Nell’antichità romana e nel mito, Giano Bifronte era la divinità degli inizi e delle transizioni, raffigurato con due volti, uno rivolto al passato, uno al futuro….
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Andrea De Gaetano – Senior Portfolio Manager – MC Capital Ltd
Giano (Ianus) è il dio del passaggio, che si compie attraverso una porta, in latino ianua. In particolare è il dio degli inizi di un’attività umana o naturale, oppure di un periodo. Non a caso, era rappresentato come un busto con due volti che guardano in direzioni opposte: l’inizio e la fine, l’entrata e l’uscita, l’interno e l’esterno. Numa Pompilio gli dedicò il primo mese dell’anno, Gennaio.
Le banche centrali si trovano oggi, con minor lungimiranza della divinità romana, con un occhio rivolto alla crisi passata, che sembra superata ma non del tutto, e un occhio vigile sul futuro che si presenta ancora pieno di rischi.
All’inizio dell’anno, le previsioni sul prodotto interno USA per il primo trimestre erano di una crescita di un +2.6%. Ieri, i dati sul Prodotto Interno Lordo USA del primo trimestre 2014 sono usciti ben al di sotto delle attese, disastrosi, -2.9%, livelli minimi dal primo trimestre 2009. I dati sul PIL vanno a braccetto con il calo degli ordini dei beni durevoli a -1%, eclissando i dati positivi sul settore immobiliare (4.9 milioni di case esistenti e 500.000 nuove case vendute) e rendendo meno credibili i dati basati su interviste ai consumatori (CB Consumer Board Confidence Index a 85.2) e ai Manager responsabili degli acquisti del settore manifatturiero (Flash Manifacturing PMI a 57.5) che invece farebbero pensare a un’espansione economica. Spese e redditi personali in calo negli USA nel mese di maggio segnalano una debolezza nel settore trainante dell’economia: i consumi.
La banche centrali parlano di “ripresa economica”, ma nello stesso tempo continuano ad alimentare le speranze di tassi d’interesse bassi ancora a lungo. Perché? La BCE parla addirittura di un possibile Quantitative Easing cosa che, se si guardano i prezzi sui massimi storici dei Titoli di Stato in Europa, sorprende come vedere qualcuno che esce di casa con in mano un ombrello in una splendida giornata di sole.
Nonostante le misure già intraprese dalla BCE dal 2012, l’economia fatica a risvegliarsi e i dati sull’attività manifatturiera lo confermano, con l’indice Flash Manifacturing PMI dell’Eurozona a 47.80, inferiore alla soglia di 50 considerata spartiacque tra un’economia in recessione o in espansione.
In chimica, i catalizzatori sono sostanze che intervengono durante una reazione aumentandone la velocità. L’uso dei catalizzatori fa sì che i processi si compiano e si concludano in tempi molto più brevi di quanto farebbero normalmente.
Fuori dal settore chimico, ci sono eventi catalizzatori che rendono possibili cose altrimenti molto improbabili. Settimana scorsa l’arrivo dei Rolling Stones a Roma ha catalizzato 70.000 spettatori in due ore di concerto e un incasso record di 25 milioni di euro in un sol giorno per la capitale italiana.
I mercati finanziari vivono di catalizzatori e, quando questi mancano, rimangono stagnanti, in attesa del prossimo ’evento’. Dal 2008 a oggi, il principale catalizzatore è stato la politica monetaria delle Banche Centrali, ma i mercati sembrano ora essersi assuefatti, con volatilità azzerata. Digerita e metabolizzata la gran liquidità immessa dalle banche centrali, gli investitori iniziano a considerarne gli effetti collaterali e, alla luce della ripresa ancora debole, a interrogarsi sulla sua efficacia. Come fare marcia indietro? Chi rimarrà “col cerino in mano”?
Intanto, in Giappone, alcuni fondi pensione pubblici stanno vendendo copiosamente Titoli di Stato nipponici che, dopo anni di stagnazione economica e mesi di Quantitative Easing, hanno raggiunto rendimenti al limite della ragionevolezza. Il decennale giapponese ha il rendimento più basso al mondo, lo 0.59%.
Evidentemente, lo zero in alcuni casi è ancora un pavimento difficile da sfondare.
Dopo mesi di quiete, la volatilità potrebbe risvegliarsi.
L’estate è storicamente stagione meno favorevole ai mercati azionari.
L’Euro, nell’ottica di un prossimo QE europeo, dovrebbe indebolirsi nei confronti delle principali valute e la strategia è venderlo sui rimbalzi.
Sul mercato obbligazionario, oltre al QE europeo, l’investitore italiano dovrà tener conto della nuova normativa fiscale che da luglio 2014 porterà le imposte sui titoli corporate dal 20 al 26%. Potrebbe aver senso alleggerire le posizioni sui corporate bond ai livelli attuali e attendere una correzione per riposizionarsi sui Titoli governativi,
con regime fiscale più favorevole (12.5%) e il sostegno della Banca Centrale Europea.

Fonte: BONDWorld.it
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