7 novembre 2013: La riunione della Bce, tassi di riferimento e tassi di mercato

La Bce sorprende i mercati e taglia il costo del denaro di 25 punti base, portandolo al minimo storico dello 0,25%; ridotto anche il marginal lending facility rate allo 0,75%, mentre viene lasciato invariato il tasso sui depositi presso l’Eurotower, allo 0%. ….

La maggioranza del board decide così di reagire prontamente allo scenario di “prolungata bassa inflazione” che attende l’Area Euro, e di non rinviare eventuali mosse a dicembre. All’unanimità viene così aggiornata la forward guidance fornita a luglio e confermato che il tasso di riferimento rimarrà al livello attuale o a un livello più basso per un lungo periodo di tempo. Inoltre l’Autorità continuerà a condurre le operazioni di rifinanziamento principale (MROs) a tasso fisso e con procedura “full allotment” sin quando necessario ed almeno fino al 7 luglio del 2015; stesso dicasi per le Eurosystem’s special term refinancing operations con maturity di un singolo periodo di mantenimento che saranno effettuate, con le medesime modalità, almeno fino al secondo trimestre del 2013; inoltre saranno condotte, sempre con tasso fisso e “a rubinetto”, operazioni di rifinanziamento LTRO a tre mesi, fino al secondo trimestre 2015. La Bce è inoltre pronta a considerare tutti gli strumenti a disposizione per sostenere un’economia che comunque sperimenta un graduale recupero, ma è tuttora sottoposta a downside risks.

Draghi non avvalla uno scenario di deflazione con calo generalizzato dei prezzi dei principali beni, ma ritiene probabile, piuttosto, il manifestarsi di tensioni ribassiste più forti per alcuni paesi aderenti, tuttavia conferma con decisione che l’Eurozona si incammina «verso un prolungato periodo di bassa inflazione”, con il livello dei prezzi che salirà gradualmente nel medio periodo fino ad arrivare a livelli prossimi ma inferiori al 2%.

Non manca il richiamo al sistema bancario, alla vigilia del processo di revisione degli attivi degli istituti: secondo Draghi “è essenziale rafforzare la solidità» delle banche dell’Eurozona e ridurre la frammentazione del mercato del credito in Europa. In relazione al recente apprezzamento della valuta unica, Draghi ribadisce che l’andamento del “tasso di cambio non ha avuto alcun ruolo nelle decisioni di politica monetaria intraprese”.

La BoE conferma il costo del denaro al minimo dello 0,50% ed invariato il proprio piano di acquisto di asset. Tuttavia la consistenza della ripresa dell’economia britannica (tre trimestri consecutivi di crescita tendenziale nel 2013) trainata dalla tenuta dei consumi e dal recupero del mercato immobiliare, lasciano ipotizzare che il target di una disoccupazione al 7%, a cui l’Autorità monetaria ha ancorato l’inizio di una politica restrittiva, possa essere raggiunto nel medio periodo.

 Fonte: BONDWorld.it – MPS


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