Dexia Crediop: Tanto rumore per nulla.

La schiacciante vittoria di Syriza in Grecia, che tanto ha spaventato i mercati a partire dalla vigilia delle elezioni, dopo un’iniziale reazione molto negativa degli investitori (dovuta più che altro ai numeri della vittoria di Syriza, più che alla vittoria in sé) non sembra per il momento aver spostato in maniera significativa le scelte di asset allocation…..

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Dexia Crediop

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Gli investitori, benché cauti, rimangono ancorati alle aspettative di QE, sostenendo i mercati. La gran parte delle opinioni degli operatori sono per un QE che nel corso della sua realizzazione avrà l’effetto di schiacciare ulteriormente i rendimenti del debito europeo nonché gli spread dei periferici.

Dall’altra parte dell’Atlantico, intanto, la Fed questa volta gioca di rimessa e attende gli sviluppi internazionali introducendo il concetto di “pazienza”, che potrebbe spostare i primi interventi sui tassi anche a dopo l’estate.

Il rafforzamento del $ americano nei confronti di tutte le valute preoccupa la Banca Centrale Americana. Il biglietto verde sembra avvicinarsi velocemente alla parità con l’Euro ed un rialzo dei tassi americani potrebbe velocizzarne l’ascesa.

Ennesima settimana altalenante, dunque, per i mercati che perdono decisamente terreno oltreoceano, mentre riescono a chiudere quasi tutti in terreno positivo nel Vecchio Continente: Dow Jones -2,79%, S&P500 -2,79%, Dax +2,43, Cac +1,00%, Ibex -0,52%, Ftse 100 -0,29%.

In Italia, in attesa dell’elezione del nuovo Presidente della Repubblica, la Borsa rimane a guardare con qualche presa di profitto dopo il rally della scorsa settimana, soprattutto su alcune Banche Popolari.  Il FTSE Mib chiude, dunque, con un +0,20% rispetto a 7 giorni fa. Sorvegliata speciale MPS che, dalla scorsa settimana, perde oltre il 15% nel timore che l’aumento di capitale necessario possa superare € 2,5 miliardi annunciati.

Sul lato del reddito fisso i tassi d’interesse continuano a mantenersi vicino ai minimi, quando non ne toccano di nuovi, con i Paesi periferici che, pur perdendo un po’ di terreno nei confronti della Germania, rimangono comunque ben sostenuti.

Il decennale tedesco tratta ormai sotto allo 0,35%, mentre in Italia il BTP decennale, dopo aver toccato un nuovo minimo a 1,495% ad inizio settimana, ha chiuso giovedì sera a 1,60% con lo spread BTP/Bund che torna ad allargarsi fino a 123 bps.

Bene le aste italiane di fine mese che fanno registrare nuovi minimi su tutte le scadenze. Il Tesoro comincia persino a ragionare sull’ipotesi di tassi negativi sulle scadenze più brevi.

Aprono la tornata i collocamenti del CTZ e dei BTP legati all’inflazione: collocati € 2 miliardi del CTZ scadenza 2016 ad un rendimento dello 0,281%, € 692 milioni del BTP con scadenza 2018 ad un rendimento dello 0,2% ed € 308 milioni del BTP con scadenza 2041 ad un rendimento dell’1,16%.

Mercoledì nell’asta BOT a 6 mesi vengono collocati € 7 miliardi ad un rendimento dello 0,16% (rispetto al precedente 0,297%) con un bid to cover di 1,74 (precedente 1,39).

Chiudono questa tornata di aste di fine mese i collocamenti dei BTP a 5 e 10 anni e del CCT a 5 anni.

Collocati € 3 miliardi del BTP a 5 anni allo 0,89% (rispetto allo 0,98% precedente) con un bid to cover di 1,40.

Bene anche l’asta del BTP a 10 anni con € 3,5 miliardi collocato ad un rendimento dell’1,62% (rispetto al precedente 1,89%) con un bid to cover di 1,38.

Buona, infine, anche la ricezione del CCT: collocati € 1,75 miliardi ad un rendimento dello 0,87% (rispetto al precedente 0,96%) con un bid to cover di 1,43.

Sul mercato primario del debito, gli emittenti italiani iniziano a godere dei benefici dell’annunciato QE.

Il collocamento del titolo Terna (Baa1/BBB/BBB+) con scadenza 7 anni, in chiusura della settimana scorsa, è avvenuto ai livelli di spread più bassi nella storia di questo emittente: inizialmente offerta ad uno spread di ms+65 area l’emissione ha raccolto ordini per circa € 3,75 miliardi, prezzando ad uno spread di ms+52 per un totale di € 1 miliardo.

Lo stesso è valso per Eni (A3/A/A-) che questa settimana ha collocato € 1 miliardo con scadenza 11 anni ad uno spread di MS+78. Inizialmente offerta a ms+80 area l’emissione ha raccolto ordini per oltre € 5,1 miliardi.

IssuerCoupon (%)MaturitySeniorityAmount (€)Issue PriceYield at start date (%)Reoffer Spread (bp)Market spread (bp)
CTZ0,0030/08/2016             2.000.000.00099,560,21MS+16*26
BTPei1,7015/09/2018                692.000.000105,400,20MS+51.5*58
BTPei2,5515/09/2041                308.000.000131,811,16MS+156*172
BOT0,0031/07/2015             7.000.000.00099,920,160MS+2.6*2
BTP1,0501/12/2019             3.000.000.000100,740,890MS+59*57
BTP2,5001/12/2024             3.500.000.000108,041,620MS+93.5*95
CCTeufrn15/12/2020             1.750.000.000100,610,87Eur6m+70*67
ENI SPA1,50002/02/2026             1.000.000.00099,2681,573MS+7868

Fonte: BondWorld.it


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