Nella storia dell’umanità, l’invenzione della ruota è piuttosto recente, datata circa 3.500 a.C. in Mesopotamia. Molto più recente della capacità di controllare il fuoco che risale a circa 300.000 anni fa….
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Andrea De Gaetano – Senior Portfolio Manager – MC Capital Ltd
Se si pensa che la ruota venne prima utilizzata per costruire del vasellame, che per l’agricoltura, appare evidente che per scoprire l’ovvio spesso occorrono tempi lunghi.
Le politiche monetarie delle banche centrali hanno distorto a tal punto l’andamento dei mercati finanziari, da portare il rendimento dei Titoli di Stato considerati sicuri in territorio negativo. È il caso di Paesi come la Svizzera, dove i rendimenti sono negativi fino alla scadenza decennale, o della Germania, fino alle scadenze quinquennali.
Pagare per finanziare uno Stato, anziché trarne un rendimento, è antieconomico, ma è meno ovvio stabilire il timing in cui il mercato se ne accorgerà.
Un’avvisaglia importante c’è stata ieri, in occasione di un’asta sui Titoli di Stato a 5 anni della Germania, i Bobl, andata tecnicamente scoperta. Le richieste di Titoli si sono fermate a 3,649 miliardi di Euro, contro i 4 miliardi offerti. Il rendimento -0,07% , seppur in risalita, rimane negativo. Non è la prima volta che un’asta di Titoli va male negli ultimi mesi, ma in questo caso l’effetto è stato più dirompente trovandoci sui livelli estremi di sempre.
L’esito dell’asta sui Bobl ha influenzato gli altri Titoli europei. Il Bund decennale ha visto quadruplicare i rendimenti nel giro di pochi giorni, dallo 0,08% a 0,33%. Sempre sui minimi storici, ma in risalita. Il BTP decennale italiano dall’1,24% all’1,53%.
Il segnale è chiaro. Investire denaro a tassi negativi, perdendo, non è mai piaciuto a nessuno e, per quanto la BCE sostenga le quotazioni spingendo i rendimenti in negativo, contro il mercato non si può andare in eterno.
L’aumento dei rendimenti sui Titoli di Stato, unito al forte rimbalzo dell’Euro fin sopra 1,12 contro Dollaro USA, ha spinto al ribasso i mercati azionari europei, con il Dax tedesco sceso di quasi il 6% nel giro di tre giorni.
Il Prodotto Interno Lordo USA, cresciuto solo dello 0,02% nel primo trimestre, indica una frenata ancor più brusca delle attese (1%), da attribuire al mix di dollaro forte, calo degli investimenti delle aziende e inverno più rigido del solito che ha gelato i consumi.
Gli utili aziendali del primo trimestre stanno sorprendendo in positivo, sebbene sia cosa nota che sono da attribuire molto più al taglio dei costi che al fatturato, per lo più in calo.
L’aumento di operazioni di buy-back, sui massimi del mercato azionario, lascia pensare. Le aziende preferiscono comprare azioni proprie, care, per gratificare gli azionisti, anziché impiegare la liquidità per investimenti di lungo periodo. Segno di scarsa fiducia nel futuro.
Un fenomeno simile si verificò sui picchi del mercato del 2007.
Quanto sopra giustifica la prudenza nell’aumentare il costo del denaro, emersa nel comunicato della Federal Reserve di ieri.
http://www.federalreserve.gov/newsevents/press/monetary/20150429a.htm
I timori di un default greco sembrano diminuire con l’avvicinarsi di un lungo week-end di negoziazioni in cui Grecia ed Eurogruppo cercheranno una soluzione di compromesso in vista delle varie scadenze di pagamenti sul debito che la Grecia avrà in maggio.
I rendimenti sui bond della Grecia, da mesi su un’altalena folle, sono scesi bruscamente, segno di fiducia, con il 2 anni sceso dal 30% di pochi giorni fa al 22% attuale, e il decennale dal 12,50% all’11,20% di oggi.
OPERATIVAMENTE E PER CONCLUDERE
Per ora, la battuta d’arresto dei mercati nelle ultime due settimane è una correzione all’interno di un quadro ancora positivo. Tuttavia, il mese d’aprile sembra concludersi con un segnale di pausa del rialzo dei mercati azionari e obbligazionari, oltre che una pausa nella discesa dell’Euro che rimanda al mese prossimo la “decisione” sulla strada da prendere.
Dopo il recente rally dell’Euro, risalito da area 1,0450 a 1,1250, attesa una fase di consolidamento tra 1,1250 e 1,08, prima di possibili nuovi allunghi verso area 1,15-1,18.
La liquidità sui mercati è sempre abbondante, se non più di prima. Anche la Cina, che pur cresce al 7% su base annua, sta di fatto iniziando misure di stimoli monetari. Gli investitori si chiedono, sempre più spesso, se le continue iniezioni di liquidità possano curare il grande debito che si è creato durante la ripresa. E, in caso ce ne fosse bisogno, quale sarebbe la prossima rete di salvataggio?
Oggi, la ruota ci sembra un’invenzione ovvia e, forse, ci chiediamo come mai non è stata inventata prima. Dimentichiamo però che, se per inventare la ruota ci sono volute decine di migliaia di anni, ci sono voluti ancora secoli di valigie portate a spalla o a dorso di mulo prima che qualcuno decidesse di inventare il trolley, mettendo le ruote alle valigie per far meno fatica.
Con questa riflessione, vi auguriamo buon week-end lungo e buon primo maggio!
Fonte: BONDWorld.it
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