12 domande a Astrid Schilo, European Economist presso Exane BNP Paribas, per cercare di capire quali saranno le prossime mosse della Banca Centrale Europea…
Astrid Schilo, European Economist presso Exane BNP Paribas
Il messaggio chiave che emerge è che, secondo i nostri Economisti, la BCE ormai non ha altra scelta che passare dalle parole ai fatti.
1) Le condizioni monetarie dell’Euro zona sono accomodanti?
Secondo gli Economisti di Exane BNP Paribas, le condizioni monetarie sono sicuramente attualmente accomodanti, ma non ancora abbastanza per taluni paesi dell’Eurozona. In seno al Vecchio Continente, persistono, dunque, delle divergenze significative.
Sebbene sia innegabile affermare che le condizioni finanziarie abbiano registrato un miglioramento spingendo al ribasso i tassi reali, trend che ha interessato anche i periferici, dove tale miglioramento non si è, tuttavia, traslato nei bilanci societari, non va, infatti, dimenticato, come indica il caso giapponese, che un’economia che deve far fronte a timori de-flazionistici necessita di rendimenti reali ad un livello più basso rispetto a quello attuale. Una situazione che giustifica un passaggio all’azione da parte della BCE
E, alla luce del mandato della BCE cioè identificare l’inflazione HICP target, non si può accusare l’organismo di aver perso tempo nell’ammettere che l’Eurozona si trova in una fase con bassa inflazione dato che nei periferici il parametro è stato spinto al rialzo dagli aumenti dell’IVA volti a sostenere le scelte fiscali. Avendo ormai anche la BCE ammesso che l’Eurozona si trova in una fase con inflazione debole, il team Macro di Exane BNP Paribas ritiene, dunque, possibile l’implementazione di politiche pro-crescita da parte dell’istituto, come un QE.
2) Quali paesi beneficerebbero di una futura azione della BCE?
Gli Economisti di Exane BNP Paribas stimano che qualsiasi azione della BCE volta a rendere più accomodanti le condizioni finanziarie avrà un impatto maggiore sulla crescita dei paesi periferici dato che l’impatto marginale di un allentamento di politica monetaria è più elevato nei paesi periferici piuttosto che nei core e che le esportazioni dei periferici e della Francia, basate su una competitività dei prezzi, sono più sensibili al tasso di cambio rispetto a quelle della Germania, che si basano sulla competitività di prodotto.
3) Quali società beneficerebbero maggiormente di un maggior sostegno in termini di liquidità?
Gli Economisti di Exane BNP Paribas ritengono che le società principalmente beneficiarie di una maggiore liquidità sarebbero le Small & Mid Caps, ed in particolare modo quelle dei paesi periferici e dei Paesi Bassi.
4) Cosa dovrebbe acquistare la BCE?
Tenuto conto del livello d’inflazione ben inferiore al 2% e del fatto che l’economia è in crescita, ma non in piena espansione, gli Economisti di Exane BNP Paribas ritengono, come hanno avuto modo di ribadire in precedenti pubblicazioni, che la BCE dovrebbe lanciare un programma di acquisto di asset privati, un mix di ABS di Small & Mid Caps, obbligazioni corporate e prestiti. Un evento che potrebbe aver luogo una volta che l’AQR è giunta a conclusione, cioè dopo agosto.
Attraverso il ricorso a tale soluzione, la BCE supporterebbe il settore corporate nel suo complesso, ridurrebbe la frammentazione nelle condizioni di finanziamento ottenute dalle società, aumenterebbe il livello di liquidità, aiuterebbe, in misura marginale, le società di piccola dimensione nell’emissione di debito e permetterebbe alle banche di concedere maggiori prestiti alle aziende.
5) Quale dovrebbe essere l’ammontare del piano di acquisti della BCE?
Gli Economisti di Exane BNP Paribas stimano che un piano di acquisti di 200bn EUR dovrebbe essere sufficiente per permettere un finanziamento dell’economia reale dato che, allo stadio attuale, i mercati finanziari globali non hanno bisogno, come nel recente passato, di un supporto di liquidità significativo. E tale situazione giustifica, inoltre, un piano di acquisti di ammontare ben identificato piuttosto che un programma indiscriminato.
Sebbene l’impatto sui mercati azionari, obbligazionari e valutari potrebbe essere, secondo il team Macro di Exane BNP Paribas, meno pronunciato rispetto a quello registrato negli Stati Uniti e in Giappone, il piano della BCE sarebbe in grado di rilanciare la crescita economica, contribuendo indirettamente a sostenere i mercati.
6) Perché la BCE non dovrebbe privilegiare l’acquisto di obbligazioni sovrane?
Gli Economisti di Exane BNP Paribas ritengono che l’acquisto di obbligazioni sovrane da parte della BCE sia, allo stadio attuale, un’opzione che non va, tuttavia, considerata probabile nel breve periodo a causa del trattato UE che vieta il finanziamento di un paese. Tale opzione potrebbe, tuttavia, essere presa in considerazione qualora il rischio di deflazione sia reale, a causa di uno shock economico, o qualora si verifichi un calo improvviso delle aspettative inflazionistiche, con conseguente rallentamento della crescita. Inoltre, un’operazione di tal tipo potrebbe interferire con gli effetti dell’OMT.
