La Banca Centrale Svizzera sgancia il franco dall’Euro: nuova volatilità in arrivo, con attività in Euro più attraenti….
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Andrea De Gaetano – Senior Portfolio Manager – MC Capital Ltd
Questa mattina, uno tsunami valutario si è abbattuto sui mercati mondiali che già da qualche giorno erano più agitati del solito.
“La Banca Centrale Svizzera abbandona il tasso di cambio minimo di 1,20 franchi per euro e abbassa i tassi d’interesse a -0,75%.”
Nel giro di pochi minuti dopo lo scarno comunicato, il cambio Euro/Franco Svizzero è collassato da 1,20 a 0,85 (-29%) trascinando indirettamente al ribasso anche il cambio Dollaro USA/Franco Svizzero, sceso da 1,02 a 0,7445 (-27%).
Lo SMI, indice azionario svizzero, è crollato di quasi il 15% nell’arco della mattina, per poi recuperare parzialmente.
La Banca Nazionale Svizzera (SNB) ha commentato l’annuncio: “Le divergenze fra politiche monetarie delle principali aree valutarie sono cresciute significativamente – una tendenza che probabilmente diventerà più pronunciata. L’Euro si è deprezzato molto contro il dollaro USA e questo, di contro, ha causato l’indebolimento del Franco nei confronti del Dollaro. In queste circostanze, la SNB ha concluso che forzare e mantenere il cambio minimo del Franco svizzero contro l’Euro non è più giustificato”.
http://www.snb.ch/en/mmr/reference/pre_20150115/source/pre_20150115.en.pdf

Le Borse europee hanno riassorbito velocemente il movimento al ribasso, dopo la notizia.
L’azione della SNB fa apparire più nitida la possibilità di un Quantitative Easing (QE) della Banca Centrale Europea il 22 gennaio.
È probabile che la SNB abbia giocato d’anticipo, per non pagare più cara un’eventuale ulteriore discesa dell’Euro, in caso di QE europeo. Da settembre 2011, la SNB ha speso miliardi per difendere il cambio del Franco contro l’Euro. Allora, nel pieno della crisi sul debito sovrano in Europa, il grosso afflusso di denaro verso la Svizzera, considerata porto sicuro, aveva causato il rafforzamento del Franco contro tutte le principali divise, con rischi per l’export svizzero. Da qui la decisione di introdurre il pavimento di 1,20 sul cambio Euro/Franco Svizzero. Per difendere il cambio, la SNB ha comprato Euro e altre valute contro Franco Svizzero, gonfiando troppo il bilancio di valuta estera.
Oggi, la SNB, contestualmente alla decisione di non difendere più il cambio, ha ridotto i tassi, già negativi, da -0,25% a -0,75%, cosa che dovrebbe disincentivare gli afflussi di denaro in Svizzero e quindi (teoricamente) frenare la rivalutazione del Franco.

MERCATI TRA BANCHE CENTRALI E CORTI DI GIUSTIZIA
Ieri, Pedro Cruz Villalòn dell’Avvocatura della Corte di Giustizia Europea la Corte di Giustizia Europea ha espresso un parere positivo sul programma OMT (Outright Monetary Transaction, acquisto diretto da parte della BCE di Titoli di Stato), sebbene a certe condizioni.
L’anno scorso, la Corte Costituzionale tedesca aveva invece sollevato dubbi di costituzionalità sul Programma OMT, ma aveva rimesso la questione nelle mani della Corte di Giustizia Europea.
Il parere definitivo della Corte Europea dovrebbe arrivare nei prossimi mesi, con i tempi della giustizia ma, nel breve, spiana la strada al Presidente della BCE Mario Draghi che da mesi tiene i mercati in fibrillazione, con prospettive di nuova liquidità.
A questo punto, il QE sembra certo, anche se probabilmente più limitato di quello visto in Giappone o negli USA.
In Europa, l’interferenza della magistratura anche sui mercati finanziari rischia di rendere meno efficace l’azione della Banca Centrale Europea.
EURO IN DISCESA CONTRO LE PRINCIPALI VALUTE, MERCATI EUROPEI IN RIALZO
La svalutazione dell’Euro contro il Franco Svizzero ha trascinato al ribasso l’Euro anche nei confronti delle altre valute.
Il cambio Euro/Dollaro USA ha sfiorato area 1,1580, l’Euro/Yen giapponese 1,3530, l’Euro/Sterlina inglese 0,7640.
Dopo una discesa iniziale, per la sorpresa della SNB, i mercati europei sono saliti sui massimi delle ultime settimane, con rialzi di oltre il 2%, leggendo favorevolmente la combinazione di Euro più basso, che favorirà le esportazioni dell’Eurozona, e azione più ferma della BCE.
I mercati USA sono rimasti quasi indifferenti, aprendo la giornata leggermente sotto la parità.
Il rafforzamento del Dollaro (che indebolisce l’export USA) e il rialzo dei tassi d’interesse ventilato dalla FED per i prossimi mesi, stanno spostando l’interesse dal mercato USA a quello Europeo.

