Prima di analizzare più in dettaglio le economie emergenti, è importante valutare il quadro economico globale. Nel farlo vorrei concentrarmi su tre aree principali: 1. La crescita nei mercati sviluppati 2. L’inflazione 3. La politica monetaria negli Stati Uniti…
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Analisi sullo scenario dei mercati emergenti obbligazionari a cura di Enzo Puntillo Responsabile Fixed Income di Swiss & Global Asset Management
Innanzitutto, da una prospettiva globale, l’economia è ancora in crescita – a un tasso modesto, ma in crescita. Tutte le economie principali stanno registrando una ripresa ciclica, positiva per la crescita interna ma anche di sostegno al quadro globale. In secondo luogo, dall’avvio della crisi finanziaria l’inflazione non è ancora ritornata a colpire le economie più importanti. A dire il vero, rispetto al passato, alle principali Banche centrali non è richiesto di contrastare l’inflazione, ma piuttosto i loro sforzi sono volti a che essa possa ricomparire. Terzo, come già detto varie volte lo scorso anno, il punto critico per i mercati obbligazionari gira attorno al punto di svolta della politica monetaria, poiché le attese di tassi di interesse “bassi per sempre” dovevano essere riviste al rialzo. Ci aspettiamo che la Federal Reserve continuerà con il tapering, cioè la riduzione del programma di allentamento quantitativo (QE), e che alzi i tassi il prossimo anno ma, in considerazione della crescita ancora lenta, e dei livelli contenuti di inflazione, continuiamo ad aspettarci che l’aggiustamento sarà effettuato in maniera molto lenta e graduale, nell’arco di molti anni, e che il livello finale dei tassi stessi sarà comunque più basso di quello dell’ultimo ciclo di rialzo. D’altra parte, la Banca centrale europea e la Bank of Japan dovrebbero mantenere una posizione espansiva.
Valutazione dei mercati emergenti
Lo scorso anno gli asset finanziari dei mercati emergenti hanno registrato una correzione generalizzata. La maggior parte degli operatori ha spiegato tale correzione con l’annuncio del tapering da parte della Fed. Contrariamente a questa view, riteniamo che tale evento abbia solo agito da catalizzatore rispetto a un trend di più lungo periodo. Dal 2010, la crescita economica nei paesi emergenti ha iniziato a rallentare, a causa di fattori sia strutturali sia ciclici. Da fine 2012, tale dinamica ha accelerato, mentre era in atto una più forte ripresa dell’economia degli Stati Uniti, seguita da un miglioramento in Giappone ed Europa. Tutti questi fattori hanno coinciso con un periodo in cui gli asset dei mercati emergenti apparivano più costosi e la Fed ha iniziato ad annunciare il cambiamento di direzione della politica monetaria. Ma dal terzo trimestre del 2013 il deterioramento dei fondamentali dei paesi emergenti ha iniziato a stabilizzarsi, un processo secondo noi di cui pochi si sono accorti. Attualmente, stiamo in verità assistendo ad alcuni trend che virano persino in direzione positiva.
Cina
Come seconda economia più grande del mondo e maggior contribuente alla crescita globale, è impossibile ignorare la Cina. Senza dubbio, l’economia cinese vale più di poche righe, ma per
ragioni di spazio cercherò di sintetizzare la nostra valutazione. Da diversi anni diciamo che la Cina dovrà ribilanciare il proprio modello di crescita economica verso un aumento dei consumi. Ciò non avverrà però tramite un incremento dei tassi di crescita dei consumi, come spesso supposto dai mercati, ma tramite una riduzione della crescita degli investimenti: ciò avrà come risultato un tasso di crescita del PIL più basso. Ci saranno inoltre altri effetti collaterali, che molte economie guidate dagli investimenti e sostenute dal credito hanno in comune.
Infatti, la crescita economica negli ultimi anni ha già seguito un trend sostanzialmente al ribasso, poiché i tassi di espansione sono passati da un picco del 10-12% ai livelli attuali, più vicini al 7%.
Valutazione dei mercati emergenti
Rispetto alla correzione dello scorso anno, senza dubbio sono cambiate le valutazioni in molte asset class dei mercati emergenti. Ciò è vero nella maggior parte delle singole asset class così come nei bond in valuta forte, che hanno mostrato una correzione sia in termini assoluti sia in termini relativi, rispetto alla maggior parte delle asset class creditizie, con la loro valutazione relativa che sta tornando verso livelli visti per l’ultima volta nel 2004. Nel mercato obbligazionario denominato in valuta locale, molti rendimenti nominali e reali hanno mostrato una correzione, in alcuni casi persino per molti punti percentuali. Anche le valute hanno subito un aggiustamento, nella forma di una considerevole correzione e agendo così da catalizzatore per il ribilanciamento. In ultimo ma non per ultimo, il posizionamento di quest’anno è molto più chiaro rispetto al 2013. La maggior parte dei flussi retail dal 2009 sono stati ritirati. Con i rendimenti che offrono il 5-8% in diversi mercati obbligazionari dei paesi emergenti, l’asset class in generale offre un reddito molto attraente sia in termini assoluti sia relativi.
Opportunità di investimento
Come gestori di investimenti, dobbiamo comprendere i trend economici, confrontarli con le valutazioni del mercato e trovare così opportunità. Attualmente, riteniamo che la differenziazione e la selezione delle migliori opportunità offrano eccellenti ritorni. Nel fondo JB Emerging Market Opportunities Bond Fund, la nostra più ampia strategia sui mercati emergenti, ci stiamo focalizzando sulle seguenti, principali, opportunità.
Nell’ambito dei tassi di interesse locali, abbiamo una view positiva sulla maggior parte dei bond brasiliani, poiché dopo la correzione offrono il più elevato rendimento reale nell’universo obbligazionario, in un contesto di vulnerabilità del debito relativamente contenuta.
Un altro mercato su cui siamo positivi è quello dei bond locali messicani, specialmente sulla parte lunga, poiché offre rendimenti reali elevati e un costo molto basso per proteggersi dall’inflazione.
Nel mercato delle valute forti, abbiamo posizioni lunghe su paesi che stanno registrando un miglioramento strutturale, come la Polonia e il Messico. Nei cosiddetti “Fragile Five”, preferiamo il Brasile e l’Indonesia. Inoltre, ci piace la Malesia, la cui economia sta crescendo bene e dove la Banca centrale dovrebbe presto aumentare i tassi di interesse. In termini di valutazioni, la valuta cilena è economica, poiché sell-off sulle materie prime sembrano già scontati.
Tra hard- (HC) e local-currency (LC), preferiamo prendere posizioni lunghe sulle HC rispetto alle LC in Europa orientale (eccetto la Polonia) e in Russia. D’altro canto, preferiamo essere long su LC rispetto alle HC in Brasile, Messico e Polonia.
A livello globale, fattori come la crescita, la bassa inflazione e le politiche monetarie espansive sono di sostengo per i mercati emergenti. La crescita economica e le vulnerabilità in questi mercati si stanno stabilizzando, o stanno persino iniziando a invertire la rotta. Le valutazioni hanno mostrato un aggiustamento considerevole. Con i rendimenti che offrono il 5-8% in diversi mercati obbligazionari dei paesi emergenti, l’asset class in generale offre un reddito molto attraente sia in termini assoluti sia relativi. Attualmente, riteniamo che la differenziazione e la selezione delle migliori opportunità offre eccellenti ritorni.
Fonte: BondWorld.it
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