Fed – “Helicopter Ben” sempre in volo, ma per quanto ancora?

La prossima settimana verranno pubblicati i verbali della riunione di gennaio e Bernanke terrà  l’audizione semestrale in Congresso il 26 febbraio. Ci aspettiamo che emergano segnali di  spostamento del consenso nel FOMC verso un graduale rallentamento degli acquisti di titoli nel  secondo semestre.  ….

Il Comitato potrebbe, probabilmente a marzo, individuare una “soglia” del  tasso di disoccupazione a cui legare l’interruzione del programma di acquisti per aumentare la  trasparenza e preparare la chiusura del programma di acquisti, che prevediamo avverrà  nell’ultimo trimestre 2013.

Il 2013 dovrebbe essere un anno positivo per l’economia americana, con un’accelerazione attesa  della dinamica occupazionale. Come abbiamo segnalato qualche settimana fa (vedi WEM  14.01.2013), l’economia americana si sta normalizzando: il debito delle famiglie e l’edilizia  residenziale non fanno più da freno, mentre il  commercio estero torna ad espandersi spinto  soprattutto dalle economie emergenti. La dinamica più sostenuta attesa per la domanda privata,  insieme a uno stimolo monetario ancora in aumento dopo l’apertura di QE3, dovrebbe  determinare una crescita degli occupati vicina ai 200 mila al mese e un miglioramento  “sostanziale” del mercato del lavoro entro fine anno. Nel corso del 2013 e soprattutto nel 2014,  la crescita dovrebbe finalmente spostarsi verso un intervallo compreso fra il 2,5 e il 3%, dopo  due anni di espansione intorno al 2%. Rimangono i rischi legati alla politica fiscale, ancora  restrittiva su un orizzonte prolungato, pur in presenza di una svolta in positivo del contributo di  stati ed enti locali dal 2013. L’elevata conflittualità in Congresso dovrebbe portare ad accordi  minimi sulle questioni chiave dei prossimi mesi: a marzo, tagli di spesa, esercizio provvisorio e  budget 2013, ad agosto limite del debito. Pertanto la restrizione fiscale complessiva dovrebbe  mantenersi in un intervallo fra 0,5 e 1pp del PIL nel prossimo biennio, ed essere molto più che  compensata dalle misure espansive della Fed.  

15022013 1

Le buone notizie per l’economia hanno però risvolti potenzialmente turbolenti per i mercati. La  normalizzazione dell’economia dovrebbe essere il prodromo della normalizzazione della politica  monetaria straordinariamente espansiva degli ultimi  quattro anni e mezzo. Nell’ultimo mese il  FOMC sta discutendo sulle condizioni macroeconomiche che potrebbero determinare  l’interruzione dello stimolo aggiuntivo che viene fornito attraverso il programma di acquisti  aperto a settembre e ampliato a dicembre. I verbali in pubblicazione il 20 febbraio dovrebbero fornire nuove informazioni sullo stato del  dibattito interno al Comitato. I recenti discorsi stanno fornendo anche una mappa della  distribuzione delle posizioni all’interno del FOMC che sembra essersi spostata lievemente verso il  lato dei falchi. Nel prossimo mese, fino alla riunione di marzo, si cercherà un consenso su una  strategia di comunicazione che aumenti la trasparenza riguardo alla funzione di reazione della  Fed; qualche chiarimento potrebbe emergere durante l’audizione di Bernanke in Congresso il 26  febbraio. Alla riunione del 20 marzo, con la revisione delle previsioni e la conferenza stampa di  Bernanke, si imprimerà probabilmente un’ulteriore svolta nella strategia di comunicazione,  preparando il terreno per possibili modifiche al programma di acquisti a giugno.   

1. Lo stimolo monetario continuerà ad aumentare per gran parte del 2013

La Fed sta ancora espandendo lo stimolo monetario con il programma di acquisti per 85 mld di  dollari al mese (di cui 40 mld di MBS) e di reinvestimento dei titoli in scadenza. Il flusso di  acquisti di Treasuries, pari a 45 mld di dollari al mese, se mantenuto per tutto l’anno fiscale, è  pari al 64% dell’indebitamento netto del governo federale del 2013, previsto dal CBO a 845 mld  di dollari. Da inizio febbraio, il bilancio della Fed ha superato i 3mila miliardi di dollari (20% del  PIL), con la componente titoli a 2700 mld di dollari. Le riserve delle banche presso la Fed sono  pari a 1600 mld di dollari. Con il risanamento dei problemi del settore privato, il FOMC si sta  interrogando sull’opportunità di continuare a fornire stimolo aggiuntivo all’economia.

