Nuveen: Il debito USA è esploso, mentre i rendimenti a lungo termine rimarranno elevati più a lungo

Nuveen: Il debito pubblico USA ha ormai superato i 40mila miliardi di dollari.


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A cura di Anders Persson, Head of Global Fixed Income di Nuveen


Con l’avvicinarsi delle elezioni di medio termine, la storia suggerisce che è molto improbabile che l’amministrazione americana affronti la questione del deficit di bilancio in un anno elettorale. Finora, la Casa Bianca e i leader politici non hanno mostrato alcuna intenzione di cambiare rotta, pertanto i livelli di indebitamento sembrano destinati a continuare a crescere.

Non è la cifra di 40mila miliardi di dollari in sé a destare preoccupazione. È il fatto che la tendenza non mostri alcun segno di inversione e che, di norma, la spesa pubblica acceleri nel periodo che precede le elezioni di Mid-term. Questo è uno dei motivi per cui riteniamo che i rendimenti a lungo termine rimarranno elevati, più lungo.

La nostra ipotesi di base per le elezioni di medio termine è che i Democratici ottengano risultati positivi e che possano eventualmente conquistare il controllo della Camera dei Rappresentanti. I mercati del debito non sono necessariamente contrari a un governo diviso: il sistema di “check and balance” che esso garantisce è, se mai, rassicurante per noi investitori nel mercato del debito.

Nel complesso, non prevediamo che le elezioni di medio termine possano innescare una significativa instabilità politica. Potrebbero verificarsi alcuni episodi di volatilità, ma non li consideriamo un market driver e non abbiamo apportato modifiche ai nostri portafogli in previsione del voto. Continuiamo a concentrarci maggiormente su tematiche globali di più ampio respiro, quali l’aumento del debito pubblico in diversi Paesi.

L’inattività tipica degli anni elettorali non è, però, l’unico rischio per l’economia statunitense. L’inflazione è rimasta ostinatamente elevata ed è ancora ben al di sopra dell’obiettivo del 2% della Fed, mentre i solidi risultati societari del primo semestre indicano che l’economia continua a crescere a un ritmo sostenuto. Nel complesso, questi fattori normalmente spingerebbero la Fed ad aumentare i tassi dall’attuale intervallo del 3,50–3,75% al 3,75–4,00%.

Tuttavia, pur non escludendo del tutto il rischio di un rialzo a settembre, nel nostro scenario di base non prevediamo che la Fed aumenti i tassi quest’anno. Nonostante la sua indipendenza, la banca centrale USA è perfettamente consapevole dell’impatto che una modifica dei tassi avrebbe nel bel mezzo di una campagna elettorale. Se a settembre manterrà i tassi invariati, riteniamo che anche un cambiamento a ottobre sia molto improbabile.

Non siamo preoccupati per l’inflazione negli Stati Uniti, ma la stiamo monitorando attentamente: ogni dato che verrà pubblicato nelle prossime settimane e nei prossimi mesi sarà determinante.

Fonte : InvestmentWorld.it


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