improntati alla cautela.

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A cura di Jen-Ai Chua, Equity Research Asia, Julius Baer


Pur riconoscendo i rischi evidenziati, riteniamo che i fondamentali alla base delle valutazioni bancarie non siano cambiati in modo sostanziale. Piuttosto, l’aumento dell’avversione al rischio e un sentiment progressivamente meno rialzista dopo il rally degli ultimi anni potrebbero aver innescato prese di profitto. Manteniamo le nostre raccomandazioni e suggeriamo agli investitori di rivalutare le proprie posizioni quando, a novembre, saranno pubblicati dati più concreti con i risultati del terzo trimestre del 2026. Dislocazioni di mercato come queste si sono storicamente rivelate opportunità di acquisto redditizie per gli investitori orientati al trading.

Negli ultimi due giorni le banche di Singapore hanno subito una correzione significativa, con OCBC in testa alle perdite (-9,9%), seguita da UOB (-7,9%) e DBS (-6,0%). La correzione è stata innescata da una revisione al ribasso della raccomandazione da parte di un broker e dalle preoccupazioni degli analisti sell-side riguardo ai rischi che rendimenti più elevati sulle obbligazioni a lunga scadenza comportano per gli utili bancari. Pur riconoscendo queste preoccupazioni, riteniamo che i fondamentali delle banche non siano cambiati in modo sostanziale. È importante sottolineare che non si osservano ancora segnali particolarmente preoccupanti di crediti deteriorati, che tendono a caratterizzare i mercati ribassisti per il settore bancario, mentre la crescita dei prestiti rimane relativamente solida.

Tuttavia, l’avversione al rischio degli investitori è aumentata considerevolmente, il sentiment nei confronti delle banche è diventato progressivamente meno rialzista e si sta diffondendo la sensazione che il settore possa essere sopravvalutato dopo il forte e rapido rally degli ultimi due anni. Ciò ha reso le banche vulnerabili alle prese di profitto, soprattutto considerando il premio di valutazione a cui sono scambiate rispetto ai propri livelli storici e ad alcuni concorrenti regionali. Poiché mancano meno di un mese alla pubblicazione dei risultati del terzo trimestre del 2026 delle tre banche (UOB, DBS e OCBC dovrebbero presentare i risultati rispettivamente il 4, 5 e 6 novembre), suggeriamo agli investitori di lungo periodo di attendere la pubblicazione dei dati trimestrali e i commenti del management prima di rivalutare le proprie posizioni. Dati concreti e maggiori dettagli sulle prospettive dovrebbero fornire la necessaria chiarezza per stabilire se la qualità degli utili e le attività legate alla gestione patrimoniale continuino a giustificare il premio incorporato nelle valutazioni. Gli investitori orientati al trading, meno interessati agli utili, possono invece valutare l’acquisto durante la fase di ribasso.

L’indice di forza relativa (RSI) di OCBC è ora pari a 30 (un livello che segnala una condizione di ipervenduto). Negli ultimi cinque anni si sono verificati soltanto otto o nove episodi di questo tipo, l’ultimo dei quali nel settembre 2025. Storicamente, i titoli tendono a recuperare i livelli precedenti alla correzione entro tre-quattro mesi. Allargando lo sguardo al contesto regionale, è importante notare che le vendite degli ultimi giorni non hanno riguardato esclusivamente le banche di Singapore. Anche ampie fasce del settore bancario delle economie asiatiche sviluppate hanno subito forti ribassi, comprese le grandi banche giapponesi (in calo del 2,2%-3,4% l’8 ottobre) e i principali istituti di Hong Kong (che hanno perso il 4,8%-5,2%). Di fatto, tutte le principali banche delle economie asiatiche sviluppate hanno registrato rendimenti negativi dall’inizio del mese.

Riteniamo che gli effetti dei rendimenti obbligazionari più elevati si stiano facendo sentire sui mercati azionari, con i settori caratterizzati da elevata liquidità e particolarmente sensibili ai tassi d’interesse, come quello bancario, tra i più esposti a questi cambiamenti. Il fatto che il mercato abbia sovrastimato le aspettative di rialzi dei tassi da parte della Fed oppure abbia ragione nel prevedere uno aumento strutturale dei tassi d’interesse determinerà se l’attuale debolezza rappresenti solo una reazione istintiva all’aumento dei rendimenti obbligazionari o un riassetto più permanente delle aspettative. Con l’ingresso nel mese di ottobre, tradizionalmente caratterizzato da turbolenze, l’unica certezza è che ci attende ancora una maggiore volatilità dei prezzi. Prepariamoci a un percorso accidentato.

Fonte: InvestmentWorld.it


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