Dexia Crediop: I mercati guardano ad est

Draghi, dalla Lituania, ancora una volta torna a sottolineare la determinazione della BCE ad adottare ulteriori misure non convenzionali per contrastare l’inflazione a livelli sempre estremamente bassi…

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Mario Draghi


Ha inoltre evidenziato come la forza della moneta unica abbia contribuito a portare l’inflazione ai livelli attuali.

Gli investitori, supportati inoltre dai dati macroeconomici poco incoraggianti ( indice IFO in Germania nuovamente in discesa per la quinta volta consecutiva) e dalle sempre crescenti tensioni geopolitiche, nonostante la fortissima contrarietà  della Germania al piano di riacquisti di ABS,  tornano così a scommettere sull’adozione di massicce misure di QE da parte della Banca Centrale Europea.

L’euro ha dunque il principale protagonista di questa settimana: dopo aver perso terreno da giugno nei confronti del Dollaro americano, dopo le affermazioni di Draghi ha accelerato la sua discesa, toccando giovedì mattina quota 1.2697 (livello che non si vedeva dal novembre 2012), per chiudere la giornata a 1.2745, perdendo oltre l1.25% rispetto a 7 giorni fa.

Negli ultimi 7 giorni la moneta unica europea non ha perso terreno solo nei confronti del biglietto verde ma ha fatto registrare flessioni anche verso la sterlina, verso cui ha perso quasi l’1%, e lo Yen verso cui ha fatto registrare una perdita vicina all’1.30%.

Male anche i principali listini azionari che hanno chiuso la settimana in territorio negativo:

Dow Jones “1.43%, FTSE -2.58%, Dax -2.76%, Cac -2.28%, Ibex -1.80%; maglia nera nuovamente il FTSEMib che fa registrare un calo del 3.39% rispetto alla settimana precedente.

Diversa la storia sui mercati obbligazionari,  in rialzo in attesa delle ulteriori mosse della BCE.

In Italia il tasso sul BTP decennale ha chiuso giovedì sera a quota 2.358% rispetto al 2.438% di giovedì scorso, mente lo spread nei confronti del decennale tedesco ha chiuso a quota 138bps, in leggero rialzo rispetto alla settimana scorsa.

Settimana di aste in Italia.

Di giovedì le aste del CTZ e dei BTP a 10 e 30 anni legati all’inflazione.

Tassi in leggero rialzo per l’asta del CTZ con scadenza 08/16: collocati â‚ 2.75 miliardi ad un rendimento di 0.385% (rispetto allo 0.326% dell’asta precedente) con un bid to cover di 1.73.

Non brillante nemmeno l’asta del BTP inflazione a 10 anni: collocati â‚ 966mln ad un rendimento dell’1.16% con un bid to cover di 1.81.

Buona invece la ricezione del BTP inflazione a 40 anni: collocati 497 mln ad un rendimento del 2.12% con un bid to cover di 2.81.

Attesa per oggi l’asta del BOT a 6 mesi.

Nulla da segnalare sul mercato primario del debito.

Issuer

Coupon (%)

Maturity

Seniority

Amount (€)

Issue Price

Yield at start date (%)

Reoffer Spread (bp)

Market spread (bp)

CTZ

0,00

30/08/2016

 

           2.750.000.000

99,266

0,385

MS+17.9*

27

BTPei

2,35

15/09/2024

 

               966.000.000

111,17

1,16

MS +159*

161

BTPei

2,55

15/09/2041

 

               497.000.000

108,93

2,12

MS +216*

218

BOT

0,00

31/03/2015

 

            7.000.000.000

99,883

0,232

MS+4.9*

5

         
         
         

 

Fonte: BondWorld.it


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