– Gli elementi centrali che emergono dai verbali della riunione del FOMC di giugno sono: 1) le nuove informazioni sulla strategia di uscita e 2) la presenza di opinioni molto diverse nel Comitato riguardo all’entità delle….
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e risorse inutilizzate, ai rischi per la stabilità finanziaria e al sentiero dei prezzi.
– Sul primo punto, il Comitato ha deciso di terminare gli acquisti di titoli a ottobre, se la congiuntura si evolve secondo le aspettative. Nelle prossime 3 riunioni ci saranno ulteriori riduzioni, con l’ultima a ottobre, arrestando l’espansione del bilancio della Fed poco sotto 4,5 tln di dollari. Questa è la decisione più facile per il FOMC, fra le tante scelte che dovranno essere fatte nei prossimi trimestri per attuare la svolta del ciclo di politica monetaria. Il consenso riguardo alla fine degli acquisti è basato su una valutazione complessivamente positiva dello scenario economico e in particolare del miglioramento del mercato del lavoro. Il FOMC ha anche discusso l’utilizzo del tasso sulle riserve in eccesso, che “dovrebbe giocare un ruolo centrale” nel sentiero di aggiustamento dei tassi. Fino a quando le riserve in eccesso rimarranno straordinariamente elevate, lo strumento per il controllo dei tassi non sarà più quello sui fed funds, ma quello sulle riserve, verso il quale tenderanno a convergere i tassi interbancari. Tuttavia rimane un consenso per il mantenimento del tasso sui fed funds come tasso di riferimento per cui probabilmente verrà “annunciato un intervallo obiettivo”. I partecipanti hanno anche discusso l’utilizzo di reverse repo, che richiederà un miglioramento dell’operatività dello strumento per evitare rischi di instabilità finanziaria e problemi di liquidità per gli operatori privati sul mercato dei repo. Dai verbali emerge incertezza sulla tempistica per la fine del programma di reinvestimento delle scadenze, ma sembra esserci una marginale preferenza per terminare i reinvestimenti al momento o dopo la svolta sui tassi.
– Per quanto riguarda invece i fattori che determineranno i tempi e la velocità della svolta, i verbali rivelano un ampio spettro di opinioni diverse. Sul mercato del lavoro “molti ritenevano che le risorse inutilizzate (“slack”) rimanessero elevate”, ma “diversi” partecipanti segnalavano che tutte le misure allargate di disoccupazione (disoccupati a lungo termine, individui marginalmente attaccati alla forza lavoro) erano scese. E, notiamo noi, sono ulteriormente scese con i dati di giugno non disponibili al momento della riunione. La questione dello “slack” sarà centrale nei prossimi trimestri per determinare quando e quanto alzare i tassi. Il Comitato ha anche discusso di stabilità finanziaria, concordando che le condizioni finanziarie espansive stanno sostenendo la ripresa. Tuttavia i partecipanti (e questo segnala un certo consenso) hanno anche dibattuto se si stiano diffondendo comportamenti nei mercati finanziari che “non tengono conto in modo appropriato dei rischi nelle decisioni di investimento”. A tale riguardo, però, la reazione più probabile sarebbe di tipo macro-prudenziale, e non un rialzo dei tassi. Infine, sull’inflazione appare una notevole divergenza di opinioni. Alcuni partecipanti sono preoccupati “per la persistenza di un’inflazione sotto il trend” e un paio di partecipanti hanno indicato che sarebbe opportuno fare scendere il tasso di disoccupazione al di sotto del tasso di più lungo termine per riportare l’inflazione all’obiettivo. Altri invece si aspettano un ritorno rapido dell’inflazione al 2% e vedono “rischi verso l’alto per le aspettative di inflazione perché si aspettano un più rapido calo dello slack”. Le opinioni variegate all’interno del FOMC sull’evoluzione dello scenario non sembrano essere raccolte dai mercati, alla luce della bassissima volatilità. Questo è un fattore di preoccupazione per il FOMC che vede “partecipanti al mercato che non includono un’incertezza sufficiente sul sentiero dell’economia e della politica monetaria”.
– In conclusione, i verbali mostrano che il FOMC per ora ha più domande che risposte sui temi centrali per la politica monetaria. La svolta in termini operativi (fine degli acquisti, scelta degli strumenti) si può preparare nel giro di un paio di riunioni. Tuttavia il consenso su quando e quanto alzare i tassi sarà difficile da trovare. Manteniamo la previsione che con il continuo calo delle risorse inutilizzate, il tasso di disoccupazione e l’inflazione si avvicineranno agli obiettivi entro il 1° trimestre del 2015 e la Fed dovrà muovere i tassi entro giugno 2015.
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