L’avvicendamento alla presidenza del Fed ha portato per la prima volta negli Stati Uniti un governatore donna alla guida della più potente banca centrale del mondo. Janet Yellen, conosciuta a ragion veduta dai mercati come una tra le maggiori “colombe” all’interno del board, ha subito sparigliato un…
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po’ le carte sul tavolo, comunicando non solo il proseguimento della politica di riduzione del QE entro la fine di quest’anno, ma anche lasciando intravedere l’avvio di una politica monetaria restrittiva prima di quanto i mercati si aspettassero.
Di conseguenza i rendimenti sui titoli si sono alzati, in particolare sulle scadenze intorno ai 5 anni, meno invece quelle di scadenza inferiore. Ma soprattutto si sono avvicinate temporalmente le aspettative di rialzo dei fed funds , fermi nell’intervallo tra 0% e 0,25% da oltre 4 anni. Al momento dunque i tassi impliciti nei futures scontano un avvio del rialzo dalla primavera 2015 e tassi all’1% tra gennaio e febbraio 2016.
Che cosa accadrebbe dunque ai titoli di stato americani, nonché alla forma della curva dei rendimenti, qualora dunque il mercato iniziasse ad intravedere una vera e propria data di partenza per una politica monetaria restrittiva continuativa?
Se osserviamo con attenzione il grafico che qui sotto abbiamo allegato, scopriremo alcune cose interessanti.
Fonte: Bloomberg. Elaborazione JCI-Capital. Linea azzurra: Fed funds in scala invertita a sinistra. Linea nera spread di rendimento tra il decennale e il biennale.
Balza subito all’occhio che le due serie viaggiano parallele (ricordiamo che l’asse delle ordinate sulla sinistra relativo ai fed funds è in senso inverso) e che quindi nel grafico la pendenza della curva scende man mano che la politica monetaria diviene sempre più restrittiva (periodo dal 1994 al 2000 e dal 2004 al 2006) mentre in fasi diametralmente opposte lo spread della curva aumenta man mano che i tassi vengono tagliati (dal 2000 al 2003 e dal 2007 al 2009). Dal 2009 in avanti la relazione tra le due variabili si sgancia probabilmente a causa dei vari Quantitative Easing messi in campo dalla banca centrale americana.
Ma ora che il QE volge al termine e che dovrebbe dunque concludersi entro la fine dell’anno, le due variabili dovrebbero tornare ad essere legate. Se effettivamente dunque dalla primavera dell’anno prossimo la politica monetaria americana dovesse avviarsi verso una direzione restrittiva in modo continuativo allora assisteremo ad una corposa riduzione del differenziale di rendimento tra le scadenze a 10 anni e quelle a due. Assisteremmo dunque a quello che in gergo finanziario viene definito flattening di curva: i tassi a dieci anni salirebbero di meno (perché sono già comunque saliti prima) di quanto farebbero invece i tassi a due anni, rimasti fino ad ora ampiamente sotto lo 0,5%, come riscontrabile nel grafico qui sotto allegato.
Fonte: Bloomberg. rendimento del titolo a due anni americano dal 2008 ad oggi.
Ora che dunque il mercato ha iniziato ad ipotizzare una nuova partenza al rialzo della politica monetaria, la tempistica verrà confermata o meno soprattutto dalla continua lettura della mole di dati che vengono settimanalmente rilasciati in merito allo stato di salute dell’economia. Più i numeri ci consegneranno la visione di una ripresa concreta e diffusa, prima assisteremo alla “normalizzazione” della politica monetaria e quindi in questo caso a rialzi dei tassi. Se questo effettivamente accadrà si verificherà anche l’appiattimento della curva americana che dai livelli attuali di circa 230/240 punti base potrebbe spingersi in prima battuta sotto i 200 punti e successivamente proseguire il calo verso 130/150 nel corso dei prossimi mesi. Dal grafico che abbiamo posto qui sotto si può effettivamente constatare che la curva americana in certi periodi è stata effettivamente completamente piatta o addirittura negativa ( varie volte negli anni tra il 1979 e il 1982 e poi nel 1989, 2000 e 2007).
Fonte: Bloomberg. Differenziale di rendimento tra il decennale e il biennale american dal 1976 ad oggi.
Sempre nel passato le fasi di crescita vigorosa sono state accompagnate da politiche monetarie restrittive che hanno provocato tale appiattimento della curva (bear flattening). Diviene quindi ora cruciale capire dai dati quanto questa crescita sia concreta.
Per coloro che desiderassero approfondire le strategia di investimento proponibili in questo scenario pubblicheremo a breve una pezzo ad esse dedicato nella nostra sezione Idee per Investire.
Fonte: JCI CAPITAL LIMITED Investments & Asset Management
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