La nuova analisi rivela l’impatto dei vari cicli economici, finanziari e monetari sugli investimenti nel reddito fisso….
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Una nuova ricerca condotta da Candriam, l’asset manager paneuropeo, ha dimostrato che un approccio agli investimenti obbligazionari senza vincoli di investimenti e basato sui cicli può offrire rendimenti più consistenti rispetto ad un approccio tradizionale basato sul benchmark.
Nel suo nuovo report “Riding the Cycles: Understanding business, financial and monetary cycles in order to allocate fixed income (Cavalcare l’onda dei cicli: capire i cicli economici, finanziari e monetari per investire nel reddito fisso), Candriam sostiene che non esista un ciclo omogeneo, ma piuttosto tre cicli correlati fra loro che esercitano un’influenza sulla performance del reddito fisso in diversi modi:
Il ciclo di business che descrive fasi di espansione e di contrazione economica; Il ciclo finanziario relativo all’importanza del credito e dei prezzi del mercato immobiliare per la macro-economia; Il ciclo monetario che riflette le azioni inerenti al tasso di interesse intraprese dalle Banche Centrali.
Documento I: Evoluzione dei cicli economici, finanziari e monetari negli Stati Uniti tra il 1980 e il 2014

Fonti: Candriam, Bloomberg
Impatto dei differenti cicli sui rendimenti obbligazionari
Analizzando i dati economici e finanziari degli Stati Uniti nell’arco di un trentennio e costruendo i loro principali indicatori connessi ai cicli, Candriam ha evidenziato i diversi andamenti delle differenti tipologie di strumenti obbligazionari in base all’evoluzione del ciclo.
Applicando modelli econometrici ai rendimenti obbligazionari registrati in diverse fasi cicliche, Candriam è giunta alla conclusione che:
La sensitivity di un rendimento obbligazionario ai cambiamenti nel ciclo di business è positivamente e significativamente correlata alla sua ‘rischiosità’: le obbligazioni governative a tasso fisso sono chiaramente anti-cicliche (con rendimenti che aumentano durante la recessione e diminuiscono durante la fase di espansione). Al contrario, le obbligazioni ad alto rendimento, le obbligazioni convertibili e, in misura minore, le obbligazioni corporate investment grade dimostrano una sovraperformance nelle fasi di espansione del ciclo di business e tendono alla sottoperformance durante le fasi recessive. La contrazione nel ciclo finanziario stimola invece rendimenti per le obbligazioni corporate: mentre le obbligazioni corporate tendono a sottoperformare all’aumento dei livelli del credito alle persone e alle imprese, tali strumenti registrano invece una sovraperformnace con la riduzione dei livelli di indebitamento del sistema economico. Periodi di allentamento monetario: aumentano significativamente i rendimenti sulle obbligazioni a lungo-termine, sulle obbligazioni investment-grade e, in misura minore, sulle obbligazioni a breve termine.
Costruzione di un portafoglio a prova di ciclo economico
Candriam ha utilizzato queste evidenze al fine di dimostrare che un’allocazione obbligazionaria, che tenga conto del ciclo economico, può generare rendimenti nelle diverse fasi dei tre cicli.
Candriam ha costruito un portafoglio privo di vincoli tramite back-test, che può investire in quattro asset class statunitensi a reddito fisso (titoli del tesoro statunitense, investment-grade, high-yield e convertibili) in qualunque combinazione. L’allocazione di questo portafoglio completamente flessibile è stata attivamente modulata fra le diverse asset class sulla base delle risposte dei diversi strumenti obbligazionari alle varie fasi dei cicli finanziari e economici come evidenziato nella ricerca. Sull’orizzonte di lungo termine, questo portafoglio “privo di vincoli” ha registrato una sovraperformance rispetto ad un portafoglio vincolato composto al 100% da titoli del tesoro statunitense (si veda Documento II).
Documento II: Un portafoglio obbligazionario dinamico e adeguato ai diversi cicli genere rendimenti positivi addizionali

Nicolas Forest, Global Head of Fixed Income di Candriam, ha commentato: “Mentre esistono molte variabili che hanno un impatto sulle decisioni riguardanti l’allocazione degli asset nel portafoglio, la nostra ricerca suggerisce che gli investitori obbligazionari possono beneficiare ampiamente dall’adozione di una strategia priva di vincoli e basata sui cicli, piuttosto che da un approccio standard basato sul benchmark.
L’allocazione obbligazionaria dinamica e priva di vincoli sostenuta da una solida identificazione del ciclo, ha il potenziale per produrre rendimenti positivi in quasi tutte le condizioni di mercato. Pertanto, la reale decisone di allocazione non si sostanzia nella scelta se investire o meno nel reddito fisso, quanto piuttosto deve essere orientata alla tipologia di asset obbligazionaria da mantenere in una determinata fase del ciclo economico.”
Fonte: BondWorld.it
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