15022013 2

Secondo diverse analisi 1 , in gran parte condotte da economisti della Fed, i programmi di  acquisto e di allungamento delle scadenze attuati fra fine 2008 e fine 2012 sono stati efficaci,  con effetti complessivamente stimabili intorno a un equivalente di riduzioni dei fed funds di circa  400pb. Il programma QE3, se proseguirà fino a dicembre 2013, sarebbe equivalente a tagli dei  fed funds stimabili in altri 80-100pb. Sulla base di una Taylor rule che incorpora l’obiettivo di  inflazione al 2%, la stima di disoccupazione di equilibrio al 6% come da indicazioni della Fed e  le aspettative di consenso Bloomberg per deflatore dei consumi e tasso di disoccupazione, il  tasso sui fed funds dovrebbe essere oggi a 0,25% e in graduale aumento fino all’1,5% a fine  2013. Se incorporiamo gli effetti stimati sui fed funds derivanti dai programmi sul bilancio della  Fed, il tasso “effettivo” di policy a fine 2012 dovrebbe essere di almeno 400pb al di sotto di quello ufficiale, artificialmente bloccato dal vincolo dello zero. Il “vero” tasso sui fed funds sarebbe quindi vicino a -4%. Nel 2013, con il proseguimento del programma di acquisti ai ritmi attuali, l’equivalente del tasso di policy scenderebbe in un range fra -450 e -500pb, a seconda  dell’efficacia stimata degli acquisti.

15022013 3

Come si osserva dal grafico qui sopra, la regola di Taylor stimata è stata accurata nel prevedere i  tassi di policy fino al 2001, perdendo poi capacità previsiva nel periodo post-bolla 2001, quando  la Fed stessa riconosce di avere fornito un eccesso di stimolo monetario. Nel periodo più recente,  correggendo i fed funds per gli effetti degli acquisti di titoli, politica monetaria effettiva e stime  sono relativamente vicine fino alla prima parte del 2012; la regola implicherebbe un ritorno in  territorio positivo del tasso di policy nella parte finale dello scorso anno. Pur riconoscendo che i  fed funds sono corretti in modo arbitrario e con un enorme margine di incertezza, l’indicazione  dell’esercizio è che la politica monetaria potrebbe essere nuovamente in una fase di eccessi,  soprattutto se il programma di acquisti resterà aperto ancora per tutto l’anno e se i tassi sui fed  funds resteranno congelati fino al 2015 avanzato.     

2. In arrivo “regole” per il programma di acquisti: stop a fine anno?  

Secondo le indicazioni del FOMC, gli acquisti resteranno in vigore fino a quando il mercato del  lavoro non avrà registrato un miglioramento “sostanziale”. Per ora non è stata fornita una  regola che definisca in modo più accurato il “miglioramento sostanziale”. Per la politica dei tassi,  il FOMC ha fornito le linee guida, collegate al livello del tasso di disoccupazione e dai verbali di  dicembre è apparso che si sta discutendo una modifica della comunicazione analoga anche per il  programma di acquisti. Quando il programma  è stato istituito, a settembre 2012, è stato  sottolineato che è un programma “flessibile”,  soggetto a costante monitoraggio di quantità,  durata e composizione.   

Nell’ultima settimana ci sono stati molti discorsi, che preparano i mercati alle informazioni  contenute nei verbali. Il messaggio che emerge dai discorsi è che 1) gli acquisti resteranno in  vigore per gran parte del 2013, ma con fine anno il programma potrebbe essere concluso; 2) il  programma non verrà chiuso in modo secco ma, come in passato, la fine sarà preceduta da un  periodo di acquisti ridotti gradualmente; 3) in caso di riduzione dell’ammontare acquistato,  verrebbero probabilmente eliminati gli acquisti di MBS; 4) il FOMC potrebbe modificare la  comunicazione in modo da definire una regola per la fine degli acquisti su variabili macroeconomiche (per esempio, interruzione degli acquisti prima del raggiungimento del 7%  per il tasso di disoccupazione, come proposto da Evans). Queste indicazioni sembrano condivise  dai partecipanti al FOMC lungo tutta la distribuzione di posizioni “colombe-falchi” e segnalano  un consenso piuttosto solido. Gli interventi hanno ovviamente sfumature diverse, con indicazioni  molto dovish da Yellen e Lockhart, più preoccupate per i rischi di instabilità finanziaria da Plosser  e George.

In conclusione, manteniamo la previsione di stabilizzazione dello stimolo monetario entro fine  anno, con la fine del programma di acquisti intorno all’autunno, dopo un periodo di riduzione  graduale degli acquisti mensili. Lo stimolo fornito dalla Fed continuerà a sostenere la crescita  (USA e globale) non solo nel 2013 ma anche nel 2014 e non riteniamo che ci siano rischi di  rallentamento con l’interruzione del programma di acquisti. Sembra invece più probabile che la  Fed dal 2014 in poi ripeta la strategia eccessivamente lenta nella rimozione dello stimolo vista  dopo il ciclo del 2001.

15022013 4


 

Certificazione degli analisti

Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, i cui nomi e ruoli sono riportati nella prima pagina del documento dichiarano che:

Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti;

Non è stato e non verrà ricevuto alcun compenso diretto o indiretto in cambio delle opinioni espresse.

Comunicazioni importanti

La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.

La presente pubblicazione non si propone di sostituire il giudizio personale dei soggetti ai quali si rivolge. Intesa Sanpaolo S.p.A. E le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato hanno la facoltà di agire in base a/ovvero di servirsi di qualsiasi materiale sopra esposto e/o di qualsiasi informazione a cui tale materiale si ispira prima che lo stesso venga pubblicato e messo a disposizione della clientela. Intesa Sanpaolo S.p.A. e le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato possono occasionalmente assumere posizioni lunghe o corte nei summenzionati prodotti finanziari.

Normal 0 14 MicrosoftInternetExplorer4


Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.