PGIM : Il quarto anno del mercato rialzista delle obbligazioni è iniziato con calma, sebbene con una serie di preoccupazioni persistenti.
A cura di Robert Tipp, chief investment strategist, fixed income e head of global bonds di PGIM
Gli investimenti in AI stavano trainando un’impennata delle emissioni a lungo termine, tra persistenti dubbi sulla futura generazione di ricavi e sui potenziali impatti economici negativi. Nel frattempo, alcuni “incidenti” sul fronte del credito hanno sollevato la domanda: si tratta di episodi isolati o dell’inizio di un vero e proprio ciclo del credito che potrebbe travolgere i fondi privati, le BDC e i CLO, rappresentando potenzialmente anche un rischio sistemico per l’espansione economica?
A queste preoccupazioni si è aggiunta, se non addirittura ha preso il sopravvento, la guerra. Prima dell’annuncio del cessate il fuoco, la maggior parte delle reazioni del mercato andava in direzioni prevedibili: azioni in calo, rendimenti dei titoli di Stato e dollaro in rialzo, spread in espansione, con il petrolio (Brent circa +80%) e il gas europeo (circa +70%) che registravano le oscillazioni più marcate.
Cosa ci aspetta dopo il “cessate il fuoco”?
Data l’imprevedibilità del conflitto fino ad oggi e la potenziale fragilità del cessate il fuoco del 7 aprile, i nostri economisti hanno elaborato due scenari opportunamente denominati “avverso” e “meno avverso”. In entrambi i casi, rispetto alle condizioni prebelliche, i fondamentali sono tutti peggiori, con un’elevata incertezza, un’inflazione più alta e deficit più consistenti per finanziare gli stimoli fiscali e la spesa per la difesa.
Gli orologi delle banche centrali corrono al doppio della velocità
Alla fine del 2025, la crescita proseguiva e l’inflazione rimaneva al di sopra dell’obiettivo. Di conseguenza, il nostro “orologio delle banche centrali” indicava che gli istituti centrali stavano passando dai tagli alla fase di aumento dei tassi del ciclo.
Da allora, la spinta al rialzo sull’inflazione causata dal conflitto ha accelerato il ciclo, anticipando in generale il calendario dei rialzi dei tassi da parte delle banche centrali. In particolare, le banche centrali con mandati singoli (cioè esclusivamente incentrati sull’inflazione), come la BCE, probabilmente procederanno a un rialzo quest’anno. Con il suo doppio mandato di piena occupazione e inflazione al 2%, la Federal Reserve statunitense si colloca chiaramente all’estremità accomodante dello spettro. Sebbene il peggioramento delle prospettive di inflazione sia evidente, la Fed dovrebbe astenersi dai rialzi, dati i rischi al ribasso per la crescita. In definitiva, i mercati sono passati dallo scontare tagli dei tassi all’anticipare un tasso dei Fed funds invariato nei prossimi trimestri.
A parte l’incertezza, tutto sommato, le aspettative dei mercati sui tassi di politica monetaria sembrano, rispetto alle nostre previsioni, leggermente più restrittive. L’impegno delle banche centrali a riportare l’inflazione al target potrebbe essere frenato dai timori di un rallentamento della crescita causati dalla guerra.
Tassi a lungo termine: elevati e con andamento laterale
Sebbene il trend al rialzo dell’inflazione a livello mondiale rappresenti un fattore negativo per il mercato obbligazionario, gli investitori sembrano fiduciosi che le banche centrali riusciranno a contenere l’inflazione. Ciò è evidente negli swap sull’inflazione, nonché nel movimento sempre più contenuto dei tassi a lungo termine dalla fine del 2022. Ciò avvalora l’opinione secondo cui i tassi di interesse potrebbero essere vicini a livelli di equilibrio di lungo periodo che potrebbero non solo tenere conto del livello di crescita e di inflazione, ma potrebbero anche includere un premio per gli elevati disavanzi pubblici e le massicce emissioni.
Settori a spread: l’inizio della fine o un’opportunità di acquisto?
In una certa misura, i nostri timori riguardo ai prodotti a spread si sono concretizzati. Trovandosi ai livelli più bassi dei range storici, gli spread erano esposti al rischio di uno shock, come lo scoppio della guerra in Medio Oriente. Inoltre, i rischi preesistenti la guerra, legati all’intelligenza artificiale e al credito privato, non solo permangono, ma potrebbero addirittura aggravarsi a causa del conflitto.
Una sorprendente resilienza economica a sostegno dei fondamentali del credito
Nel complesso, tuttavia, prevediamo che le preoccupazioni relative al credito rimangano circoscritte. Negli ultimi anni post-COVID le economie globali e i fondamentali del credito hanno resistito a una serie di shock: l’aumento dei tassi d’interesse nel 2022, il conflitto tra Russia e Ucraina, il collasso di Silicon Valley Bank e i dazi statunitensi. Ciò ci porta a prevedere un impatto negativo complessivamente modesto, con un effetto a “U” sulla crescita che non porterà a recessione. In ogni caso, riteniamo che i fondamentali del credito rimarranno abbastanza stabili, il che suggerisce che, una volta superata l’attuale fase di incertezza, il credito sovraperformerà grazie al carry e alle opportunità di creare valore attraverso la selezione dei settori e delle emissioni.
Breve-medio termine: cattive notizie…
Nelle prossime settimane gli investitori potrebbero essere ulteriormente turbati dall’evolversi degli eventi e dalla possibilità di un ciclo discendente del credito. Di conseguenza, nel breve termine è consigliabile la cautela, poiché la volatilità sui mercati potrebbe persistere.
Lungo termine: buone notizie — i rendimenti complessivi sono elevati… e il rendimento è destino
L’ansia del primo trimestre ha spinto al rialzo i tassi governativi e ampliato gli spread creditizi: una combinazione che ha fatto salire i rendimenti complessivi sugli indici di mercato e su una vasta gamma di prodotti a reddito fisso. Questo è il lato positivo: con i rendimenti tornati ai livelli più alti mai registrati prima della crisi finanziaria, il mercato rialzista a andamento lento – in cui rendimenti rispettabili si traducono alla fine in solidi rendimenti nel lungo termine – sembra destinato a continuare.
Dopotutto, nel lungo periodo, il rendimento è tendenzialmente destino.
In sintesi
Cercare di prevedere cosa accadrà nel breve termine è sicuramente un’impresa ardua. In una prospettiva di lungo periodo, tuttavia, continuiamo a ritenere che i rendimenti complessivi del reddito fisso siano interessanti dal punto di vista strategico. Inoltre, le forti oscillazioni del sentiment di mercato continuano a offrire opportunità di creare valore attraverso una gestione attiva.
Fonte: InvestmentWorld.it
Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it