7) Gli acquisti della BCE dovrebbero coinvolgere quale paese?
Gli Economisti di Exane BNP Paribas stimano che l’acquisto di asset dovrebbe essere ripartito tra i paesi in funzione del peso di ogni paese sul capitale della BCE. Sebbene tale scelta sarebbe inizialmente meno favorevole alla periferia, la liquidità immessa nel sistema darebbe vita ad una ricerca di rendimenti più elevati coinvolgendo, dunque, in uno stadio successivo i paesi periferici.
Da un punto di vista ideale, il team Macro di Exane BNP Paribas ritiene, invece, che i paesi periferici dovrebbero essere i principali destinatari degli acquisti della BCE dato che la Germania e la Francia non necessitano di un calo dei costi di finanziamento. Tale ipotesi si scontra con la “teoria” dato che la politica monetaria della BCE dovrebbe essere uguale per tutta la zona Euro e nessun paese / player dovrebbe ricevere un sostegno specifico. Un principio che é stato, tuttavia, sostanzialmente già violato dall’inizio della crisi sovrana europea come testimoniato dal meccanismo di “refis full allotment”.
8) La BCE potrebbe far ricorso alla liquidità piuttosto che procedere con un programma di acquisti?
Gli Economisti di Exane BNP Paribas ritengono che la BCE stia anche riflettendo su una nuova batteria di misure di liquidità la cui implementazione, per non interferire con l’AQR, potrebbe richiedere tempi lunghi. In particolare, secondo i nostri Economisti sono, in particolare, due le misure che potrebbero essere in particolare implementate cioè una riduzione dell’haircut sui prestiti / obbligazioni corporate usati come garanzie con le banche o un LTRO condizionale.
9) In quale momento dell’anno la BCE passerà dalle parole ai fatti?
Gli Economisti di Exane BNP Paribas stimano che la BCE possa avviare il programma di acquisti dopo fine agosto, più probabilmente nel Q4 2014.
Sebbene definire la tempistica esatta non sia un esercizio semplice dato che il tono dei comunicati dell’istituto è stato più accomodante da inizio anno, per determinare una data indicativa i nostri economisti si sono soffermati sugli eventi che probabilmente peseranno sulla scelta della BCE:
1. l’organismo si ritiene pronto da un punto di vista tecnico, soprattutto per quanto riguarda il mercato degli ABS per le Small & Mid Caps, evento che richiederà diversi mesi;
2. l’inflazione registrerà un ulteriore calo, probabilmente nell’H2, alimentata dalla disinflazione importata (ulteriore debolezza delle valute emergenti, ribasso del prezzo petrolio, vincoli sul livello degli stipendi in Francia e Italia, ecc.);
3. progressi sul fronte dell’AQR e degli stress test, i cui risultati ufficiosi potrebbero essere disponibili già da agosto;
4. aspettative su una politica monetaria più restrittiva da parte della Fed, evento stimato per la seconda metà del 2014.
10) In cosa la BCE potrebbe deludere i mercati?
Gli Economisti di Exane BNP Paribas ritengono che i mercati potrebbero essere delusi qualora si aspettassero un’ondata di liquidità elevata e un programma di acquisto indiscriminato. Inoltre, i mercati potrebbero essere delusi in tema di timing dato che, secondo i nostri economisti, il programma di acquisti non sarà lanciato prima della fine del Q3.
11) Qual è l’elemento razionale che spingerebbe la BCE ad assumere un tono più accomodante?
Gli Economisti di Exane BNP Paribas ritengono che l’elemento chiave per comprendere la volontà di agire della BCE di agire è osservare l’inflazione nella Zona Euro nel suo complesso e non soltanto nei paesi periferici. Al riguardo va evidenziato che nel Vecchio Continente le divergenze in tema di inflazione sono via via in diminuzione e che Francia e Italia fanno ormai parte, a causa della moderazione salariale in atto, dei paesi con bassa inflazione.
12) Qual è il rischio di una spirale deflazionistica alla giapponese?
Gli Economisti di Exane BNP Paribas ritengono che tale rischio sia limitato dato che l’AQR della BCE sta già portando gli effetti sperati. Un elemento chiave per definire il rischio di finire in una situazione alla giapponese è la flessibilità economica, caratteristica che sembra mancare in Europa. E, tenuto conto della rigidità del mercato del lavoro, Francia e Italia sono i due paesi che, secondo i nostri Economisti, rischiano maggiormente di essere protagonisti di un calo strutturale dei prezzi, con il Bel Paese che, a causa del divario nei consumi, presenta il maggiore rischio di finire in una trappola deflazionistica.
Tuttavia, la Banca Centrale Europea non è l’unico player che può incidere su tale quadro. Secondo il team Macro di Exane BNP Paribas, molto dipenderà anche dall’azione dei governi e dalla volontà dei cittadini di accettare cambiamenti strutturali.
Fonte: BONDWorld.it
Normal 0 14 MicrosoftInternetExplorer4
Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it





