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J.P. Morgan : Giappone: da fanalino di coda a leader della settimana

J.P. Morgan AM Bond Bulletin : Nell’ultimo anno, il mercato dei titoli di Stato del Giappone è stato uno dei più penalizzati del Mondo Sviluppato.

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A cura del team Global Fixed Income, Currency and Commodities Group di J.P. Morgan Asset Management


Di recente le emissioni sovrane giapponesi (JGB) hanno sovraperformato, ma non è chiaro se questa inversione di tendenza durerà. Nel Bond Bulletin di questa settimana analizziamo i fattori che hanno determinato la svolta.

Fondamentali
Il quadro fondamentale mostra segnali di miglioramento. Gli investitori sono ancora inclini a credere alla nota narrazione secondo cui la “Banca del Giappone è in ritardo sulla curva”. I dati, tuttavia, depongono per un quadro più articolato in cui gli indicatori generali segnalano che l’inflazione in Giappone è vicina all’obiettivo del 2%. La “Strategia di investire nella crescita”, promossa dal primo ministro Sanae Takaichi, genera tuttora incertezze attorno alla gestione delle finanze pubbliche da parte del governo, sebbene si inizi a parlare concretamente di una svolta a sostegno della domanda interna. Grazie a rendimenti ora sensibilmente più elevati e alla minore redditività dei titoli obbligazionari esteri con copertura valutaria, gli investitori giapponesi hanno maggiori margini per rimpatriare i capitali, anche se non ci sono ancora prove tangibili che ciò stia accadendo, almeno non in misura significativa. Il ministro delle finanze giapponese, Satsuki Katayama, ha confermato questa svolta esortando i fondi pensione – incluso il Government Pension Investment Fund – a effettuare investimenti più consistenti in asset giapponesi, mentre si parla di incentivare l’allocazione del risparmio interno ai titoli di Stato giapponesi (JGB) mediante misure di esenzione fiscale. Inoltre, le autorità sembrano consapevoli delle pressioni che si stanno accumulando nel segmento a lungo termine e sono già intervenute per superare gli squilibri tra domanda e offerta.

Valutazioni quantitative

Nell’ultimo anno, il mercato obbligazionario giapponese è stato tra quelli che hanno restituito le performance più basse nel Mondo Sviluppato, con rendimenti in forte crescita in tutti i segmenti della curva. Al centro di tale andamento vi sono i timori riguardanti la politica monetaria e di bilancio. Tuttavia, nell’ultima settimana il mercato si è un poco calmato, al punto che i titoli decennali hanno sfiorato il 2,9% per poi attestarsi al di sopra del 2,5%, mentre le emissioni a 30 e 40 anni hanno superato il 4,0% e sono ora scese poco al di sotto di questa soglia. La svolta è stata determinata da due fattori: il diverso linguaggio utilizzato dal governo – che implica una maggiore indipendenza della Banca del Giappone – e una serie di dichiarazioni che fanno presagire l’adozione di politiche a sostegno della domanda di titoli di Stato giapponesi (JGB). Il mercato resta tuttora esposto a notizie di natura fiscale nonché alla retorica della Banca del Giappone e alle sue variazioni.

Fattori tecnici

A livello locale, il quadro tecnico denota un maggiore ottimismo, come dimostrano chiaramente le attività di copertura delle posizioni corte e le recenti aste. Dopo la freddezza riservata alle precedenti aste di titoli a lungo termine, le ultime – che hanno collocato obbligazioni a 20 e 30 anni – hanno ricevuto un’accoglienza più calorosa, con migliori rapporti di copertura a testimonianza del maggiore interesse suscitato dall’aumento dei rendimenti.

Cosa significa per gli investitori obbligazionari?

Il Giappone vive un periodo di transizione. Le dinamiche di questa settimana potrebbero essere un primo segnale che il governo sta prendendo più sul serio la volatilità del mercato obbligazionario. Tuttavia, le prospettive restano incerte finché non si conoscerà nel dettaglio il programma di investimenti per la crescita di Takaichi e, in particolare, come verrà finanziato. Sebbene le valutazioni dei titoli di Stato giapponesi appaiano interessanti, la domanda degli investitori tornerà a essere vigorosa se vi saranno prove più concrete di una gestione rigorosa delle finanze pubbliche e di un percorso credibile in materia di politica monetaria.

Fonte: InvestmentWorld.it

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