Generali Investments

Generali Investments – Non è finita finché non è finita

Generali Investments: Omicron sta destabilizzando i mercati e l’incertezza rimarrà alta fino a quando non sarà più chiaro l’impatto della variante sui ricoveri e sui decessi per Covid.


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Thomas Hempell, Head of Macro & Market Research di Generali Investments


Le banche centrali potrebbero ritardare la normalizzazione delle politiche? Non aspettiamoci troppo aiuto: tra il deterioramento del mix crescita-inflazione e le persistenti strozzature nell’offerta globale, la politica è a corto di munizioni.

Prediligiamo una posizione tattica molto prudente, in un contesto di elevata incertezza a breve termine. Ma con il consenso sugli utili che sembra ragionevole e le valutazioni supportate da rendimenti reali bassissimi, la recente correzione potrebbe in ultima analisi offrire opportunità per incrementare l’esposizione verso asset rischiosi con l’attenuarsi dei timori legati a Omicron.

Nel breve termine privilegiamo un approccio molto prudente rispetto al rischio. Tuttavia, a meno che l’impatto della variante sulla salute si riveli in grado di annullare l’efficacia dei vaccini, la recente correzione del mercato può fornire un’opportunità di sovrappesare cautamente gli asset rischiosi nei portafogli.

Per esempio, le sorprese circa i dati economici hanno smesso di peggiorare in autunno. Inoltre, con i consumatori che detengono grandi risparmi, le aziende godono ancora di un alto potere di determinazione dei prezzi, che permette loro di trasmettere a valle il rincaro dei fattori produttivi. Ciò protegge i margini e supporta le prospettive degli utili. Le banche centrali procederanno con cautela, aiutando i rendimenti reali ultra-bassi a sostenere le valutazioni. I governi e le imprese hanno inoltre imparato ad affrontare meglio le misure per contenere la circolazione del virus. Gli investitori sperano infine che l’innovazione dei vaccini aiuterà il settore sanitario ad affrontare anche possibili dirompenti mutazioni. Nuovi farmaci stanno arrivando sul mercato, e sebbene l’efficacia e i volumi di produzione siano ancora da valutare, dovrebbero esercitare una funzione di contenimento sull’impatto sociale ed economico.

Il credito Investment Grade in Europa sembra favorevole, anche perché i titoli non-finanziari rimangono uno strumento politico chiave per la BCE. Mentre ci aspettiamo rendimenti più elevati nel 2022, restiamo prudenti circa una riduzione troppo marcata della duration, dato che i rischi di investire in porti sicuri e le preoccupazioni per la crescita sono ancora notevoli. Il dollaro USA appare caro dopo un progresso di quasi il 7% (DXY) da inizio giugno, ma la divergenza politica e le preoccupazioni per il Covid a livello globale possono, nel breve termine, ancora sostenerlo.

Fonte: BondWorld.it


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