AUMENTO DELLA VOLATILITA’ ED EFFETTI COLLATERALI
Le altalene sui mercati hanno fatto salire l’indice di volatilità, raddoppiato sull’indice DAX, con il VDAX salito da 10,80 di giugno a 22,80 di oggi, e sull’indice S&P500, con il VIX balzato da 10,28 di luglio 2014 a 22,30 di oggi. Il mercato sconta nei prezzi delle opzioni oscillazioni più marcate per il prossimo futuro, rispetto a quanto è stato nei mesi scorsi. Mare in tempesta, si ballerà di più.
Le forti oscillazioni sulle Borse e sulle materie stanno creando instabilità, con potenziale impatto negativo.
Per esempio, pare che il colosso bancario Standard Chartered rischi 4,4 miliardi di dollari di perdite a causa delle oscillazioni delle materie prime e, sostengono gli analisti di Credit Swiss, potrebbe essere costretto a un aumento di capitale di 6,9 miliardi di dollari per far fronte ai rapporti patrimoniali richiesti dalla normativa.
http://uk.reuters.com/article/2015/01/12/uk-stanchart-commodities-loans-idUKKBN0KL1D120150112
Oggi, sulla Borsa Svizzera UBS e Julius Baer perdevano oltre 10 punti percentuali, Swatch
Group il 16%.
OPERATIVAMENTE E PER CONCLUDERE
Prima il petrolio, poi il rublo, ora il franco svizzero.
Quale sarà il prossimo “cigno nero”?

Risulta ormai evidente che basta una parola inattesa da parte di un Governo o di una Banca Centrale per annullare in poco tempo salite di anni.
È vero, la liquidità è ampia e l’attesa della BCE potrebbe sostenere ancora i mercati ancora per qualche tempo, soprattutto in Europa. Ma i rischi aumentano.
La presenza della Corte di Giustizia Europea e di quella tedesca mitigherà la potenza del famoso “whatever it takes” (qualsiasi mezzo necessario), pronunciato da Draghi nel 2012 per salvare l’Euro. E gli “effetti collaterali” dei forti movimenti su valute e materie prime non sono ancora emersi.
Suggeriamo prudenza su Borse, Titoli di Stato e corporate bond, in attesa di prezzi/rendimenti più attraenti per comprare.
Guardiamo ora con più interesse il mercato europeo rispetto a quello americano che, sui massimi di sempre, sconta già nei prezzi il miglioramento dell’economia.
Nell’orizzonte annuale, il cambio Euro/Dollaro, dopo aver rotto il supporto in area 1,20, punta verso 1,15 con possibili estensioni fino a 1,08. Tuttavia, riteniamo possibili/probabili rimbalzi dell’euro anche forti, che potrebbero estendersi fino a 1,2450-1,2700 (nel breve) con estensione massima stimata fino in area 1,3350.
Il mercato è straordinariamente posizionato al rialzo di Dollari e al ribasso di Euro e, proprio per questo, le ricoperture possono essere violente.
Consideriamo i seguenti livelli operativi:
Nel breve:
1,2050-1,2250 zona dove rimanere neutrali.
1,15-1,16 livelli per comprare gradualmente Euro/vendere Dollari.
1,2450-1,2750 livelli per vendere Euro/comprare Dollari.
Nel medio periodo:
1,20-1.2450 zona dove rimanere neutrali
1,15-1,08 area di acquisto di Euro
1,2750-1,3350 area di vendita di Euro

Per non rimanere a bocca aperta per lo stupore davanti a un inatteso cigno nero, suggeriamo di aumentare la liquidità in portafoglio, facendo puntate anche ad alto rischio/alto rendimento, ma con somme più piccole.
Buon fine settimana a tutti!
Fonte: BONDWorld.it
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