ING : A maggio peggiorano i dati sulla fiducia di imprese e consumatori in Italia
A cura di Paolo Pizzoli, Senior Economist di ING
Il quadro generale dopo la pubblicazione di maggio è quello di un rallentamento della crescita. L’industria manifatturiera rimane il punto debole, ma anche l’edilizia e i servizi stanno perdendo terreno. Ci aspettiamo che questo si traduca in una chiara decelerazione della crescita del PIL nel secondo trimestre, dopo un sorprendente 0,5% nel primo.
La ripresa della fiducia dei consumatori prende fiato a maggio, ma rimane relativamente solida
La fiducia dei consumatori ha registrato un modesto calo dopo quattro incrementi consecutivi, riflettendo un calo del clima personale che controbilancia il miglioramento del clima economico. La scomposizione delle componenti conferma che i consumatori vedono un deterioramento molto limitato della disoccupazione futura, ma sono sempre più preoccupati per la situazione attuale del bilancio famigliare. Il calo dell’opportunità di risparmio segnalato sembra suggerire che il ricorso al risparmio per finanziare i consumi sia ancora in atto e che il ritorno a percentuali di risparmio più elevate, più allineate alla media pre-covid, potrebbe non essere imminente. La resilienza dell’occupazione sembra ancora funzionare ancora come ammortizzatore rispetto allo shock inflazionistico.
La fiducia nelle costruzioni si attenua, ma rimane molto alta
Il settore delle costruzioni inizia a riflettere la graduale eliminazione dei generosi incentivi fiscali che hanno spinto l’attività nel segmento residenziale per più di due anni. Con un ampio portafoglio di lavori ancora in corso, non ci aspettiamo bruschi cali nel breve periodo, ma il calo degli ordini e le aspettative di occupazione nel segmento residenziale suggeriscono che il picco sia passato. Certo, la ripresa degli ordini nel settore dell’ingegneria civile e delle opere specializzate, che potrebbe riflettere la domanda derivante dall’utilizzo dei fondi europei per la ripresa e la resilienza, potrebbe fornire una certa compensazione nel frattempo, ma riteniamo che la spinta alla crescita del PIL proveniente dagli investimenti nel settore delle costruzioni dovrebbe gradualmente attenuarsi nel resto dell’anno.
Il settore manifatturiero si conferma un punto debole, almeno temporaneamente
La fiducia del settore manifatturiero ha subito una nuova battuta d’arresto a maggio, scendendo al livello più basso dall’ottobre 2022, a conferma del fatto che il settore sta ancora attraversando una fase di debolezza. Il calo degli ordini interni ed esteri e il leggero aumento delle scorte si traducono in un leggero calo della produzione corrente e delle aspettative di produzione. In un contesto internazionale ancora molto incerto, è improbabile che la produzione industriale migliori nel secondo trimestre. La normalizzazione in corso delle condizioni della catena di approvvigionamento e il calo dei prezzi del gas al di sotto dei 30 euro/MWh forniscono un po’ di supporto dal lato dell’offerta, ma a nostro avviso questo non va sopravvalutato.
Anche i servizi segnalano un indebolimento, anche nella componente del turismo.
La divergenza tra la fiducia del settore manifatturiero e quella dei servizi non ha retto a maggio. La minore fiducia nei servizi alle imprese e, più sorprendentemente, nei servizi turistici ha più che compensato i miglioramenti nei servizi di trasporto e informazione. Per quanto riguarda il turismo, tuttavia, l’aumento degli ordini attesi indica una certa tenuta della domanda
alla vigilia della stagione estiva. Lo stesso non vale per i servizi alle imprese, che potrebbero riflettere sempre più la persistente debolezza del settore manifatturiero. Nonostante la piccola battuta d’arresto di maggio, la fiducia nel settore dei servizi rimane a livelli relativamente confortevoli, ma i dati indicano che l’effetto di riapertura, sorprendentemente duraturo, sta probabilmente rallentando.
Tutti i settori anticipano una politica dei prezzi meno aggressiva.
E la dinamica dell’inflazione percepita? I dati di oggi indicano chiaramente che il processo disinflazionistico è destinato a durare anche nei prossimi mesi. Le intenzioni di aumento dei prezzi sono diminuite a maggio in tutti i settori. Se il calo è in atto da mesi tra le imprese manifatturiere, fatt confermato dai forti cali dell’inflazione alla produzione, da marzo si sta rafforzando anche nei servizi. Questa è una buona notizia per l’andamento dell’inflazione di fondo nella seconda metà del 2023.
Una decisa decelerazione della crescita del PIL nel secondo trimestre appare sempre più probabile
Nel complesso, i dati della fiducia di oggi suggeriscono che l’economia italiana potrebbe ancora registrare una crescita positiva del PIL anche nel 2° trimestre del 2023, anche se a un ritmo chiaramente più lento rispetto al 1° trimestre del 2023. I servizi dovrebbero confermarsi un fattore di crescita, cosa meno probabile per il settore manifatturiero.
Fonte : BondWorld.it
Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it




