J. Safra Sarasin: Gli investimenti nell’intelligenza artificiale sono stati uno dei principali motori della crescita globale, soprattutto in America e in Asia.
A cura di Raphael Olszyna-Marzys, International Economist di J. Safra Sarasin
La spesa in conto capitale dei cinque grandi “hyperscaler” (Microsoft, Meta, Amazon, Oracle e Alphabet) è stata così ingente da riflettersi negli aggregati macroeconomici. Gli investimenti nell’intelligenza artificiale sembrano aver contribuito da soli per circa un punto percentuale alla crescita degli investimenti negli Stati Uniti nel 2025, anche se gran parte delle infrastrutture associate, in particolare chip e server, sono state importate. Lo sviluppo continuerà a sostenere la crescita anche nel 2026, anche se probabilmente in misura minore.
Il passo successivo è la fase di integrazione, che probabilmente si rivelerà ancora più trasformativa e genererà aumenti ancora maggiori dei ricavi e degli utili. L’adozione diffusa dell’IA in tutti i settori avrà un impatto sostanziale e duraturo sui profili di redditività delle aziende, che nel loro complesso sono strettamente correlati alla crescita del PIL. Gli ampi aumenti delle valutazioni dei titoli azionari statunitensi dal lancio di ChatGPT tre anni fa sono un’anticipazione di ciò che deve ancora venire. L’indice S&P 500 è scambiato a un rapporto prezzo/utili (PE) vicino al massimo degli ultimi 20 anni e ha aggiunto circa 10.000 miliardi di dollari alla capitalizzazione di mercato, riflettendo le maggiori aspettative di utili futuri grazie all’intelligenza artificiale.
Ciò solleva una questione centrale: in che modo la rivalutazione dei titoli azionari e il beneficio implicito dell’IA sugli utili futuri si confrontano con le ipotesi di crescita della produttività a livello economico che questa tecnologia dovrebbe garantire?
Il mercato è probabilmente troppo ottimista riguardo ai futuri aumenti di produttività e, di conseguenza, alla crescita degli utili futuri. A nostro avviso, l’intelligenza artificiale potrebbe aggiungere 0,6 punti percentuali, con un intervallo di ±0,2%, alla crescita media annua della produttività nei prossimi dieci anni. Tuttavia, secondo la nostra analisi, le attuali valutazioni dell’S&P 500 implicano guadagni annui dell’1,7%, ben al di sopra della nostra stima centrale e di quella della maggior parte degli altri studi. Un simile risultato non è impossibile, ma richiederebbe un’adozione rapida e su larga scala in tutti i settori, che comporterebbe probabilmente un ampio impiego di robotica potenziata dall’intelligenza artificiale, uno scenario al quale attribuiamo una probabilità relativamente bassa.
Ne derivano tre implicazioni. In primo luogo, le valutazioni appaiono elevate, limitando la possibilità di ottenere rapidi guadagni azionari come quelli registrati negli ultimi anni. In secondo luogo, gli investitori tenderanno probabilmente a diventare più selettivi nell’allocazione del capitale. Ciononostante, i guadagni di produttività derivanti dall’IA dovrebbero diventare più evidenti nel tempo. I settori e le aziende più capaci di integrare questa tecnologia potranno probabilmente ottenere una quota maggiore dei benefici.
Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it




