Italia: spinte recessive meno accentuate ma più persistenti del previsto

Il rimbalzo estivo dell’attività industriale è già rientrato; pertanto, una nuova accentuazione del ritmo di caduta del PIL appare solo rimandata al trimestre in corso. Inoltre, il tono delle indagini congiunturali, che sinora non ha più di tanto beneficiato della attenuazione delle tensioni sui mercati finanziari, è coerente con un calo dell’attività……

economica più accentuato di quanto anticipato a inizio 2013. Pertanto, da un lato, in conseguenza del dato migliore del previsto nel 3° trimestre, rivediamo al rialzo la stima sul PIL 2012 (a -2,1%); d’altra parte, per effetto di un profilo peggiore tra fine anno e inizio 2013, rivediamo al ribasso la previsione sull’anno prossimo (a -1%).

I segnali di attenuazione del ritmo di calo dell’attività produttiva notati il mese scorso sono stati confermati dal dato sul PIL del 3° trimestre, che è risultato anche superiore alle nostre attese (già più ottimistiche del consenso). L’attività economica si è contratta di “appena” -0,2% t/t, dopo il -0,7% t/t (rivisto al rialzo di un decimo) dei mesi primaverili. Il dettaglio delle componenti sarà reso noto solo il prossimo 10 dicembre, ma secondo quanto comunicato dall’Istat il valore aggiunto è risultato in leggero aumento nell’industria e in calo nell’agricoltura e nei servizi. Su base annua il PIL è rimasto stabile a -2,4% (il dato precedente è stato rivisto al rialzo di due decimi); la crescita acquisita per l’anno in corso è -2%.

Il dato sul PIL è coerente con le indicazioni di stabilizzazione nei mesi estivi giunte dai numeri sulla produzione industriale. Tuttavia, come prevedevamo un mese fa, il rimbalzo produttivo “anomalo” visto in estate nel settore manifatturiero si sta già confermando temporaneo, come visibile dal calo molto accentuato subito a settembre da tutti i principali indicatori nell’industria (produzione, ordini e fatturato), nonché dalle esportazioni.

Pertanto, una nuova accentuazione del ritmo di caduta dell’attività produttiva potrebbe essere solo rimandata al trimestre in corso, nel quale il PIL potrebbe contrarsi di almeno mezzo punto percentuale su base congiunturale. D’altra parte il livello della fiducia di famiglie e imprese resta depresso e gli indici anticipatori non segnalano univocamente una ripresa nei prossimi trimestri. Rivediamo pertanto al rialzo da -2,4% a -2,1% la nostra stima sul PIL medio 2012. Tuttavia, l’effetto di trascinamento da una parte finale del 2012 più debole del previsto e un tono delle indagini congiunturali che sinora non ha risentito più di tanto del miglioramento delle condizioni finanziarie, e che ci induce perciò a vedere una caduta del PIL più accentuata del previsto anche a inizio 2013, creano le basi per un andamento più negativo dell’attività economica l’anno prossimo.

Lasciando inalterate le previsioni su base congiunturale dal trimestre primaverile in poi, ossia ipotizzando che l’Italia torni su un sentiero di debole crescita nella seconda metà dell’anno, ne deriva una stima sul PIL medio 2013 a -1% (da -0,5% della stima precedente). In sostanza, la revisione al rialzo di tre decimi della stima 2012 a fronte di un abbattimento di mezzo punto della previsione sul 2013 non cambia di molto lo scenario, ma evidenzia che le spinte recessive si stanno mostrando lievemente meno accentuate ma in compenso più prolungate del previsto

23112012


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