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UBS WM : Intreccio sui mercati: tecnologia, geopolitica e tassi

UBS WM : Sui mercati ci sono sentimenti contrastanti perché, accanto a fattori molto positivi come l’innovazione tecnologica e la discesa dei tassi d’interesse, ci sono minacce sul fronte geopolitico e molte elezioni dal risultato incerto, a partire dagli Stati Uniti.

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Matteo Ramenghi, Chief Investment Officer UBS WM Italy, UBS Europe SE, Succursale Italia


L’esperienza ci dice che, dovendo scegliere, il mercato (inteso come la somma di una miriade di operatori) si concentra su ciò che è quantificabile e almeno in parte prevedibile: gli utili delle società, la crescita economica e l’inflazione.

Infatti, nonostante i conflitti in corso e le crescenti barriere commerciali, le borse riflettono gli aspetti positivi, lasciando guerre, minacce ed elezioni sullo sfondo. Ma i mercati non amano l’incertezza e un aumento della volatilità, per esempio prima delle elezioni statunitensi in programma a novembre, non è inverosimile.

Venendo alla geopolitica, due settimane fa il Presidente americano Joe Biden ha annunciato nuovi dazi nei confronti della Cina su auto, batterie, pannelli solari e metalli industriali. Sulle auto elettriche i dazi hanno superato il 100%.

La scorsa settimana il segretario al Tesoro Janet Yellen ha rincarato la dose chiedendo al G7 misure tangibili per arginare «l’eccesso di capacità industriale cinese» e proteggere la manifattura.

Questa escalation probabilmente è il risultato di considerazioni sia strategiche che elettorali. Da una parte, le auto elettriche a prezzi contenuti potrebbero mettere in difficoltà l’industria statunitense; dall’altra, le elezioni si avvicinano e Trump ha annunciato dazi del 60% sulle merci cinesi.

Pechino non ha ancora risposto, ma le economie avanzate hanno catene di approvvigionamento dipendenti dalla Cina, che controlla anche una parte consistente dei materiali necessari alla transizione energetica come il litio e il cobalto.

Nonostante le crescenti tensioni commerciali, ci sono segnali economici positivi e il governo cinese sta considerando un intervento a supporto del settore immobiliare, entrato in crisi ormai tre anni fa. L’obiettivo di crescita del 5% sembra a portata di mano per quest’anno.

Notizie positive vengono dal fronte delle politiche monetarie: ci aspettiamo che la Banca centrale europea (BCE) cominci a ridurre i tassi a giugno e la Federal Reserve a settembre. Dalla fine del 2021 il patrimonio dei fondi monetari a livello globale è aumentato di 1500 miliardi di dollari per via della maggiore remunerazione, ma con la discesa dei tassi questa sarà via via decrescente.

Per questo continuiamo a suggerire di bloccare i rendimenti a medio-lungo termine su obbligazioni di buona qualità per garantirsi ritorni elevati anche nei prossimi anni. Inoltre, questo tipo di obbligazioni ha una natura anticiclica e le valutazioni potrebbero apprezzarsi qualora le banche centrali accelerassero i tagli.

Nel campo azionario è sicuramente la tecnologia a catalizzare l’attenzione degli investitori, nonostante le valutazioni impegnative. La crescita è sospinta dall’intelligenza artificiale e dalle enormi risorse che vengono movimentate per creare l’infrastruttura necessaria.

Microsoft, Alphabet, Meta e Amazon hanno indicato investimenti per 205 miliardi di dollari, un aumento del 40% rispetto allo scorso anno, mentre i ricavi derivanti dall’intelligenza artificiale potrebbero aumentare ancora più rapidamente.

I risultati del primo trimestre di queste società confermano l’accelerazione, a partire da NVIDIA che la scorsa settimana ha battuto ancora una volta le attese degli analisti. Per questo comparto ci aspettiamo una crescita degli utili del 20% quest’anno e quasi identica nel 2025.

A nostro avviso le principali opportunità sono nel campo dei semiconduttori, che potrebbero raggiungere una crescita degli utili del 50% quest’anno e, pur avendo già registrato buone performance, presentano uno sconto apprezzabile rispetto al resto del comparto tecnologico.

Da alcune settimane il rally dei mercati azionari si è allargato anche ad altri settori. La borsa statunitense è la più cara, a circa 20x gli utili attesi, ma non mancano altre opportunità come per esempio le small cap (le società a piccola capitalizzazione), che negli ultimi mesi hanno accumulato un certo ritardo.

Anche il mercato britannico ha perso molto terreno e l’indice FTSE 100 mostra valutazioni a sconto rispetto alla sua storia. Le elezioni in programma per luglio non dovrebbero incidere in modo rilevante sull’andamento della borsa.

L’indice MSCI China è composto per oltre un terzo da titoli tecnologici, ma presenta valutazioni molto basse a poco più di 10x gli utili attesi, la metà rispetto agli Stati Uniti. Considerando queste valutazioni, anche modesti miglioramenti potrebbero portare a un recupero consistente a medio termine.

Ma non si può escludere un’ulteriore sottoperformance nel caso in cui si materializzassero ulteriori tensioni.

Fonte: InvestmentWorld.it


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