Sebbene il mercato avesse già integrato nei giorni precedenti i possibili effetti positivi derivanti dal QE, la Ricerca di Exane Derivatives ritiene che, sul breve termine, tali trend dovrebbero continuare:…..
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-deprezzamento dell’EUR verso USD, AUD, NZD e alcune valute emergenti con una coppia rischio/rendimento interessante
-rialzo del mercato azionario dell’Euro zona che dovrebbe essere sostenuto, in un primo tempo, da un “effetto fiducia” e successivamente da un rialzo degli EPS societari a seguito del deprezzamento del cambio;
-calo dei rendimenti obbligazionari mondiali;
– effetti positivi sui titoli high yield europei.
Sul lungo termine, tali trend dipenderanno dall’andamento delle variabili macro-economiche.
Conseguenze per l’economia
La Ricerca di Exane Derivatives ritiene che a livello economico assisteremo a:
-impatto psicologico a sostegno alla fiducia degli investitori;
-impatto diretto derivante dal calo dei tassi a lungo termine contenuto dato che i tassi, eccezion fatta per la Grecia, sono già bassi;
-impatto attraverso il rialzo del mercato azionario contenuto dato la bassa quota di titoli azionari detenuti dalle famiglie;
-impatto derivante dal calo del cambio elevato dato che l’euro, in termini effettivi reali, non ha ancora registrato un deprezzamento significativo.
La decisione della BCE: i rischi sul lungo termine secondo la Ricerca di Exane Derivatives
Sebbene il lancio del QE sia una manovra positiva e ben accolta dai mercati, la Ricerca di Exane Derivatives ritiene che vi siano due rischi sul lungo termine:
-sul piano economico, alimentare l’alea morale dato che il calo dell’onere del debito non incita i paesi a varare riforme per ridurre i deficit e il deprezzamento dell’euro non spinge le società ad aumentare la competitività;
-sul piano finanziario, dar vita ad una nuova guerra delle valute e alimentare la bolla sulle asse class (in particolare sulle obbligazioni sovrane che sono attualmente care sebbene tradizionalmente siano considerate un asset non rischioso) con conseguente rialzo della volatilità.
Fonte: BondWorld.it
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