Il Punto: Negli USA continua ad aumentare la disoccupazione di lungo termine

La Commissione Europea precisa le sue proposte di riforma della governance economica della zona euro. Se adottate, introdurrebbero una rivoluzione nel meccanismo di controllo reciproco sugli Stati membri. Stati Uniti: continua ad aumentare la disoccupazione di lungo termine….


Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita.
Clicca qui per iscriverti gratuitamente.


– La Commissione Europea ha presentato mercoledì 30 le sue proposte per la riforma della governance economica della zona euro. Se saranno tutte accolte, i cambiamenti rispetto al regime attuale di sorveglianza saranno di grande portata. In primo luogo, verrebbe rinforzato il Patto di Stabilità e Crescita (PSC). Per quanto riguarda la parte preventiva, viene chiesto di incorporare nella legislazione nazionale gli elementi base della governance fiscale, si conferma dal 2011 la discussione preventiva dei programmi di convergenza (decisione che dovrebbe essere ratificata dall’Ecofin il 13 luglio) e, soprattutto, si vogliono introdurre benchmark di riduzione del debito per i paesi dove questo supera il 60% del PIL. Criteri più severi nella valutazione della situazione fiscale sarebbero adottati anche per gli Stati con “pronunciati rischi in termini di futuro andamento debitorio”, valutati sulla base di una serie di parametri (saldo primario, composizione per scadenza e valuta del debito, erogazione di garanzie esplicite o implicite al settore privato, impatto della spesa connessa all’invecchiamento, livello del debito privato ecc.). Da notare che una riduzione troppo modesta del debito potrebbe far scattare la procedura contro i disavanzi eccessivi, anche se il disavanzo fosse inferiore al 3%.

Grosse novità si preannunciano anche sul fronte dei meccanismi correttivi: la mancanza di progressi nel consolidamento di bilancio sarebbe punita con l’obbligo di depositi infruttiferi temporanei; il mancato rispetto delle regole porterebbe prima alla sospensione dei trasferimenti connessi ai programmi pluriennali, mentre l’eventuale successiva violazione delle raccomandazioni comunitarie sarebbe sanzionata con la cancellazione definitiva dei pagamenti. Rispetto al regime attuale, dunque, alcune sanzioni potrebbero scattare già nella fase iniziale della procedura contro i disavanzi eccessivi.

Secondo, si tenta di introdurre un meccanismo di sorveglianza macroeconomica. In questo caso non è prevista una parte sanzionatoria. In base alla proposta, se la Commissione riscontra squilibri da poter minacciare la stabilità dell’euro, lo Stato Membro diventa oggetto di raccomandazioni finalizzate alla correzione degli squilibri, nonché a una valutazione più severa della sua posizione fiscale nell’ambito del PSC. Un altro meccanismo di sorveglianza soft è previsto per il programma di riforme strutturali.

Le proposte non hanno ancora una definizione compiuta a livello operativo, che dovrebbe arrivare a settembre e ottobre. L’approvazione dei regolamenti richiederà il voto del Consiglio nella composizione a 27 paesi: questo aspetto potrebbe creare qualche problema con i paesi più ostili all’aumento dell’integrazione, anche se le norme più severe si applicheranno soltanto agli Stati membri dell’Eurozona. Non sono escluse resistenze neppure dagli Stati Membri della zona euro con alto debito pubblico, che fiuteranno i problemi politici interni creati dalla necessità di prevedere, diversamente da oggi, sentieri di riduzione del debito. Ma un fallimento della riforma della governance infliggerebbe un nuovo colpo alla già minata credibilità dell’Eurozona e proprio questi ultimi Stati potrebbero essere i primi a pagarne il conto. Un rischio di altra natura è che la guida politica del processo possa nuovamente condurre a uno svuotamento della procedura, come accadde nel 2003-04.

– Negli Stati Uniti, gli occupati non agricoli a giugno scendono di 125 mila, con un aumento nel settore privato di 83 mila posti, e un calo nel settore pubblico di 208 mila (censimento: -225 mila). I dati dei mesi precedenti sono stati rivisti di +25 mila unità. Il tasso di disoccupazione scende a 9,5%, da 9,7% di maggio, con il tasso di partecipazione che scende a 64,7% da 65%; la disoccupazione “allargata”, a 16,5%, rimane vicina ai livelli di maggio. La durata della disoccupazione continua ad aumentare, salendo a una media di 35,2 settimane (da 34,4 di maggio). Le ore lavorate scendono di 0,2% m/m. I salari orari calano di 0,1% m/m, dopo +0,2% m/m. La creazione di occupati rimane molto moderata, con un ulteriore peggioramento della disoccupazione di lunga durata: il mercato del lavoro resterà un freno per la crescita in questo ciclo, ma non ci sono segnali di ricaduta recessiva.


Certificazione degli analisti

Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, i cui nomi e ruoli sono riportati nella prima pagina del documento dichiarano che:

  1. Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti;

  2. Non è stato e non verrà ricevuto alcun compenso diretto o indiretto in cambio delle opinioni espresse.

Comunicazioni importanti

La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.

La presente pubblicazione non si propone di sostituire il giudizio personale dei soggetti ai quali si rivolge. Intesa Sanpaolo S.p.A. E le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato hanno la facoltà di agire in base a/ovvero di servirsi di qualsiasi materiale sopra esposto e/o di qualsiasi informazione a cui tale materiale si ispira prima che lo stesso venga pubblicato e messo a disposizione della clientela. Intesa Sanpaolo S.p.A. e le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato possono occasionalmente assumere posizioni lunghe o corte nei summenzionati prodotti finanziari.



Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.