7 febbraio 2013 :La riunione della Bce

Nella riunione odierna il Consiglio direttivo, lascia inalterato il tasso di riferimento al minimo dello 0,75%, ed invariati i  tassi sui depositi e prestiti overnight, rispettivamente allo 0% e all’1,5%….

 

La decisione è stata presa all’unanimità ma  in  seno al board  si è anche discusso di eventuali misure per migliorare ulteriormente  le  condizioni  sui mercati  finanziari.  I  rischi  inflattivi  rimangono ben bilanciati e  l’inflazione è attesa al di sotto del 2% già nei prossimi mesi,  consentendo alla  politica monetaria  di  rimanere  accomodante:  le  operazioni  di  rifinanziamento  principale  e  quelle  straordinarie  continueranno  infatti  ad  essere  condotte  con  la modalità  “a  rubinetto”.  Le  prospettive  di  crescita  per  l’Area  restano deboli  soprattutto  nella prima parte dell’anno  con una  ripresa graduale attesa  solo  “più avanti” nel 2013; ma  l’economia  rimane  soggetta a  “downside risks” legati alla possibilità di un recupero inferiore al previsto della domanda domestica e del commercio estero, ad  una mancata implementazione delle riforme strutturali all’interno dell’Unione o ad un’acuirsi delle tensioni geopolitiche; in un tale  contesto  l’espansione monetaria  continua  ad essere  contenuta.  Tuttavia  segnali di miglioramento  sono presenti dal  punto di vista finanziario ed i rimborsi anticipati, da parte degli istituti, della liquidità ottenuta tramite i finanziamenti triennali  riflettono  “un  ritorno della  fiducia“; nelle parole di Draghi  la  liquidità  in eccesso nel  sistema potrebbe  rimanere comunque  oltre i 200Mld di euro anche dopo i rimborsi della seconda LTRO.

Sollecitato sulla tematica del recente apprezzamento dell’euro, Draghi ribadisce che  il controllo del tasso di cambio non  rientra nei  target della politica monetaria della Bce.  Il movimento dell’€  rappresenta,  in un  certo  senso, un  ritorno della  fiducia nei confronti dell’Eurozona, con  il tasso di cambio che al momento risulta su valori consoni alle medie storiche;  tuttavia verrà monitorato se  la rivalutazione della moneta unica “altererà  la valutazione dei rischi sulla stabilità dei  prezzi”.  

Sulla decisione del governo di Dublino di liquidare la Anglo Irish Bank, già nazionalizzata nel 2009, Draghi non si è espresso;  ma l’iniziativa sembra funzionale al raggiungimento dell’intesa con la Bce per alleggerire il peso del debito che grava sul Paese.

La Banca d’Inghilterra lascia invariati i tassi d’interesse allo 0,50% e conferma il proprio piano di acquisto di bond  a 375Mld di sterline. La BoE ribadisce che è pronta a  fornire ulteriore stimolo monetario qualora le prospettive di crescita e di  inflazione  lo  rendessero  necessario;  inoltre  reinvestirà  la  liquidità  derivante  dalla  scadenza  dei  titoli  acquistati  nell’ambito  del  programma di QE, che a marzo sarà pari a circa 6,6 miliardi di sterline.

 

Fonte: BONDWorld.it – MPS


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