Dire o fare la cosa giusta, ma al momento sbagliato, può costar la vita…
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Andrea De Gaetano – Senior Portfolio Manager – MC Capital Ltd
Esempio illustre è il filosofo Giordano Bruno (1548-1600) il quale sostenne che la Terra gira intorno al Sole e non viceversa. Disse il giusto, però nel periodo dell’Inquisizione. Fu condannato e arso vivo sul rogo. Allora, le idee rivoluzionarie di Giordano Bruno (e di Galileo Galilei che, più duttile, si era salvato con l’abiura) mettevano in discussione la teoria geocentrica tolemaica e i dogmi sui quali la Chiesa aveva costruito un impero.
Oggi, sono i tassi d’interesse a zero il “dogma” intoccabile su cui si basano le economie sviluppate. Dagli anni ’80, sono cresciute a un ritmo inferiore rispetto alla quantità di debito pubblico prodotto, col risultato di un’esplosione preoccupante della dimensione del debito pubblico nei Paesi sviluppati ad alta affidabilità creditizia (USA, Giappone ed Europa).
Il fenomeno si è acuito con la crisi economica iniziata nel 2008. Il debito degli Stati ha continuato ad espandersi mentre l’economia rallentava, creando così un’impennata del rapporto Debito/PIL.

Le manovre monetarie straordinarie delle Banche Centrali (QE) mirano, oltre al dichiarato intento di rilanciare i consumi, a contenere il livello dei tassi d’interesse per non aggravare il problema del debito.
Per ridurre il livello dei tassi d’interesse anche sulle scadenza lunghe, le Banche Centrali hanno acquistato sul mercato Titoli di Stato e Titoli legati ai mutui immobiliari (ABS).
Raggiungendo l’obiettivo per quanto riguarda i tassi, ma con pericolosi effetti collaterali.
L’espansione dei bilanci delle banche Centrali le sta trasformando (anche a detta di Warren Buffet) in qualcosa di molto simile a giganteschi hedge funds, su una strada a senso unico (far retromarcia è quasi impossibile) visto che la debole ripresa è incentrata più sui bassi tassi di finanziamento delle aziende che sulla ripresa dei consumi.

Negli USA è finito il programma di Quantitave Easing, ma la politica monetaria rimane molto accomodante. In Giappone, alla fine di ottobre 2014 il Governatore della Bank of Japan ha annunciato un nuovo Quantitative Easing per un controvalore annuale di 720 miliardi di dollari. Riporta Reuters che il Giappone potrebbe rimandare l’ulteriore aumento dell’IVA al 10% (dall’8% attuale) prevista per l’anno prossimo. In Europa, il Presidente BCE Mario Draghi ha mantenuto i tassi d’interesse ai minimi storici (0.05%), annunciando prossimi nuovi interventi monetari a sostegno dell’economia.
La BCE ha speso 2,7 miliardi di euro per acquistare covered bond, per un totale di 7,4 miliardi di euro da metà ottobre, riporta Milano Finanza.
Tassi d’interesse ai minimi, Borse sui massimi e scarichi fiscali mirano a infondere fiducia nei consumatori, invitandoli a spendere. Ma, visti i recenti cali delle vendite al dettaglio negli USA, in Giappone e in Europa, questo non è sufficiente. Il mercato è ora in attesa dei dati sulle vendite al dettaglio USA e Prodotto Interno Lordo Europa, venerdì 14 novembre.
In Italia, i non-performing loans delle banche italiane sono saliti a 176,85 miliardi di euro, in aumento del 19.7 in settembre 2014 rispetto al settembre 2013, evidenziando l’impatto della lunga crisi economica nel Bel Paese e i prestiti al settore privato sono calati del 2,3% in settembre, dopo un calo del 2,5% in agosto.
Negli USA, è significativo il fatto che Obama, dopo aver apparentemente sollevato il Paese dalla crisi, è uscito sconfitto dalle “Midterm Elections”, perdendo il controllo del Congresso.
Finora, a beneficiare degli stimoli monetari è stata una ristretta parte del tessuto economico, multinazionali e grandi investitori. Il cittadino medio ne ha beneficiato solo in parte (ad esempio, sui tassi dei mutui immobiliari), ma non spende, spaventato dal futuro incerto.
Agli antipodi, è la Russia che, dopo il default del debito pubblico nel 1998, ha perso di credibilità e ha attratto meno capitali, ma per anni è cresciuta a ritmi sostenuti (tra il 5 e il 10% tra il 2000 e il 2008, riprendendosi prima dalla crisi fino alla guerra con l’Ucraina) con il risultato di un rapporto Debito/Pil attualmente al 13.4% estremamente contenuto in paragone agli standard occidentali e del Giappone dove tale rapporto varia dal 100% (USA) al 232% del Giappone.

La Russia, stretta fra sanzioni economiche, forte calo dei prezzi del petrolio (-25% in 4 mesi ) e guerra in Ucraina, settimana scorsa ha lasciato il rublo russo libero di fluttuare cercando di favorire le esportazioni, ma alla fine di ottobre 2014 ha alzato a sorpresa i tassi d’interesse dall’8 al 9.5%, nel tentativo di attrarre capitali.
Per sopperire all’irrigidimento commerciale con l’Europa, la Russia sta siglando nuovi accordi sul petrolio e gas naturale con Cina e Iran. All’inizio di novembre, Putin ha firmato un contratto con il Presidente cinese Xi Jinping di fornitura di gas naturale alla Cina per un controvalore di circa 400 miliardi di dollari.
L’Euro si è rafforzato molto nei confronti del Rublo, salendo dal minimo di 23 di ottobre del 2000 a 58 di oggi, con un’accelerazione del rialzo da 45 di luglio 2014 al picco di 60 di settimana scorsa (minimo del rublo degli ultimi 11 anni).

In Russia, come in Cina, il potere politico è incontestabile, la libertà d’espressione è ridotta, ma a livello imprenditoriale c’è molta libertà e poca burocrazia.
Al contrario, in Europa, all’ampia libertà d’espressione si contrappongono vincoli amministrativi, burocratici, giudiziari e fiscali che tolgono la voglia e il gusto di intraprendere e investire.
Mercati azionari e obbligazionari sui massimi suggeriscono di accantonare con prudenza la strategia “buy and hold” a favore di strategie più flessibili, che prevedano coperture e reti di protezione in caso di ribassi.
Sul fronte valutario, l’Euro, che ha i tassi d’interesse fra i più bassi al mondo e viene usato come moneta da finanziamento per comprare valute più redditizie (carry-trade), potrebbe trasformarsi in valuta rifugio in caso di turbolenza sui mercati, come fece lo Yen Giapponese nella crisi del 2008.
Operativamente, sul cambio Euro/Dollaro, chiudiamo le posizioni in dollari tra 1.2450 e 1.23 e consideriamo l’eventuale raggiungimento nel breve di 1.20-1.21 come opportunità di acquisto di Euro/vendita di Dollari.
Ai vertici del potere, tutti sanno che la Terra gira intorno al Sole e non viceversa. Qualcuno si è accorto che i tassi a zero sono utili, ma non sono la soluzione di ogni male e, per non far la fine di Giordano Bruno, sta cercando la miglior scelta di tempo e i modi per comunicarlo al mercato.
Giordano Bruno viene commemorato ogni anno il 17 febbraio.
Meglio Galileo, meno carattere, ma più testa.
Fonte: BONDWorld.it
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