Sul mercato Euro l’attenzione si è concentrata sull’alto rendimento. A beneficiarne soprattutto Italia, Irlanda, Spagna e Portogallo…..
Per ciò che riguarda i BTP, il rendimento del titolo decennale è sceso al di sotto della soglia psicologica del 4,00% con un minimo a 3,832% e chiudendo giovedì sera a 3,921%. E’ da Maggio 2103 che il rendimento del titolo governativo italiano non registrava valori similari. L’attenzione degli investitori non si è limitata alla parte lunga della curva ma si è distribuita anche sulle scadenze più brevi :il Btp a 5 anni ha toccato il suo minimo storico nella giornata di giovedì a quota 2,4101%, così come il BTP a 2 anni che nel corso della stessa giornata ha segnato 0,9646%.
In uno scenario di deflazione, esiste spazio per un’ulteriore diminuzione del rendimento del Btp decennale sia in termini relativi sia in termini assoluti? Facendo un confronto con i livelli d’inizio crisi, a gennaio 2009 il rendimento del Btp a 10 anni (4,33%) al netto dell’inflazione (1,1%) era in linea con il rendimento del decennale (3,92%) al netto dell’inflazione (0,6%) registrati ad oggi.
Per il momento la spinta all’acquisto ha portato al di sotto dei 200 bps lo spread Btp/Bund: il differenziale ha registrato un minimo da Giugno 2011 in area 193 bps per poi chiudere giovedì a quota 201 bps sulla scia del discorso di Draghi che ha espresso perplessità sulla robustezza della crescita economica.
Meglio ha fatto la Spagna dove lo spread Bonos/Bund ha toccato i livelli minimi da fine 2010 in area 180 bps per poi chiudere giovedì sera a quota 188 bps, riaprendo dunque l’anno con un differenziale inferiore rispetto a quello registrato dall’Italia.
Da segnalare inoltre il lancio da parte dell’Irlanda del primo titolo decennale post bailout: il bond, con un rendimento di 3,543%, è stato collocato via sindacato per 3,75 miliardi di euro a fronte di una domanda di oltre 14 miliardi.
Sul’andamento dei rendimenti ha inciso il dato dell’inflazione Europea : il dato di dicembre segna un +0,8% rispetto allo 0,9% registrato a novembre.
Anche il mercato primario dei titoli italiano si è mosso in linea con il clima di euforia generalizzata, sia per i titoli pubblici che per gli emittenti privati. Il 2014 è iniziato con il collocamento da parte del Tesoro di 8,5 miliardi di Bot annuali collocati ad un tasso di 0,735% (in leggero rialzo rispetto allo 0,707% di metà dicembre) con un bid/cover ratio di 1,45. Si proseguirà poi la prossima settimana con fino a 4 miliardi di euro del Btp con scadenza 2016, fino a 2,5 miliardi di euro del Btp con scadenza 2021 e fino a 1,75 miliardi del Btp scadenza 2028.
Numerose emissioni da segnalare da parte di emittenti del settore finanziario. Prima a presentarsi sul mercato è stata Unicredit con un bond di 1,25 miliardi di euro, cedola a 3,25% e scadenza gennaio 2021. Il titolo ha registrato un buon successo con i book che hanno chiuso a quota 3,5 miliardi di euro su oltre 300 clienti. Anche San Paolo ha lanciato due bond a tasso fisso in dollari, uno di 1,5 miliardi di dollari con scadenza 3 anni e rendimento a 2,502% ed uno di 1 miliardo di dollari con scadenza 10 anni e rendimento a 5,335%. Le due tranche insieme hanno registrato un buon interesse da parte degli investitori con una domanda di 6 miliardi di dollari. Per le banche di media dimensione, Veneto Banca è riuscita a piazzare 350 milioni di euro con scadenza a 3 anni e rendimento a 4,125% nonostante i recenti commenti da parte della Banca d’Italia sulla necessità della banca di trovare un diverso assetto proprietario. Le voci di mercato danno per imminente il ritorno sul mercato di Banco Popolare.
Anche le Generali hanno emesso un’obbligazione per 1,25 miliardi di euro con scadenza gennaio 2020. Il titolo che ha una cedola a 2,875% ha registrato un ottimo interesse da parte degli investitori, costituiti per il 90% da controparti estere. Il book ha infatti chiuso oltre quota 8 miliardi di euro.
