I: CIPRO – Se l’OMT diventa un prestatore di ultimissima istanza

•  La richiesta di prelievi sui depositi a Cipro rappresenta un cambiamento  fondamentale nella politica europea.
•  La troika ha chiarito che il contributo di € 5,8 miliardi dai correntisti non è  negoziabile, ma sta a Cipro decidere come raccogliere tali fondi. Il governo  cipriota, ritiene che questo piano sia impraticabile e sta freneticamente  cercando di rinegoziare. …..

Di Stuart Thomson, Co-gestore del fondo IGNIS Absolute Return Government Bond


•  Riteniamo che un compromesso sia probabile, ma questo richiederà un  accordo tra tre giocatori di poker implacabili, Cipro, Russia e Germania.
•  Nel caso Cipro fosse colpita da default, la BCE possiede gli strumenti  necessari per evitare il contagio.
•  L’attuale abbondanza di liquidità non deve essere confusa con la sostenibilità  del debito. L’indebitamento totale nella periferia è troppo alto e, in assenza di  una mutualizzazione del debito, deve essere ridotto attraverso una  combinazione di OSI e PSI (coinvolgimento del settore pubblico e privato  nella ristrutturazione).
•  L’OMT è passato da prestatore di ultima istanza di prestatore di ultimissima  istanza. Questo non significa che non potrà mai essere attivato, piuttosto che  quando accadrà, sarà il preludio della ristrutturazione finale del debito.
 
Noi crediamo che la richiesta di prelievi sui depositi di Cipro rappresenti un  cambiamento fondamentale nella politica europea. I politici ciprioti sono in bilico tra la  paura di essere costretti ad abbandonare la moneta unica e l’ira dei risparmiatori  locali. Questa scelta di Hobson suggerisce che il minore dei mali consiste, alla fine,  nel concordare  una serie di prelievi sui depositi. L’UE ha messo in chiaro che il  contributo totale di € 5,8 miliardi non è negoziabile, ma che sta a Cipro determinare  come raccogliere il denaro aggiuntivo.
 
Il piano di salvataggio proposto comprende ad oggi un prestito di €9 miliardi dal’ESM,  combinato con un prestito di 1 miliardo di Euro dal Fondo Monetario Internazionale  (FMI). Il pacchetto comprende anche una controversa tassa  una tantum  pari al  6,75% sui depositi inferiori a € 100.000, che sale al 9,9% sui depositanti superiori a  €100.000, come pure una tassa del 20-25% sugli interessi maturati su tali depositi.  Inoltre, ci si aspetta che la Russia conceda una proroga di cinque anni per il suo  prestito di € 2,5 miliardi, e il tasso di imposta sulle aziende deve salire dal 10% al 12,5%. Nel medio termine, Cipro dovrebbe ridimensionare rapidamente il suo  sistema bancario, riducendolo da otto volte il PIL a tre volte e mezzo entro il 2018.
 
I 17miliardi di Euro richiesti da Cipro, equivalgono al 100% del PIL, che combinato  con un rapporto debito/PIL pari al 70%, rende il debito del paese insostenibile. C’è un  elemento di doppio conteggio in questi due numeri, ma, secondo le stime del FMI, in  assenza del prelievo sui depositi, le cifre potrebbero lievitare fino a oltre il 150% del  PIL, e suo statuto esclude l’erogazione di prestiti a paesi con debiti insostenibili.
 
Il debito è troppo elevato in tutta la periferia e dovrà essere ristrutturato. Quelli di noi  che credono che questa sia una condizione necessaria per l’auto-sostentamento  della crescita del potenziale produttivo, considerano l’imposizione sul capitale cipriota come un passo positivo. Tuttavia, dobbiamo mitigare questo ottimismo riconoscendo  che la sostanziale ristrutturazione del debito nel corso dei prossimi anni non è  condivisa a livello generale.
 
La vera ragione alla base della tassa sui depositi deriva dall’opinione pubblica  tedesca legata alle imminenti elezioni federali. La coalizione di minoranza, formata  da SDP e Verdi, aveva già chiarito che non avrebbe  sostenuto un salvataggio  generale per quello che viene considerato un luogo prediletto dalla mafia russa per il  riciclaggio di denaro sporco. Il settore bancario cipriota rappresenta l’800% del PIL e  il 45% dei suoi depositi sono intestati a non residenti, costituiti soprattutto da  investitori russi e ucraini che beneficiano dei vantaggiosi accordi fiscali bilaterali. Il  cancelliere tedesco, Angela Merkel, potrebbe essere altresì preoccupata della  possibile creazione di un partito anti-euro, che avrebbe il potenziale di sottrarre voti  alla grande coalizione attualmente al governo.
 
L’opinione generale è che si raggiungerà un accordo e che i politici ciprioti e russi  faranno un passo indietro e accetteranno un prelievo ridotto sui piccoli risparmiatori.  Il raggiungimento dell’accordo, a nostro avviso, ha una probabilità del 60% di  avverarsi, mentre l’alternativa è che Cipro e la Russia costringano l’Europa a scoprire  le sue carte, rivelando l’importanza geopolitica della posizione strategica dell’isola nel  mediterraneo orientale. 
 
Questo costringerebbe l’Europa a scegliere tra salvataggio incondizionato,  finanziamento monetario della Banca nazionale cipriota attraverso l’Emergency  Lending Authority (ELA), o da parte della BCE attuando la sua minaccia di  sospendere la liquidità di emergenza al sistema bancario.
 
Questo porterebbe le banche al default e causerebbe un lungo periodo di incertezza  e di caos con la chiusura prolungata delle banche. Si tratta di una negoziazione  politica tra Germania, Cipro e Russia. La chiusura delle banche è già stata estesa  fino a martedì ed è chiaro, a prescindere dal risultato, che la recessione di Cipro  rischia di peggiorare nel corso dei prossimi dodici mesi. La recessione di Cipro è  destinata a perdurare almeno fino al 2018, con una rapida e forzata riduzione  dell’indebitamento del settore bancario.
 
La BCE dispone di strumenti di liquidità sufficienti per contenere qualsivoglia  contagio nel breve termine, che comunque dovrebbe essere limitato grazie  all’eccesso di liquidità a livello mondiale. Tuttavia, questa non è la crisi che i mercati  stanno cercando. 

Crediamo che le implicazioni principali del piano di salvataggio Cipro non riguardino il  qui e ora, ma soprattutto il futuro. In particolare, crediamo che questo aggraverà la  prossima crisi, trasformando l’OMT in un prestatore di ultimissima istanza.   In definitiva la soluzione all’elevato indebitamento della periferia è la ristrutturazione  del debito sovrano e del settore bancario attraverso OSI e PSI. Se i depositi di Cipro  saranno tassati questo processo sarà ancora più vicino.

Fonte: BONDWorld.it

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