La riunione del FOMC dovrebbe riservare poche novità. Il Comitato dovrebbe sottolineare che il programma di stimolo quantitativo annunciato a novembre verrà gestito in modo flessibile, e risponderà agli sviluppi congiunturali…….
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La valutazione corrente dello scenario di inflazione e crescita rimane comunque coerente con il proseguimento degli acquisti annunciati.
La riunione del FOMC di dicembre dovrebbe essere interlocutoria, senza novità rilevanti e soprattutto senza indicazioni di modifica del programma di acquisto titoli annunciato il mese scorso. In una recente intervista, Bernanke ha detto che il programma di stimolo quantitativo non è gestito con il pilota automatico e la Fed continuerà a valutare “se deve essere cambiato, se deve essere ampliato o ridotto o modificato”. Per ora, comunque, secondo Bernanke, “il bilancio dei rischi è in favore di questa politica”: questa affermazione è stata fatta quando era già nell’aria il compromesso fiscale presentato ufficialmente il giorno successivo dal presidente Obama. Lo stimolo quantitativo deciso a novembre era giustificato dallo scenario macroeconomico, che non è cambiato in modo sostanziale.
La valutazione congiunturale a dicembre non dovrebbe essere modificata. A novembre, il Comitato rilevava la ripresa dei consumi, ma sottolineava ancora i freni derivanti da “elevata disoccupazione, crescita modesta del reddito, ricchezza immobiliare in calo, e restrizione del credito”. Il comunicato riportava espansione degli investimenti delle imprese che però “restano riluttanti ad aumentare gli occupati”. Sui prezzi si indicava che “le misure di inflazione sottostante sono scese nei trimestri recenti”. Nessuna di queste condizioni è cambiata. Il tasso di disoccupazione è aumentato di due decimi, salendo a 9,8% a novembre, mentre il ritmo di aumento degli occupati del settore privato ha rallentato notevolmente (a 50 mila, da una media di 138 mila nei tre mesi precedenti); la ricchezza immobiliare del 3° trimestre è scesa; l’inflazione core ha toccato 0,6% a/a, minimo storico della serie (dal 1958).
La vera novità rispetto alla riunione di novembre è la svolta nel dibattito di politica fiscale che vede la possibilità di un pacchetto espansivo per il prossimo biennio. In parte il pacchetto di sostegno alla crescita risponde alle richieste della Fed. Bernanke aveva sottolineato l’opportunità di stimolo di breve termine, accompagnato però da credibili impegni per il rientro dei conti federali nel medio termine. Il sostegno fiscale di breve potrebbe essere indispensabile per raggiungere le proiezioni relativamente ottimistiche della Fed che vedono una crescita compresa fra 3 e 3,6% a/a a fine 2011, e fra 3,6 e 4,5% a/a a fine 2012. Anche in questo quadro comunque il tasso di disoccupazione rimane estremamente elevato, mentre l’inflazione core è vista fra 0,9% e 1,6% a/a a fine 2011 e fra 1,0 e 1,6% nel 2012. Con questo quadro, sembra improbabile che il Comitato modifichi nei prossimi mesi il programma di acquisto titoli.
Il voto di dicembre dovrebbe registrare il consueto dissenso di Hoenig, che vota per l’ultima volta prima della rotazione dei membri votanti nel 2011. Il baricentro del FOMC l’anno prossimo si sposterà verso i ‘falchi’. Infatti l’uscita di Hoenig, che dissente ininterrottamente da gennaio avviene a fronte dell’ingresso fra i votanti di due espliciti dissenzienti (a parole) riguardo al nuovo programma di stimolo quantitativo, Plosser (Philadelphia) e Fisher (Dallas). Il voto di Kocherlakota (Minneapolis) sul programma è più dubbio, anche se è più vicino ai “falchi” dichiarati che al centro del Comitato, con dichiarazioni di scetticismo riguardo all’efficacia di stimolo monetario per un tasso di disoccupazione elevato che potrebbe essere di natura strutturale. Un fulcro importante per gli equilibri del FOMC sarà Warsh (Board, quindi sempre votante) che pochi giorni dopo la decisione di aprire il nuovo programma di stimolo quantitativo ha dato giudizi critici al riguardo, rompendo la tradizione che vede i membri del Board allineati intorno al chairman. Nonostante queste frange, anche ampie, di potenziale dissenso, Bernanke può contare su una solida maggioranza che lo sostenga di fronte a eventuali ulteriori debolezze cicliche. I giochi per la politica monetaria del 2011 sono aperti, ma solo in una direzione: o mantenimento dello stimolo già annunciato, o ulteriore apertura. Per l’exit strategy ci vorrà molto tempo.
Fonte: Intesa San Paolo Spa
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