7 febbraio 2014: La riunione della Bce, tassi di riferimento e tassi di mercato

La Bce mantiene il costo del denaro al minimo storico dello 0,25% ed invariato allo 0% il tasso sui depositi presso l’Eurotower. Il Board posticipa al momento qualsiasi decisione di tipo monetario, nonostante la brusca frenata dell’inflazione di gennaio …

giudicando necessario reperire ulteriori informazioni sull’attuale contesto economico: in tal senso la diffusione delle nuove stime su crescita ed inflazione da parte dello Staff Macroeconomico, che saranno rese note il prossimo marzo e che comprenderanno anche le previsioni per il 2016, risulteranno di valido sostegno. Al tempo stesso, la predisposizione dei criteri sull’Asset Quality Review e sullo stress test del sistema bancario consentirà di reperire ulteriori informazioni riguardanti il finanziamento all’economia reale.
La ripresa europea resta ancora “fragile e disomogenea” e sottoposta a downside risks, tra i quali figura anche la crescente instabilità finanziaria delle economie emergenti; tuttavia Draghi sottolinea come i mercati e le economie dell’Area abbiano sino ad ora “mostrato una resistenza superiore a quella di solo un anno fa” alle tensioni finanziarie internazionali e ai rischi di contagio. L’Eurozona, secondo il Chairman, sperimenterà un periodo prolungato di bassa inflazione, anche se le aspettative di medio periodo rimangono ben ancorate ed il rischio di una deflazione limitato: non vi sono infatti evidenze che gli investitori stiano rimandando le proprie decisioni di spesa attendendosi un calo futuro dei prezzi; al tempo stesso, tensioni limitate sui prezzi si manifestano anche in altre economie che registrano tassi di crescita sostenuti (come l’America), a riprova di un trend del Cpi piuttosto generalizzato. La BCE rimane comunque pronta ad «intervenire con tutti gli strumenti disponibili, se necessario», per garantire la stabilità dei prezzi, purché questi siano compatibili con il trattato costitutivo; sul delicato punto della mancata sterilizzazione degli acquisti di titoli di Stato dei Paesi in difficoltà da parte dell’Autorità, Draghi ribadisce come questo sia “uno degli strumenti a disposizione dell’Eurotower”.

Come da attese la BoE conferma il costo del denaro al minimo dello 0,50% ed invariato il proprio piano di acquisto di asset a 375 Mld di sterline. L’Istituto Centrale Britannico attende la pubblicazione dell’Inflation Report di febbraio (verrà diffuso la prossima settimana), che risulterà decisivo per un’eventuale rivalutazione dell’attuale forward guidance dell’Autorità.

Fonte: BONDWorld.it – MPS


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