Il mondo è inondato di debito, più di quanto lo fosse prima dello scoppio della crisi nel 2007..….
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Andrea De Gaetano – Senior Portfolio Manager – MC Capital Ltd
Il debito globale ammonta a quasi 200.000 miliardi di dollari, cresciuto di 57.000 miliardi di dollari dal 2007, a un ritmo ben più sostenuto del prodotto interno lordo mondiale. Così emerge da un report della società di consulenza McKinsey.
http://www.mckinsey.com/insights/economic_studies/debt_and_not_much_deleveraging
UNA CORSA VERSO EST
La corsa del debito sta proseguendo dalle montagne degli Stati Uniti, in direzione Est, verso Europa e Cina.
Negli USA ci si indebita sempre, ma meno di prima, e la ripresa dell’economia USA addolcisce il rapporto “DEBT/GDP” fra debito e prodotto interno lordo.
A partire dal 2008, negli USA è avvenuto un forte processo di deleveraging del sistema finanziario. Le banche sono più sicure.

Nei Paesi colpiti più duramente dalla crisi (Stati Uniti, Gran Bretagna, Spagna, Irlanda e Portogallo) le famiglie hanno man mano ridotto l’utilizzo della leva finanziaria. Lo si è visto nei dati usciti di recente negli USA: aumentano gli occupati e anche i redditi personali, ma i consumatori, più prudenti di prima, spendono meno.
È accaduto diversamente negli altri Paesi Europei, dove il debito medio delle famiglie è in aumento. In Olanda, Norvegia e Danimarca, il debito delle famiglie è il 200% del reddito.
IL DEBITO CINESE E’ QUASI QUADRUPLICATO
Fra le principali economie, è la Cina a destare maggior preoccupazione. “Dal 2007, il debito cinese è quasi quadruplicato. Da 7.400 miliardi di dollari del 2007 a 28.200 nel secondo trimestre 2014, ovvero dal 158% al 282% del prodotto interno lordo” riporta McKinsey.
La folle corsa dei prezzi immobiliari, che si era verificata negli USA prima del 2008 grazie al facile accesso ai mutui, si è ripetuta in modo simile in Cina, con le aggravanti di un Paese in via di sviluppo, dove lo shadow banking (sistema “bancario ombra”, rappresentato dagli intermediari finanziari non bancari) e il credito erogato agli enti governativi cinesi sono difficilmente quantificabili. I prezzi delle case nei quartieri top di Shangai son di poco inferiori a quelli di Parigi e New York.
Pochi giorni fa, la People’s Bank of China, banca centrale cinese, ha ridotto di 50 punti base, al 19.5%, le riserve bancarie (required reserve ratio) nel tentativo di agevolare la liquidità nel sistema interbancario, da mesi fortemente sotto pressione.

EUROPA, IL SOCCORSO ALPINO ARRIVA CON QUALCHE ANNO DI RITARDO
In Europa, come in Cina, si cresce di meno e ci si indebita di più.
Nel pieno della recessione, l’aumento delle spesa pubblica ha fatto da contrappeso al forte declino della spesa privata. Ciò ha contribuito a far lievitare del 75% dal 2007 il debito degli Stati.
Il Quantitative Easing, alla fine è arrivato anche in Europa ad alleviare le pene dei bilanci bancari, ma forse è un po’ in ritardo. Come un elicottero del soccorso alpino che atterrasse sul posto 6 anni dopo la caduta della valanga.
Quel che si è visto negli USA qualche anno fa, sta iniziando a vedersi anche qui.
In Italia, il Ministro dell’economia Pier Carlo Padoan sta lavorando alla costituzione di una Bad Bank, in pieno stile anglosassone, dove far confluire le sofferenze bancarie, per facilitare le banche, liberate dai fardelli, nell’erogazione del credito.
Come era accaduto negli USA, quando la California aveva sfiorato il default nel 2009, noi ora siamo alle prese con la Grecia.

IL MARGIN DEBT: UNA BOMBA A OROLOGERIA
Il denaro a basso costo ha favorito la speculazione in Borsa.
Il Margin Debt, che misura il valore dei titoli comprati a margine sulla Borsa di New York, ha raggiunto il picco massimo nella storia alla fine del 2014, riporta l’agenzia CNBC, raggiungendo una dimensione pari a circa il 2,9% del Prodotto Interno Lordo USA.
http://www.cnbc.com/id/102303708#.
L’investimento a margine fu una delle principali cause del crollo del 1929.
Nel momento in cui il mercato inizia a scendere, chi ha comprato azioni a margine a un certo punto è costretto a chiudere le posizioni, accelerando il movimento della discesa.
Come ogni indicatore, il margin debt non è perfetto. Elevati livelli di margin debt possono durare a lungo prima di aver conseguenze negative, la storia insegna. Un margin debt elevato non vuol dire che la Borsa crollerà domani, ma certamente non può essere ignorato.
NYSE MARGIN DEBT http://www.nyxdata.com/nysedata/asp/factbook/viewer_edition.asp?mode=table&key=3153&category=8
OPERATIVAMENTE E PER CONCLUDERE
La forte liquidità presente nel sistema sta sostenendo i mercati, ma la volatilità sta subdolamente aumentando. Si è passati da area 10-13 dove il mercato ha stazionato negli scorsi anni a 17-20 delle ultime settimane. Ciò significa che, nonostante il pronto soccorso della BCE e i dati macro-economici in miglioramento, la tensione sta aumentando.
Il cambio Euro/Dollaro, dopo la più lunga sequenza mensile di discese consecutive degli ultimi 15 anni, sta cercando di stabilizzarsi, come un alpinista appena scivolato in un crepaccio che, sospeso nel vuoto, cerca un appiglio.
Per ora, area 1,11-1,13 sembra un supporto, ma nel breve sarà difficile oltrepassare quota 1,17-1,19. È probabile che per trovare nuova direzionalità occorra attendere un altro mese.
Nel frattempo, chi se la sente, potrà sfruttare l’ampia banda di oscillazione per fare un po’ di trading.
Attenzione: in caso di cedimento di 1,11, 1,080 sarebbe a un passo e l’altro livello di acquisto di medio periodo sarebbe 1,04-1,05, dove crediamo possa arrivare, dopo un cospicuo rimbalzo.

Su Borse e Obbligazioni, suggeriamo di procedere con prudenza, come dopo una forte nevicata. Piccole quantità e passi leggeri, per evitare il rischio di valanghe. Eviteremmo il Monte Bianco di questi tempi. Meglio ripiegare su itinerari meno ambiziosi ma più sicuri, come le Orobie. In attesa di veder come tengono i supporti, dopo i primi inevitabili temporali.
Con il QE europeo, il cielo è diventato terso ma, si sa, in montagna il tempo può cambiare alla svelta.
Buona settimana a tutti!
Fonte: BONDWorld.it
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