Dexia Crediop: Le tensioni geopolitiche riportano la paura sui mercati

Dopo una prima parte della settimana caratterizzata da una diminuzione dell’avversione al rischio con Borse e mercati obbligazionari, soprattutto dei paesi periferici dell’area euro, che hanno fatto registrare performance molto positive, i…

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venti di guerra che spirano sui mercati hanno gelato gli investitori.

I mercati avevano aperto lunedì in territorio positivo trascinati dal Dow Jones che, dopo la pubblicazione della trimestrale di Citigroup al di sopra delle attese degli analisti, ha portato con se non solo la borsa americana ma anche quelle del Vecchio Continente.

L’apparente attenuarsi delle preoccupazioni su Banco Espirito Santo e, sul lato dei dati macroeconomici, la Cina, con una variazione del PIL del +7.5% su base annua, hanno poi dato un’ulteriore iniezione di fiducia agli investitori, nonostante in Europa i dati sulla produzione industriale, in calo dell’1.1% a livello aggregato, facciano temere che la ripresa possa essere più lenta delle aspettative.

A frenare un po’ gli entusiasmi degli investitori la pubblicazione del Beige Book da parte della Fed mercoledì sera: l’economia americana conferma il trend di ripresa, facendo così temere che rialzi dei tassi d’interesse possano essere all’orizzonte già a partire dal nuovo anno.

Ma è la notizia dell’abbattimento di un aereo passeggeri sul confine russo-ucraino e il pericolo di un’imminente invasione della striscia di Gaza da parte dell’esercito israeliano, a riportare giovedì la paura sui mercati che invertono bruscamente la rotta.

Chiudono comunque in territorio positivo, rispetto a 7 giorni prima, le Borse nonostante la performance negativa di giovedì: Dow Jones +1.24%, S&P500 +0.56%%; Dax +1.18%, Cac +0.50%, Ibex +0.09%.

In Italia il Ftse Mib, dopo aver fatto registrare un +3,17% mercoledì, perde nuovamente terreno facendo comunque registrare una performance di +0.94% rispetto alla chiusura di giovedì scorso.

Il tasso del BTP a 10 anni chiude giovedì sera a 2.787%, in netto miglioramento rispetto al 2.943% di 7 giorni fa e lo spread nei confronti del decennale tedesco si è ristretto a 163 bps rispetto ai 175 della settimana scorsa.

Perde terreno l’Euro che ha chiuso giovedì sera a 1.3522 nei confronti del biglietto verde complici anche le dichiarazioni di Draghi riguardo al pericolo che un Euro troppo forte possa rappresentare un rischio per la sostenibilità della ripresa dell’Europa.

Nulla da segnalare sul mercato primario del debito.

Fonte: BondWorld.it


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