Infine Enel che ha collocato due tranche di un bond ibrido in euro e sterline. La tranche in Euro con scadenza 2075 con una prima opzione call a gennaio 2020 è stata emessa per 1 miliardo mentre la tranche in sterline con scadenza 2076 ed una prima opzione call a settembre 2021 ammonta a 500 milioni. Buono l’interesse da parte degli investitori che hanno generato una domanda di 6,7 miliardi sulla tranche in euro e 4,4 miliardi sulla tranche in sterline.
Anche l’azionario ha beneficiato di questo trend positivo. In cima agli scudi le banche, in particolare Bpm, Bper, Mediobanca e Banco Popolare. Doccia fredda per Fiat: l’agenzia Moody’s ha infatti messo sotto osservazione il rating della casa automobilistica a seguito degli accordi per l’acquisizione di Chrysler che, secondo l’agenzia, porterebbero ad un indebolimento della posizione di liquidità dell’azienda italiana. La settimana borsistica, rispetto al 31 dicembre, si chiude in territorio positivo per Milano a + 2,68% così come anche per Madrid a +3,34%. Registrano invece performance negative Parigi a -1,47% Francoforte a -1,35% e Londra a -0,87%. Rispetto alle altre piazze, Milano sembra avere più strada da fare per questo inizio 2014: con un apprezzamento annuo per il 2013 del 16,56% il FTSEMIB è stato infatti uno dei listini azionari con la crescita più debole in Europa. L’indice si trova al momento in area 19,475 ovvero sotto i livelli di Gennaio 2009 (area 20,100). Resta da vedere se nel 2014 una maggiore stabilità politica e le invocate riforme istituzionali costituiranno il trampolino di lancio di questo recupero.
Cambio euro/dollaro in leggero ritracciamento: dopo aver aperto l’anno oltre la soglia di 1,3750, giovedì sera si è portato in area 1,3549.
| Issuer | Seniority | Currency | Amount (€) | Maturity | Issue Price |
| BTP | EUR | 17.075.140.000,00 | 01/12/2018 | 100,71 | |
| BTP | EUR | 19.439.571.000,00 | 01/03/2024 | 100,77 | |
| UNICREDIT SPA | EUR | 1.250.000.000,00 | 14/01/2021 | 99,43 | |
| ASSICURAZIONI GENERALI | EUR | 1.250.000.000,00 | 14/01/2020 | 99,604 | |
| INTESA SANPAOLO SPA | USD | 1.000.000.000,00 | 12/01/2024 | 99,348 | |
| INTESA SANPAOLO SPA | USD | 1.500.000.000,00 | 13/01/2017 | 99,636 | |
| VENETO BANCA SCPA | EUR | 350.000.000,00 | 20/01/2017 | 99,65 | |
| ENEL SPA | Hybrid | GBP | 500.000.000,00 | 15/09/2076 | 99,32 |
| ENEL SPA | Hybrid | EUR | 1.000.000.000,00 | 15/01/2075 | 99,37 |
| Issuer | Coupon (%) | Yield at start date (%) | Reoffer Spread (bp) | Current spread vs. MS (bp) | |
| BTP | 3,5 | 2,71 | 125 | ||
| BTP | 4,5 | 4,11 | 177 | ||
| UNICREDIT SPA | 3,25 | 3,343 | MS+170 | 171 | |
| ASSICURAZIONI GENERALI | 2,875 | 2,948 | MS+150 | 130 | |
| INTESA SANPAOLO SPA | 5,25 | 5,335 | 240+T 2,75% 15/11/2023 | 231 | |
| INTESA SANPAOLO SPA | 2,375 | 2,502 | 175 vs. T 0,625% 15/12/2016 | 158 | |
| VENETO BANCA SCPA | 4 | 4,125 | 379 vs OBL 1,25% 14/10/2016 | 338 | |
| ENEL SPA | 6,625 | 6,75 | MS+408.9 | 390 | |
| ENEL SPA | 5 | 5,125 | MS+364.8 | 348 | |
Fonte: BondWorld.it – Dexia Crediop
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