È sotto gli occhi di tutti la dicotomia crescente tra performance dei mercati finanziari, su cui viene convogliata tutta la liquidità del sistema, ed economia reale, in contrazione o galleggiamento a seconda dei paesi europei….
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Del treno in corsa alla ricerca del rendimento hanno ampiamente beneficiato anche le emissioni di Atene che hanno messo a segno guadagni senza precedenti. Negli ultimi dodici mesi o poco più i tassi del titolo decennale sono passati dal 12%-13% dei primi mesi dell’anno agli attuali 7,5% scarsi di questi giorni.
Fonte: Bloomberg. Rendimento decennale greco a un anno. I livelli raggiunti sono i minimi in assoluto dalla crisi del debito greco in avanti. Oltre ad essere in scia ad un mercato con le vele in poppa, Atene sta beneficiando dell’euforica accoglienza che gli investitori hanno riservato alle nuove emissioni di Irlanda e Portogallo che nelle ultime settimane sono riusciti a tornare sul mercato dei capitali collocando bond che hanno visto richieste tre o quattro volte superiori all’ammontare offerto. L’emissione quinquennale portoghese ha pesantemente attratto gli investitori esteri, che sono arrivati a rappresentare secondo il Financial Times l’88% dell’intera domanda. Sull’onda dunque del ritorno al mercato, anche Atene prova ad affacciarsi a questa finestra temporale, tra le più favorevoli degli ultimi anni.
Nonostante la Troika abbia espresso esplicitamente il timore che Atene non sia in grado di mantenere il ritmo delle riforme necessarie ed imposte, i mercati sembrano credere che la strada verso l’emissione di nuovi bond sia tracciata. Come nel più classico dei paradossi, proprio il continuo calo dei rendimenti senza che la Grecia ne sia artefice in prima persona, potrebbe rallentare il passo dei tagli fiscali e delle riforme in un circolo vizioso che porterebbe i mercati a premiare “tout cour” le emissioni greche, senza alcun progresso concreto.
Ma cosi come dicevamo pochi giorni fa per il Portogallo, “finché la barca va” (Leggi la nota) anche Atene cerca di seguirne la scia. Secondo il ministro delle finanze Yannis Stournaras, il paese potrebbe tornare a collocare titoli del debito già nella seconda metà di quest’anno con un ammontare abbastanza limitato – si parla di 1,5 o 2 miliardi di euro con un titolo a 5 anni di scadenza.
Staremo a vedere dunque se nei prossimi mesi le condizioni particolarmente favorevoli dei mercato obbligazionari dei paesi euro-periferici continueranno a permanere, permettendo il ritorno di Atene sui mercati.
In caso ciò si verificasse, è molto probabile che i rendimenti dei titoli sovrani continuino a scendere nelle prossime settimane.
Poiché ci troviamo su nuovi minimi degli ultimi anni, siamo andati ad allargare il periodo di osservazione e siamo risaliti dunque ad osservare alcuni anni prima della crisi fino al 2005.
Come si vede nell’illustrazione sotto allegata, per rivedere tassi intorno al 7%-7,5% dobbiamo risalire alla primavera del 2010 nelle settimane di forte aumento dei timori sul debito greco che si erano riflessi su un netto aumento della volatilità dei mercati obbligazionari.
Nel grafico abbiamo riportato, tracciando alcune linee orizzontali, quelli che potrebbero essere i prossimi probabili obiettivi di calo dei rendimenti qualora appunto proseguisse il movimento in atto.
Fonte: Bloomberg. Curva dei rendimenti dei decennali greci negli ultimi 10 anni.
Rileviamo dunque un primo obiettivo qui in area 7,18%, sotto cui si aprono spazi di calo in direzione di 6,2% e sotto in direzione addirittura dell’area 5%. Resta indubbio che un investimento anche di porzioni ridotte in titoli greci si associa a livelli di rischio decisamente elevati, più elevati da un punto di vista fondamentale, di quanto prezzi oggi il mercato. Eppure come dicevamo, il movimento al ribasso potrebbe estendere in scia ai pesanti flussi di acquisto che stanno ancora caratterizzando i titoli di stato degli stati periferici dell’eurozona, e la Grecia è l’unico paese ad offrire ancora rendimenti nell’ordine del 7,4%.
Fonte: JCI CAPITAL LIMITED Investments & Asset Management
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